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refrigerio e cambiamento 21
Si potrebbe avere un forte refrigerio.

Una cupola di calore comprime l’aria

Fa caldo, ma ormai questa non è una novità, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali e sulla Sardegna. A poco a poco questo calore si sta espandendo anche verso sud, una cosa apparentemente strana, perché di norma il caldo dovrebbe arrivare da sud verso nord. Ebbene, all’origine c’è un anticiclone di cui abbiamo parlato parecchie volte, quello che viene chiamato anticiclone africano; in realtà, però, dovremmo definirlo in modo un po’ diverso, ossia heat dome, cioè una vera e propria cupola di calore. Una cupola che comprime l’aria nei bassi strati, la quale di conseguenza si riscalda. Dal punto di vista fisico, a molti di voi tutto questo importa poco, ma ciò che voglio evidenziare è che si tratta di un calore generato da un’alta pressione collocata soprattutto in alta quota.

 

Caldo fin oltre i ghiacciai e notti senza tregua

Questa configurazione, tra le altre cose, fa salire lo zero termico oltre il livello dei ghiacciai alpini e fa aumentare sensibilmente la temperatura anche in montagna. Tanto che a 1500 metri sulle Alpi si registrano valori che si avvicinano, pensate, ai 30°C, mentre in rinomate località montane comprese tra gli 800 e i 1000 metri di quota ci sono picchi che superano di poco i 30°C, con un’umidità elevata e con un’afa che si avverte persino di giorno. Di notte si riesce a malapena a scendere sotto i 20°C, e nemmeno dappertutto: in particolare il settore occidentale del Nord Italia è investito in pieno dall’ondata di calore.

 

Quando arriverà un cambiamento?

A questo punto, la domanda che si pongono in tanti è quando avremo un po’ di refrigerio, quando arriverà un cambiamento. I social network, soprattutto quelli a tema meteo, sono pieni di persone che boccheggiano e si lamentano del caldo, e ne hanno pienamente ragione: ci troviamo infatti con temperature sensibilmente superiori alle medie di riferimento. Faccio un esempio: a Milano, nella terza decade di Giugno, le massime dovrebbero aggirarsi attorno ai 28,5°C-29°C, ma all’ombra, nel centro urbano, ormai se ne misurano 37, ed è probabilmente la temperatura massima che si manterrà fino a circa le 19 di oggi. Spostandoci verso sud troviamo valori elevati, diffusamente elevati. Non è però mia intenzione farvi la cronaca del caldo, che già conoscete e che già vivete sulla vostra pelle. Vi dico solo una curiosità: una località con 38°C, ad esempio, è molto vicina al proprio record storico. Insomma, quando ci sarà una svolta?

Il modello matematico europeo (ECMWF) è piuttosto statico e ci propone scarsi mutamenti del tempo, ovvero poche possibilità di una situazione meteorologica favorevole a un crollo della temperatura. Peraltro, se anche dovessimo avere un crollo termico, questo sarebbe piuttosto acuto: ci sarebbero scontri tra masse d’aria differenti e quindi fenomeni meteorologici anche molto violenti, con grandinate e nubifragi, il solito discorso già visto tante volte in altre stagioni.

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L’ondata di calore si allargherà su mezza Europa

In questo articolo ho voluto consultare anche il modello europeo nella sua emissione delle ore 06 UTC di oggi. Questa, però, non si spinge molto avanti nel tempo, dato che la previsione arriva sino a 144 ore: una limitazione non da poco. Ci mostra comunque un’espansione, un incremento dell’ondata di calore dalla Penisola Iberica verso le Isole Britanniche, il Benelux e la Germania, con temperature fortemente anomale. Addirittura, secondo il centro europeo, questa ondata di calore si espanderà poi anche verso il sud della Scandinavia, con anomalie fino a 15°C, cioè temperature superiori alla media di 15 gradi: immaginatevi.

Al contrario, in Russia fa freddo: c’è aria fredda che scende da nord, una normalissima conseguenza della risalita di aria calda da sud, e si registra anche maltempo. A proposito dell’ondata di caldo europea, una curiosità non da poco: c’è una discesa di aria fredda verso la Libia. Proprio in Libia, ad esempio, ci sono temperature in quota di circa 5°C, in alcuni casi anche più sotto la media: una bella curiosità. Lungo le coste tunisine, algerine e marocchine, invece, le temperature sono molto alte, e nell’immediato entroterra si sale rapidamente sopra i 40°C. In Libia, dove le stazioni meteo sono scarse e i dati a disposizione sono pochi, i valori restano comunque molto elevati, del resto parliamo pur sempre di un territorio praticamente desertico.

 

Il modello matematico americano apre a un possibile refrigerio

A questo punto cerchiamo di capire quando arriverà, forse (e ve lo dico con tutta onestà), un po’ di refrigerio. Mentre il centro meteo europeo non ci dà speranze, indicandoci praticamente due settimane di calore con addirittura un’intensificazione di questo caldo specie al Nord Italia, ma non solo, anche al centro e al sud del nostro paese, il modello matematico americano (GFS), anche oggi nella sua emissione della prima mattinata, ci mostra un cambiamento, con addirittura delle gocce di aria fredda dirette verso l’Italia. Ciò dovrebbe avvenire verso i primi giorni di Luglio, e di questo vi abbiamo già parlato. Questa goccia d’aria fredda dovrebbe stabilirsi proprio sull’Italia centro-meridionale, dando origine a moltissimi temporali.

Più avanti, sempre nei primi giorni di Luglio, si intravede invece la discesa di un’altra goccia d’aria fredda dalle Isole Britanniche, stavolta di maggiore entità rispetto alla precedente. In sostanza, la prima decade di Luglio sarebbe, secondo il modello europeo in qualche isolato run, ossia in qualche emissione, favorevole allo sviluppo di temporali, con un crollo della temperatura e la possibilità di valori al suolo persino sotto la media, perlomeno sul Nord Italia, dove si scatenerebbero temporali molto furiosi e piogge abbondanti. Sono queste le conseguenze tipiche di quando si formano simili gocce d’aria fredda: le alte pressioni si sposterebbero verso l’Oceano Atlantico e verso la Russia, dove finalmente arriverebbe l’estate.

 

Una tendenza tutta da confermare, ovviamente

Si tratta di una linea di tendenza visibile sul modello matematico, ma tutta quanta da confermare, perché qui parliamo di proiezioni sul lungo termine, e sappiamo bene quanto il lungo termine sia variabile, in particolare quando entrano in gioco queste alte pressioni che determinano ciò che a volte, non senza fastidio, viene definito meteo estremo. Tuttavia, queste alte pressioni hanno una durata limitata: non abbiamo notizia di un anticiclone cominciato a Giugno e rimasto saldo fino a Settembre o addirittura a Ottobre. Ci sono sempre state interruzioni, fasi di clima più tollerabile. È accaduto anche nel caldissimo 2003.

In teoria, quindi, le previsioni del modello americano meritano attenzione: lo ripeto ancora una volta, a mio avviso ha una marcia in più rispetto a quello europeo sul meteo a lungo termine, con tendenze che spesso si realizzano, mentre con il modello europeo questo non avviene. Ovviamente non parliamo di previsioni puntuali e precise, bensì di possibilità, ovvero di ipotesi: che quell’evento si realizzi davvero, portando un refrigerio importante. Un refrigerio che sarebbe estremamente gradito e che porterebbe temperature al ribasso e, soprattutto, molti temporali, distribuiti dapprima verso il centro-sud e poi verso il Nord Italia. Questa linea temporale del cambiamento, però, varierà di sicuro, perché al momento ci stiamo solo concentrando sull’osservare quando potrebbe esserci un’attenuazione di questo violentissimo anticiclone e di questa fortissima ondata di calore.

Perché qui parliamo davvero di una fortissima ondata di calore, che per giunta si realizza in Giugno, quando la radiazione solare è ai massimi. Attenzione, però: ondate come questa, se si verificassero nella prima parte di Agosto o addirittura alla fine di Luglio, potrebbero portare temperature ancora superiori, perché avremmo i mari più caldi e le terre emerse ormai arroventate dalle ondate di calore precedenti. Concludo quindi dicendo che è auspicabile un cambiamento meteorologico nella prima parte di Luglio, tendenza comunque da confermare. Ma prima dovremo sorbirci tanto caldo.

 

Caldo estremo, non solo numeri, ma disagio fisico elevato

Ci attende una situazione meteorologica estrema e molto fastidiosa, soprattutto per chi lavora all’esterno, per chi opera in ambienti non climatizzati e per chi in casa non dispone di un climatizzatore. Una condizione pesante anche per coloro che in questi giorni devono affrontare gli esami di terza media e quelli di maturità, oltre a chi ha esami universitari e sedute di laurea. Purtroppo l’istituzione scolastica pubblica in Italia è quasi ovunque priva di climatizzazione, salvo qualche eccellenza, e nelle aule, nelle stanze e nei corridoi le temperature, con questa ondata di calore, salgono anche oltre i 35°C, riducendo drasticamente la concentrazione di chi deve sostenere un esame e perfino dei docenti che devono ascoltare.

Un occhio di riguardo va naturalmente a chi lavora all’esterno svolgendo attività faticose e impegnative. Non c’è solo la temperatura molto elevata, soprattutto al Nord Italia, ma anche un tasso di umidità altissimo: con 38°C e umidità elevata la sensazione termica supera i 40°C, arrivando anche a 42°C-43°C. In Italia si parla ancora troppo poco di temperatura percepita, e questo, devo dirlo, è un po’ scandaloso; negli Stati Uniti, in Canada e in buona parte del mondo, invece, è un punto di riferimento essenziale, che anche da noi comincia finalmente a essere preso in considerazione dalle istituzioni. Tuttavia bisogna anche passare ai fatti, introducendo divieti di lavoro quando si superano certi livelli di sensazione termica, e non solo con delle ammende, ma anche con denunce di natura penale, perché con il caldo estremo le persone possono persino morire.

 

Crediti: ECMWF · NOAA – Global Forecast System (GFS) · Copernicus Climate Change Service – ondata di calore in Europa · Copernicus – European State of the Climate 2025

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