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Caldo verso i locali 40°C: cosa sappiamo del refrigerio

L'Italia entra in una fase rovente con punte vicine ai 40°C: ecco cosa attendersi tra caldo intenso e temporali improvvisi. Ma soprattutto, un chiarimento sul refrigerio.

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Temporali violenti in arrivo, non diffusamente

Il violentissimo temporale che si è abbattuto nel finale di giornata di venerdì 19 giugno su Zurigo è la rappresentazione di quello che può capitare nei prossimi giorni in alcune località, a macchia di leopardo, dell’Europa continentale, ma anche nelle regioni interne dell’Italia e nelle zone settentrionali, persino in piena estate. In sostanza, un’improvvisa massa d’aria instabile ha interessato la regione di Zurigo, in Svizzera, e questo ha determinato lo sviluppo di una serie di temporali di eccezionale violenza. Pensate che in due ore sono stati registrati 6600 fulmini: ci sono stati molti danni e persino diversi feriti.

Ormai, ogni volta che scoppiano dei temporali violenti si parla di fenomeni meteorologici estremi, di temporali che assumono una violenza esagerata, con tuoni, lampi, fulmini e anche grandinate. E sono soprattutto le grandinate a procurare danni, insieme alle raffiche di vento che abbattono gli alberi in molte città. Gli alberi piantati negli anni passati non sono adeguati al nuovo clima, soprattutto di fronte alle raffiche di vento estreme, anche se va detto che ben pochi alberi, a volte, sarebbero adatti a eventi meteo così violenti.

Vento e grandine, tutti questi fenomeni atmosferici sono collegati alle temperature altissime. Quando la temperatura raggiunge valori come quelli che si stanno toccando in questi giorni, soprattutto sul centro-nord dell’Italia e poi all’estero, in particolare in Germania e in Francia, dovete tenere conto che lì il clima è molto più fresco rispetto al nostro, eppure si toccano valori davvero altissimi. Ad esempio, nella Germania meridionale si registrano massime anche superiori a 35°C: temperature di 35°C, questo pomeriggio, si misurano nella regione di Francoforte, un valore simile a quello che si tocca nell’area di Milano e di Torino. Un caldo, insomma, estremo. Di certo non sono valori di 40°C, ma va detto che molte località presentano anche un tasso di umidità molto elevato, con una sensazione termica che si avvicina ai 40°C: parlo soprattutto dell’Italia, del nord del nostro Paese.

Caldo intenso su Italia ed Europa

Le temperature sono molto elevate anche nel centro dell’Italia. Faccio qualche esempio: nel pomeriggio di oggi vengono segnalati 37°C a Firenze, 36°C a Perugia, 37°C a Viterbo, 36°C ad Alghero e 36°C nell’entroterra sardo. In Sardegna, però, si raggiungono valori ancor più alti: in alcune stazioni meteorologiche ci si avvicina alla soglia dei 40°C. Diverse località, infatti, hanno toccato nel pomeriggio di oggi, ma anche ieri, valori altissimi, con 39°C su svariate zone, tanto che c’è chi sostiene non si arriverà ai 40°C. Anche il servizio meteorologico della Sardegna, l’ARPA Sardegna, nella giornata del 19 giugno ha registrato picchi massimi superiori a 35°C in varie località. Il più elevato è stato quello di Palmas Arborea, con 38°C, un valore molto vicino ai 40°C. Osserviamo, peraltro, che anche Stintino, in una stazione meteo interna, nel pomeriggio ha toccato i 38°C, così come Uras, nell’oristanese, insieme ad Arborea: i valori vicini ai 38°C, dunque, non mancano.

Nei prossimi giorni l’aria calda sarà ancora più intensa. Fa caldissimo non solo in regioni come la Sardegna, ma fanno impressione anche i valori che si registrano in Lombardia, ad esempio i 37°C nel cremonese e i 38°C verso le pianure emiliane. Insomma, fa caldo, caldissimo, per noi che non siamo abituati a questo clima, un clima che ci costringe a stare intrappolati in casa, magari sotto il refrigerio di un climatizzatore.

Quanto durerà l’ondata di caldo

A questo punto ci si chiede quanto potrebbe durare questa ondata di caldo. Innanzitutto, ribadisco ancora una volta che tutte le previsioni meteo con una validità superiore ai cinque giorni sono sempre da confermare e che, in fondo, ogni previsione meteo è sempre da confermare. Faccio un esempio: il vostro punto di riferimento per le previsioni della vostra località vi dice che sarà una bella giornata, forse con qualche nuvoletta; ma se abitate soprattutto al nord o nelle aree appenniniche, in questi giorni potrebbe scoppiare un temporale. Tenetene conto, perché questo non vuol dire che la previsione meteo sia sbagliata: sono invece le condizioni atmosferiche generali, che dispongono di una notevole quantità di energia, ad andare a innescare questi fenomeni, cioè i temporali, e questi possono essere violenti. Non dico violenti come quelli di Zurigo, ma insomma non si possono prevedere con precisione: se a Zurigo fossero stati previsti, avrebbero sicuramente allertato la popolazione.

Vediamo dunque la durata del caldo, sulla quale le opinioni non sono concordi. I modelli matematici iniziano a intravedere, per i primi di luglio, un cambiamento che definirei molto modesto, che porterebbe una serie di temporali, va detto però con aria più mite rispetto a quella rovente attuale, e che dovrebbe propagarsi soprattutto verso il nord e parte del centro Italia. Allo stesso tempo, però, questa previsione è tutta da confermare: altre proiezioni, per lo stesso periodo, ci danno una fase caldissima. Ecco quindi che entrano in contraddizione tra loro: il redattore che firma un articolo, pubblicato magari a una certa ora, lo realizza analizzando una determinata serie di modelli matematici; poi, però, arrivano dei cambiamenti visti da altri modelli, citati da un altro redattore, da cui nasce un po’ di confusione, probabilmente, anzi sicuramente, nel lettore. Purtroppo noi diamo un’informazione che tende a essere il più possibile vicina a quanto intuiamo dai modelli matematici, ma se il modello considerato dal redattore che stila la previsione – ovvero una linea di tendenza – cambia, questa può risultare completamente diversa quando parliamo di lungo termine, e quindi diversa rispetto a quella indicata magari da un altro collega. Ciò non vuol dire che siamo confusi: vuol dire che la situazione è incerta, non c’è altro da aggiungere. Ovviamente non possiamo scriverlo in tutti gli articoli e non possiamo pubblicare un solo articolo al giorno.

Quindi, in parole povere e a mio avviso, ci potrebbe essere un cambiamento nei primi giorni di luglio, ma ce lo dobbiamo, come dire, guadagnare: con cosa? Con i modelli matematici che daranno conferma. Al momento i modelli sono estremamente caotici e ci troviamo di fronte a un’ondata di calore imponente, durante la quale si raggiungeranno probabilmente temperature anche decisamente sopra i 40°C. Ad esempio la Francia è martellata da questi eventi meteorologici estremi e poi, successivamente, può vivere un tempo oceanico molto fresco, con 20°C in meno: una cosa che invece in Italia non accadrebbe nemmeno con l’arrivo di correnti oceaniche. In un certo senso, quindi, noi qui in Italia siamo più esposti alle ondate di calore, e dobbiamo prepararci.

Il clima che cambia e i dati del NOAA

C’è chi mi chiede come mai nessuno faccia qualcosa per il clima che cambia. È vero, si fa troppo poco, e devo dire che non si farà granché. C’è da aggiungere che, globalmente, la temperatura ha già avuto un aumento di circa 1,5°C, ovvero il valore che ci si era imposti con l’Accordo di Parigi durante un’intesa internazionale sul clima; ma quell’accordo non è stato rispettato. E va detto che, secondo l’istituto meteo NOAA – o meglio, secondo quel che ne rimane, purtroppo, dato che molti apparati del NOAA, grande ente meteorologico e climatologico americano, sono stati dismessi per ragioni di costi – la temperatura sulle terre emerse, considerate globalmente e comprese anche quelle del polo sud, ha avuto un incremento di circa 3°C rispetto al periodo preindustriale. Vuol dire che le terre emerse si sono riscaldate parecchio, ed ecco perché viviamo stagioni estive ormai così terrificanti, perché non c’è altro modo per definirle, soprattutto laddove attualmente fa caldissimo.

Mari in surriscaldamento e afa in arrivo sulle coste

Chi vive in questo momento in Sicilia, in Calabria, magari vicino al mare, non sta ancora sperimentando il grande caldo; e così anche in Sardegna, nelle regioni delle coste tirreniche e magari sulle coste liguri, non si percepisce quella calura, grazie al fatto che il mare è ancora freddo e le brezze portano refrigerio. Ma attenzione: siamo sotto una cupola di alta pressione che andrà a surriscaldare rapidamente tutti i mari. Gradualmente, ma in maniera piuttosto rapida, il mare si scalderà e porterà temperature elevate anche lungo le coste; a quel punto ci sarà pure l’impatto dell’umidità molto elevata, che produrrà quella condizione atmosferica chiamata afa, di certo non affatto piacevole.

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