Estate 2026, la peggiore ultimi 6 anni: caldo rovente e supercelle

Federico De Michelis
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Estate 2026 caldo e temporali.
Estate 2026 caldo e temporali.

 

Estate 2026: caldo e temporali violenti, l’ECMWF conferma un’altra stagione da cambiamento climatico

Le proiezioni dell’ECMWF per l’estate 2026

Osservando i modelli matematici stagionali, cerchiamo di intercettare come potrebbe evolversi la stagione estiva 2026. Ci siamo affidati al modello matematico europeo ECMWF, che come sappiamo vanta solitamente una buona affidabilità anche in ambito di proiezioni stagionali. Ebbene, le linee di tendenza prospettate da tale modello sono abbastanza sconcertanti – se vogliamo dirla in breve – in quanto prospettano una serie di anomalie meteo che destano personalmente una certa preoccupazione.

 

El Niño: il grande motore dell’estate calda

Innanzitutto, nel corso dei mesi assisteremo all’evolversi di El Niño, un fenomeno che si verifica sul Pacifico. Questo evento tende ad aumentare le possibilità di avere ondate di calore in Europa, mentre in altre parti del pianeta genera situazioni di alluvioni e siccità. Allo stesso tempo, El Niño – pur essendo un fenomeno così distante da noi – può dare un impulso all’alta pressione africana e spingerla vigorosamente verso il continente europeo.

Secondo le statistiche disponibili, le stagioni più calde si sono verificate soprattutto durante gli eventi di El Niño, i quali sono particolarmente inclini a favorire vampate di calore verso nord e, quindi, ondate di calore particolarmente imponenti. Ed ecco perché l’estate 2026, anche secondo l’ECMWF, viene vista come decisamente molto più calda su tutto il continente.

 

Temperature: aprile e maggio di transizione, poi il caldo esplode

In Italia, inizialmente – nella fase che precede la stagione estiva vera e propria – avremo una situazione di clima mite, dove le temperature tra aprile e maggio sembrano rimanere addirittura sotto media. Ma questa è una stima del modello matematico: nella realtà, purtroppo, abbiamo visto che anche quando i modelli stagionali indicano valori sotto media, poi i termometri hanno segnato sopra la norma. Detto questo, potrebbe essere un buon indicatore di poche irruzioni di aria fredda e di un clima mediterraneo dominato da perturbazioni, con precipitazioni piuttosto copiose anche nelle regioni settentrionali italiane in maggio.

Ma da giugno in poi sarà caldo rovente, con temperature decisamente sopra la media per quanto riguarda i mesi di giugno, luglio e probabilmente anche agosto. Questa sembra essere la tesi dell’ECMWF, e abbiamo anche osservato la stima delle precipitazioni per confermarla.

 

Le precipitazioni: a macchia di leopardo

Ciò che emerge osservando la stima delle precipitazioni dei mesi di maggio, giugno e luglio – al momento non abbiamo dati attendibili per agosto – è quello di un’Italia che vedrà precipitazioni sopra la media a macchia di leopardo. Questo significa che ci saranno comunque occasioni per molti temporali. La curiosità è che la Penisola Iberica, soprattutto la parte settentrionale ma anche altre sue aree, vedrà precipitazioni sopra la norma durante quel periodo: tale fattore sarà probabilmente riconducibile ai flussi oceanici, che produrranno instabilità atmosferica e numerosi temporali.

Tale dinamica potrebbe avere poi un’influenza più marginale anche in Italia, dove le precipitazioni sarebbero sotto media soprattutto in Pianura Padana, mentre risulterebbero sopra la media nelle zone interne e sulle regioni alpine. Questo avvalorerebbe la tesi di nubi ad evoluzione diurna, con precipitazioni e temporali favoriti dal maggior calore e dalla presenza di umidità. Come anticipato, le temperature previste nel trimestre sono mediamente sopra la norma, specialmente da giugno in poi: l’escalation termica porterà molta energia disponibile per i temporali, i quali assumerebbero forte intensità. Sarà la stagione dei nubifragi e delle grandinate. Tuttavia questi fenomeni saranno – laddove si verificheranno – temporaneamente refrigeranti, perché poi ritornerà il caldo in gran stile. È una situazione meteorologica normale, già vista nelle stagioni che hanno preceduto il 2026.

 

Il confronto con il 2003: rischiamo di superarlo?

Vorrei tornare sull’argomento caldo. Avevamo parlato in passato del rischio di avere una stagione estiva con picchi di calura anche maggiori rispetto a quelli del lontano 2003. Per i più giovani ricordo che nel 2003 si ebbe una stagione estiva estremamente calda, con temperature particolarmente elevate e periodi abbastanza siccitosi, ma con temporali localizzati e violentissimi, proprio perché faceva molto caldo.

Nella stagione 2026, perlomeno secondo il modello matematico europeo, nell’Europa occidentale – Francia compresa, Penisola Iberica e in parte anche Italia – si avrebbero precipitazioni anche sopra la media, con alcune aree che vedrebbero però valori sotto la norma. Questo fa capire che non ci sarà una sequenza continuata di situazioni atmosferiche oceaniche verso l’Europa anche d’estate – quelle che andrebbero a temperare le ondate di calore – ma che il cosiddetto refrigerio sarà opera dei temporali e nient’altro. La temperatura media prevista nel trimestre, soprattutto in giugno e luglio, è sopra la norma anche di 2-3°C: questo significa ondate di calore a catena, con la formazione di alte pressioni di blocco che potrebbero però essere facilmente “bucate” da infiltrazioni di aria instabile da ovest, innescando temporali piuttosto intensi.

La situazione meteorologica è forse assimilabile a quella dell’estate 2024, dove fu molto caldo ma ci furono anche molti temporali, soprattutto sulle regioni settentrionali, di violentissima intensità. Ricorderei che ci fu anche in Veneto la caduta di chicchi di grandine fino a 20 cm: un chicco di grandine divenuto, secondo il WMO, il più grosso mai raccolto in Europa, certificato come attendibile nelle sue dimensioni. Quel fenomeno fu associato a un’ondata di temporali con grandinate devastanti che si abbatterono dal Piemonte sino al Friuli Venezia Giulia, toccando anche l’Emilia-Romagna. Fu una stagione di numerose grandinate soprattutto nel mese di luglio; ci furono anche grosse trombe d’aria, ovvero fenomeni vorticosi di estrema violenza.

 

Stagioni sempre più calde: dal 2020 a oggi

L’estate 2024 è ricordata come una stagione molto calda, così come il 2023 e il 2025: passiamo sempre in rassegna stagioni roventi. Nel 2025, tuttavia, si è registrata un’attenuazione della calura soprattutto al Nord Italia nel mese di agosto, trascorso decisamente meno torrido rispetto ad altre annate. Questi, però, sono casi isolati rispetto all’insieme delle varie stagioni che abbiamo vissuto, perché dal 2020 in poi stiamo vivendo estati sempre più calde, che si avvicinano sempre di più al grande caldo del 2003 e che talvolta sembrano volerlo superare – in effetti, ci siamo passati estremamente vicini.

Ricorderei anche annate precedenti al 2020: ad esempio quella del 2017, che registrò in Italia un’ondata di calore particolarmente intensa, non intercettata dai modelli stagionali, abbattutasi a partire dalla terza decade di luglio e conclusasi alla fine della prima decade di agosto – circa 20 giorni di caldo ininterrottamente rovente. I picchi termici raggiunsero i 45°C tra Sardegna, Sicilia, centro e sud Italia, e i 40°C in varie località della Pianura Padana. Ci furono però anche molti temporali e una stagione siccitosa in alcune aree del Nord Italia.

 

Verso un’estate tropicalizzata: il Riscaldamento Globale avanza

Stiamo vivendo stagioni estive che si stanno tropicalizzando sempre più, mostrando segnali di un Riscaldamento Globale che precede probabilmente quello che sarà il meteo del futuro, ovvero quello delle stagioni estive dei prossimi decenni. Ciò che mi preme sottolineare è che dobbiamo premunirci per queste estati così calde: l’unico rifugio che abbiamo è installare almeno un climatizzatore nell’ambiente più utilizzato in casa, ma soprattutto avere la possibilità di godere di un sonno tranquillo senza quella calura eccessiva che ogni estate ci attanaglia.

 

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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.