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      Home ยป Il ritorno di Inverni con ondate di gelo e neve in Italia
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Il ritorno di Inverni con ondate di gelo e neve in Italia

      Nevicate estreme nell'era del riscaldamento globale: perchรฉ il freddo artico puรฒ ancora travolgere Nord America, Europa e Giappone

      Antonio Lombardi
      Antonio Lombardi
      Pubblicato: 05/10/2025
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      16 Min Lettura
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      Contents
      • Che cosโ€™รจ il Vortice Polare e perchรฉ a volte โ€œcedeโ€
      • Lโ€™inverno 2024โ€“2025: vortice โ€œstiratoโ€ e colate fredde trans-continentali
      • Amplificazione Artica: che cosโ€™รจ e cosa cโ€™entra con le nostre ondate di freddo
      • Perchรฉ una Terra piรน calda puรฒ portare piรน neve, nonostante tutto
      • Dove succede giร : Siberia, Mosca, Hokkaidล
      • โ€œPiรน caldo = meno neveโ€: vero in media, falso per gli estremi
      • Il ruolo delle grandi onde e dei blocchi atmosferici
      • E lโ€™Italia? Tra mitezza europea, Alta delle Azzorre e rischi da non archiviare
      • Meccanismo chiave delle grandi nevicate: umiditร , sollevamento e colonna sottozero
      • Una nota sul dibattito: freddi estremi e clima che cambia
      • Prepararsi al ritorno degli inverni โ€œvecchio stileโ€

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      Lโ€™inverno 2024-2025 ha dimostrato come il riscaldamento globale non elimini le nevicate estreme. Mentre Nord America e Giappone affrontavano tempeste record, il Vortice Polare disturbato permetteva allโ€™aria artica di raggiungere latitudini meridionali. La termodinamica spiega il paradosso: unโ€™atmosfera piรน calda contiene piรน vapore acqueo che, incontrando masse dโ€™aria sufficientemente fredde, produce precipitazioni piรน intense. Lโ€™Amplificazione Artica e i disturbi stratosferici rendono possibili scenari estremi anche in un clima che si riscalda.

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      Nei mesi dโ€™inverno 2024โ€“2025, il settore centro-orientale del Nord America โ€“ tra Canada e Stati Uniti dโ€™America โ€“ ha sperimentato ripetute irruzioni di aria gelida artica. A fine gennaio 2025, una lingua dโ€™aria polare ha raggiunto il Golfo del Messico, alimentando tempeste invernali con gelo diffuso fino alle pianure costiere del Sud. Episodi cosรฌ intensi possono sembrare un controsenso nellโ€™era del Riscaldamento Globale. In realtร , la fisica dellโ€™atmosfera e la dinamica dei venti alle alte latitudini spiegano bene come una Terra piรน calda possa comunque produrre, in certe configurazioni, ondate di gelo estremo e nevicate record.

      Di seguito mettiamo in fila i meccanismi chiave โ€“ dal Vortice Polare allo Stratwarming, dallโ€™Amplificazione Artica alla regola termodinamica di Clausiusโ€“Clapeyron โ€“ e perchรฉ anche lโ€™Italia resta esposta a eventi rari ma possibili, nonostante la mitezza media degli ultimi inverni europei.

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      Fiume Hudson, New York, gennaio 2025

      Che cosโ€™รจ il Vortice Polare e perchรฉ a volte โ€œcedeโ€

      Il Vortice Polare รจ un vasto anello di venti occidentali che in inverno si forma nella stratosfera sopra lโ€™Artico. Quando รจ โ€œforteโ€ e centrato sul Polo, trattiene lโ€™aria gelida alle alte latitudini; quando si indebolisce, si sposta o si deforma, porzioni di quel serbatoio di aria molto fredda possono scivolare verso le medie latitudini, innescando ondate di freddo in Nord America, Europa e Asia orientale. La comunitร  scientifica descrive bene questi stati del vortice e i loro riflessi al suolo: un vortice compatto favorisce correnti miti zonali; un vortice disallineato o stirato alimenta onde planetarie piรน ampie e blocchi anticiclonici che incanalano le colate fredde verso sud.

      Tra i fattori che possono disturbare il Vortice Polare cโ€™รจ il Riscaldamento Stratosferico Improvviso (Stratwarming): in pochi giorni la temperatura della stratosfera artica puรฒ crescere anche di decine di gradi, indebolendo o invertendo i venti occidentali. A valle, nelle settimane successive, aumentano le probabilitร  di freddo anomalo in varie aree extra-polari, anche se la risposta dipende dal tipo di evento e dalla configurazione della troposfera. La previsione dellโ€™esatto โ€œtipoโ€ di SSW rimane difficile oltre circa due settimane, ma รจ un ingrediente noto della variabilitร  invernale.

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      Strade paralzziate dalla neve a Mosca

      Lโ€™inverno 2024โ€“2025: vortice โ€œstiratoโ€ e colate fredde trans-continentali

      Nella seconda metร  di gennaio e in febbraio 2025, le analisi sinottiche hanno evidenziato un Vortice Polare a bassa stratosfera in configurazione stirata dallโ€™America settentrionale allโ€™Asia orientale. In questo assetto si sono verificate ondate di freddo prolungate su entrambi i continenti, con tempeste invernali intense negli USA e gelo in Giappone. Le cronache satellitari e i bollettini operativi mostrano come nelย gennaio 2025, un sistema invernale abbia scaricato neve, ghiaccio e venti su milioni di persone, dalle Great Plains allโ€™East Coast, mentre lโ€™aria artica spingeva verso il Golfo del Messico. Lโ€™episodio รจ stato attribuito anche a perturbazioni del vortice polare che hanno favorito lo scivolamento di masse dโ€™aria molto fredde dai Canada verso gli Stati Uniti dโ€™America.

      Contemporaneamente, il nord del Giappone ha sperimentato nevicate eccezionali, specie in Hokkaidล, dove il contrasto tra correnti gelide continentali e il Mare del Giappone relativamente mite alimenta lo snowbelt di tipo โ€œsea-effectโ€, analogo al lake-effect dei Grandi Laghi. A inizio febbraio 2025, accumuli di oltre un metro hanno paralizzato vari centri dellโ€™isola, confermando quanto la disponibilitร  extra di umiditร  su un mare non ghiacciato possa esaltare lโ€™intensitร  delle nevicate quando lโ€™aria in quota รจ abbastanza fredda.

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      Amplificazione Artica: che cosโ€™รจ e cosa cโ€™entra con le nostre ondate di freddo

      Lโ€™Amplificazione Artica รจ il riscaldamento piรน rapido dellโ€™Artico rispetto alla media globale. Riduzione della copertura di ghiaccio marino, albedo piรน bassa, oceano che immagazzina calore e rilascia vapore: sono tutti tasselli di un Artico che si scalda piรน in fretta. Questo non significa, perรฒ, che i freddi estremi scompaiano alle medie latitudini. Un filone di studi discute i possibili collegamenti tra Amplificazione Artica e inverni piรน โ€œondulatiโ€ alle nostre latitudini; altri lavori, invece, indicano che โ€“ malgrado lโ€™Artico si scaldi โ€“ lโ€™intensitร  statistica degli estremi freddi in alcune macro-regioni extra-polari non mostra tendenze nette di attenuazione negli ultimi decenni. La questione resta aperta e oggetto di ricerca, con risultati talvolta contrastanti a seconda dellโ€™area, dei periodi considerati e dei metodi.

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      Perchรฉ una Terra piรน calda puรฒ portare piรน neve, nonostante tutto

      Qui entra in gioco la termodinamica. Lโ€™aria piรน calda puรฒ contenere piรน vapore acqueo: circa 7% in piรน per ogni grado in piรน, come suggerisce la relazione di Clausiusโ€“Clapeyron. Se durante una colata fredda le temperature in una vasta colonna dโ€™aria restano uguali o inferiori a 0 ยฐC, quella maggiore umiditร  si traduce in precipitazioni piรน abbondanti che, in tali condizioni, cadono come neve. รˆ uno dei motivi per cui in un clima piรน caldo si osserva un aumento dellโ€™intensitร  degli eventi precipitativi estremi, e โ€“ nelle regioni che restano sufficientemente fredde โ€“ nevicate piรน copiose. Questo non contraddice il quadro generale: la stagione nevosa tende ad accorciarsi e le nevicate deboli diminuiscono, ma gli estremi possono crescere nelle aree e nei periodi ancora sottozero.

      Le evidenze modellistiche e osservazionali mostrano infatti due spinte opposte: con lโ€™aumento delle temperature, cala la frazione di neve sul totale delle precipitazioni, ma lโ€™aumento della precipitazione complessiva e dellโ€™umiditร  puรฒ compensare โ€“ e in certi casi superare โ€“ quel calo, portando a nevicate estreme piรน frequenti in regioni fredde del Nord America e dellโ€™Eurasia. Studi recenti indicano una possibile intensificazione degli estremi nevosi in ampie aree dellโ€™Emisfero Nord, mentre la neve media tende a diminuire.

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      Dove succede giร : Siberia, Mosca, Hokkaidล

      Le steppe siberiane e lโ€™area di Mosca sono regioni che, nelle fasi piรน fredde dellโ€™inverno, restano ampiamente sottozero. In queste condizioni, il surplus di vapore disponibile in un clima globale piรน caldo puรฒ tradursi in nevicate molto intense quando la circolazione porta aria umida in sovrascorrimento su cuscinetti gelidi continentali. In Giappone, il nord di Hokkaidล vive ogni inverno il balletto tra monsoni freddi da nord-ovest e acque relativamente miti del Mare del Giappone: qui la โ€œsea-effect snowโ€ si alimenta proprio della differenza termica aria-mare. Diverse ricerche hanno analizzato la variabilitร  e le tendenze delle nevicate nellโ€™isola, gli impatti sul manto nevoso e i possibili cambiamenti sotto +2 ยฐC globali, confermando che il sistema รจ estremamente sensibile a piccoli cambiamenti della temperatura e del ghiaccio marino. Le ultime cronache dellโ€™inverno 2025 a Obihiro e lungo le coste orientali di Hokkaidล illustrano bene questa dinamica, con accumuli eccezionali e disagi estesi.

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      โ€œPiรน caldo = meno neveโ€: vero in media, falso per gli estremi

      Il paradosso si risolve distinguendo tra media e estremi. In un mondo piรน caldo, la neve media in molte regioni diminuisce, la stagione si accorcia e quote e latitudini marginali passano piรน spesso a pioggia. Tuttavia, quando la circolazione aggancia masse dโ€™aria sufficientemente fredde, l'โ€atmosfera potenziataโ€ dal calore extra rilascia precipitazioni piรน intense. Per le cittร  che in gennaio restano spesso sottozero โ€“ come Mosca โ€“ o per le aree costiere del Mare del Giappone, ciรฒ puรฒ significare nevicate record ricorrenti anche in un clima piรน caldo, specie durante le finestre di freddo. Questo quadro รจ coerente con indicatori climatici ufficiali che segnalano: meno nevicate deboli e stagioni piรน corte; estremi localmente in aumento se le condizioni termiche restano idonee alla neve e se i traiettorie cicloniche e le correnti lo consentono.

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      Il ruolo delle grandi onde e dei blocchi atmosferici

      Le ondate di gelo piรน spettacolari si materializzano quando il getto polare si ondula e si instaurano blocchi anticiclonici alle alte latitudini. Unโ€™alta pressione stazionaria puรฒ deviare il flusso, scavando corridoi per lโ€™aria artica verso sud e rallentando lo smaltimento delle masse dโ€™aria. Alcuni studi attribuiscono queste configurazioni a forzanti โ€œdal bassoโ€ (oceani piรน caldi, perdita di ghiaccio artico) o โ€œdallโ€™altoโ€ (disturbi stratosferici); altri sottolineano la multicausalitร  e lโ€™importanza delle fluttuazioni naturali del sistema accoppiato tropicale-extratropicale. In sintesi, non cโ€™รจ una sola causa: lโ€™Amplificazione Artica puรฒ contribuire, ma la variabilitร  interna e i forcing tropicali restano co-protagonisti.

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      E lโ€™Italia? Tra mitezza europea, Alta delle Azzorre e rischi da non archiviare

      Gli ultimi inverni sullโ€™Europa occidentale sono stati spesso miti, con lunghi periodi dominati da figure anticicloniche. Una linea di ricerca ha documentato lโ€™espansione e lo spostamento dellโ€™Alta delle Azzorre nel XXโ€“XXI secolo, con impatti sul regime delle precipitazioni in Europa occidentale e sulla traiettoria delle perturbazioni atlantiche. Altri lavori, basati su proxy climatici e modelli, suggeriscono che la variabilitร  del sistema Nord Atlantico รจ ampia e che non tutte le tendenze hanno unโ€™unica spiegazione definitiva. La sintesi ragionevole oggi รจ duplice: il cambiamento climatico ha aumentato la probabilitร  di inverni miti e ridotto la neve media a basse quote; ma non ha azzerato la possibilitร  di eventi estremi di gelo e neve sulla Penisola Italiana, qualora la circolazione spalanchi il corridoio artico. Uno scenario simile, in unโ€™atmosfera piรน umida, potrebbe tradursi in nevicate abbondanti su Alpi, Appennino e persino in pianura se le temperature restano sottozero durante il passaggio perturbato.

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      Meccanismo chiave delle grandi nevicate: umiditร , sollevamento e colonna sottozero

      Quando unโ€™irruzione fredda incontra un serbatoio di umiditร  โ€“ per esempio il Golfo del Messico o il Mar Ligure, oppure mari temperati come il Mare del Giappone โ€“ il sistema ha tutto ciรฒ che serve per produrre nevicate eccezionali: aria fredda profonda, sollevamento dinamico lungo un fronte o su un versante montuoso, e rifornimento continuo di vapore. Con un clima globale piรน caldo, questi serbatoi marini tendono a rilasciare piรน vapore verso la troposfera; il risultato, quando lโ€™aria รจ abbastanza fredda, รจ una resa nevosa maggiore. รˆ lo stesso principio con cui i ricercatori collegano lโ€™aumento degli estremi di precipitazione alla legge di Clausiusโ€“Clapeyron, spesso confermata su molte scale temporali e in diverse regioni del mondo.

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      Una nota sul dibattito: freddi estremi e clima che cambia

      Nel discorso pubblico degli Stati Uniti dโ€™America le ondate di gelo diventano talvolta unโ€™arma retorica contro il cambiamento climatico. Ma il quadro scientifico non รจ contraddittorio: la temperatura media globale cresce, gli estremi di calore aumentano quasi ovunque, e cresce anche lโ€™intensitร  media delle piogge estreme. I freddi estremi non scompaiono, soprattutto in regioni e stagioni predisposte; la loro frequenza e intensitร  possono restare simili o calare lentamente, ma possono ancora presentarsi con grande impatto quando la dinamica atmosferica li favorisce. Lโ€™inverno 2024โ€“2025 lo ha ricordato a Nord America e Giappone, con un Vortice Polare disturbato, tempeste nevose diffuse e impatti socio-economici significativi.

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      Prepararsi al ritorno degli inverni โ€œvecchio stileโ€

      Per la Italia, la strategia piรน sensata รจ duplice. Da un lato, adattarsi a inverni piรน miti in media, con neve piรน rara a bassa quota e maggiore variabilitร ; dallโ€™altro, pianificare per lโ€™evento raro ma possibile, quando la combinazione tra getto ondulato, blocchi e corridoi artici riporta gelo e nevicate eccezionali. Gli ultimi studi sul Nord Atlantico e sullโ€™Alta delle Azzorre indicano una componente di fluttuazione naturale sovrapposta alla forzante antropica; di conseguenza, non si puรฒ escludere il ritorno di inverni rigidi e nevosi anche sullโ€™Europa meridionale. Non farsi trovare impreparati โ€“ negli approvvigionamenti, nella gestione della rete elettrica, nel piano neve urbano e nella protezione civile โ€“ รจ un investimento a basso rimpianto in un clima che diventa piรน caldo, ma non meno variabile.

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      Credits:

      • NOAA Climate.gov โ€“ Understanding the Arctic polar vortex
      • IPCC AR6 WG1 โ€“ Chapter 11: Weather and Climate Extreme Events in a Changing Climate
      • Nature Geoscience โ€“ Recent Arctic amplification and extreme mid-latitude weather
      • Journal of Climate โ€“ Effects of a Warming Climate on Daily Snowfall Events in the Northern Hemisphere
      • Carbon Brief โ€“ Expanding โ€˜Azores highโ€™ driving โ€˜unprecedentedโ€™ changes in western Europeโ€™s climate
      • Nature Climate Change โ€“ Persistent shift of the Arctic polar vortex towards the Eurasian continent
      • Journal of Climate โ€“ Understanding of European Cold Extremes, Sudden Stratospheric Warming, and Siberian Snow Accumulation
      • Nature Geoscience โ€“ Steady threefold Arctic amplification of externally forced warming
      • Bulletin of the American Meteorological Society โ€“ The 2019 Southern Hemisphere Stratospheric Polar Vortex Weakening
      • Journal of Geophysical Research โ€“ A Composite of the Effects of Major Sudden Stratospheric Warming Events

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      TAG:alta delle azzorreamplificazione articablocchi anticiclonicicambiamento climaticoClausius-ClapeyronEuropa mitezza invernalegetto polare ondulatoHokkaidล neveItalia rischio neveMare del Giapponenevicate estremeNord America inverno 2025ondate di gelostratwarmingvortice polare
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