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      Home » Meteo, l’Alta Pressione delle Azzorre è scomparsa: non verrà e non c’è stata
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      Meteo, l’Alta Pressione delle Azzorre è scomparsa: non verrà e non c’è stata

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 10/06/2025
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      5 Min Lettura
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      Negli ultimi giorni, tra una mappa e l’altra, c’è chi ha evocato il ritorno della mitica Alta Pressione delle Azzorre, quella figura barica un tempo simbolo delle estati italiane più “giuste”, fatte di cieli sereni, brezze asciutte e temperature gradevoli. Ma siamo sinceri: l’avete vista voi questa fantomatica Azzorriana? Perché qui in Italia, nemmeno l’ombra.

      Contents
      • Cosa dovrebbe fare davvero l’Alta delle Azzorre?
      • Maggio e Giugno 2025: che Azzorriana è mai questa?
      • Le fonti attendibili parlano chiaro, basta saperle leggere
      • Alta africana: la vera protagonista dell’Estate italiana
      • Chi semina disinformazione genera confusione

       

      Cosa dovrebbe fare davvero l’Alta delle Azzorre?

      L’Anticiclone delle Azzorre, nella sua configurazione classica, è una struttura atmosferica di origine oceanica, centrata – come dice il nome – sulle Isole Azzorre, nell’Atlantico. Nei mesi estivi, si espande verso EST attraversando prima la Penisola Iberica e poi l’Italia, regalando bel tempo stabile ma non torrido, grazie all’aria mite e secca di matrice subtropicale marittima.

      È una figura preziosa per l’equilibrio climatico mediterraneo: mitiga il caldo, protegge da intrusioni africane troppo aggressive e garantisce condizioni favorevoli all’agricoltura, alla salute pubblica e, perché no, anche al turismo.

      Ma questa figura non si materializza dal nulla, non compare per incanto nel cuore del Mediterraneo saltando l’Oceano Atlantico e la Spagna. Deve passare per vie ben precise: Atlantico → Penisola Iberica → Italia. Tutto il resto è meteorologia creativa.

       

      Maggio e Giugno 2025: che Azzorriana è mai questa?

      A MAGGIO, PORTOGALLO e SPAGNA hanno sperimentato temperature record, con picchi di oltre 40°C nella zona di Cordoba, Badajoz e Alentejo. Non certo i segnali di un passaggio dell’Azzorriana. Quelle temperature sono l’impronta classica di un’Alta Pressione africana, con aria sahariana che si arrampica lungo la verticale dell’Iberia portando sabbia, afa e disagio.

      E nella prima decade di GIUGNO, la situazione non è migliorata, anzi: l’espansione di un promontorio sub-tropicale africano ha dominato l’intero bacino del Mediterraneo. Il cuore dell’Alta Pressione era posizionato tra la Libia e il Mar Ionio, con una costante alimentazione calda in quota e al suolo, visibile nei geopotenziali a 500 hPa e nelle isoterme a 850 hPa che hanno raggiunto valori tipici di LUGLIO inoltrato.

      Se qualcuno ha visto l’Azzorriana passare sull’Italia, l’ha scambiata per un’allucinazione barica. I dati lo confermano: le pressioni più alte in quota sono venute da SUD-EST, non da OVEST.

       

      Le fonti attendibili parlano chiaro, basta saperle leggere

      Certo, qualcuno cita con sicurezza “il ritorno dell’Azzorriana” nei prossimi giorni. Ma su quali basi? Forse quelle diffuse dai social, dove si confonde l’attenuazione di un’ondata africana con l’arrivo della ben diversa Alta delle Azzorre.

      I modelli ECMWF e ICON, così come i bollettini ufficiali del Centro Meteo Europeo (fonte), mostrano al massimo un breve cedimento del promontorio africano, con un lieve ridimensionamento termico a partire da MERCOLEDÌ 12 GIUGNO, ma senza una reale infiltrazione occidentale atlantica che possa giustificare il ritorno dell’Azzorriana.

      Se e quando arriverà, lo vedremo con una discesa delle isoterme a 850 hPa sotto i +15°C, con pressioni al suolo più contenute, e soprattutto con una disposizione zonale delle correnti (da ovest), non meridiana (da sud).

       

      Alta africana: la vera protagonista dell’Estate italiana

      Nel frattempo, ciò che domina è un’Alta Pressione africana sempre più invadente, più duratura e più precoce rispetto al passato. Questo tipo di anticiclone, spinto da un’anomalia termica continentale (Sahara ultra-riscaldato), si allunga come una lingua infuocata verso il cuore dell’Europa.

      Ed è qui che la narrativa si fa delicata: minimizzare la presenza dell’Anticiclone africano, evocando un’Azzorriana immaginaria, rischia di svalutare il rischio climatico reale che stiamo vivendo. Non è solo una questione terminologica, ma di consapevolezza collettiva.

       

      Chi semina disinformazione genera confusione

      La colpa non è dell’Alta Pressione delle Azzorre (che semplicemente non c’è stata), ma di chi continua a tirarla in ballo per giustificare variazioni termiche minime o fare previsioni “acchiappa-like”. L’informazione meteo non può essere trattata come una cronaca di gossip: serve metodo, fonti scientifiche e soprattutto rispetto per l’intelligenza di chi legge.

      Riflettiamo allora prima di condividere: se c’è una voce che parla di Alta Pressione delle Azzorre in arrivo, andiamo a leggere cosa dicono i centri ufficiali, come Copernicus, MeteoFrance, NOAA o il nostro Centro Meteo Italiano, e non semplici status sui social privi di riscontro sinottico.

      E se qualcuno l’ha vista davvero, questa Azzorriana, ci fischi pure. Ma deve dimostrarlo con i dati.

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