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Meteo, VORTICE POLARE debole: INVERNO 2025/2026 da record

Federico Russo di Federico Russo
10 Lug 2025 - 15:15
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Meteo News
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Se stai già pensando a come sarà il prossimo inverno 2025/2026, preparati a scenari molto interessanti. I primi dati meteorologici e climatici globali indicano una possibilità concreta che il Vortice Polare si presenti più debole del normale.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Un Vortice Polare in difficoltà potrebbe tradursi in un inverno più freddo e dinamico, con ondate di gelo e nevicate più frequenti sia in Europa che negli Stati Uniti.

 

Il Vortice Polare è un’enorme struttura ciclonica che si forma ogni inverno sopra le regioni polari e si estende dalla troposfera alla stratosfera. Quando è forte e compatto, agisce come una barriera che confina l’aria gelida nelle regioni artiche.

 

Al contrario, quando si indebolisce o si “rompe”, permette alle masse d’aria polare di scivolare verso sud, portando freddo intenso e nevicate anche a latitudini più basse. Leggi lo studio completo sugli effetti di un Vortice Polare debole.

 

Tre fattori chiave: la ricetta per un Vortice Polare debole

Tre grandi driver climatici stanno convergendo in quello che potremmo definire una vera e propria “tempesta perfetta”. Ognuno di essi, da solo, può influenzare la circolazione invernale, ma insieme amplificano le probabilità di un Vortice Polare meno stabile.

 

ENSO e il possibile ritorno di La Niña

Il ciclo ENSO (El Niño Southern Oscillation) controlla le oscillazioni termiche nel Pacifico equatoriale. Dopo un periodo neutro, i modelli suggeriscono la possibilità di una debole La Niña per l’inverno 2025/2026. Questa fase favorisce una maggiore attività delle onde planetarie, disturbando la stratosfera e predisponendo il Vortice Polare a eventi di collasso parziale o totale. Scopri la connessione con gli SSW.

 

La QBO orientale

La Quasi-Biennial Oscillation (QBO) è un ciclo di circa 28 mesi che regola i venti stratosferici equatoriali. Attualmente si sta consolidando una fase orientale, che favorisce la propagazione verticale delle onde e il disturbo del Vortice Polare. Questo significa più probabilità di ondate di freddo, soprattutto su Europa e Nord America. Approfondisci il ruolo della QBO.

 

La riduzione del ghiaccio artico

La riduzione del ghiaccio marino nel Mare di Barents e Kara modifica i pattern di pressione nell’Artico, favorendo ondulazioni nel getto polare. Meno ghiaccio significa più calore rilasciato verso l’atmosfera, che destabilizza ulteriormente il Vortice. Quest’anno, la situazione nei bacini artici è particolarmente delicata: bassi livelli nel Barents/Kara e ghiacci quasi record nel Mare di Okhotsk, creando un mix che potrebbe indebolire ulteriormente la struttura del vortice.

 

Il collasso del Vortice Polare: cosa succede davvero?

Quando il Vortice Polare cede, si verifica un fenomeno noto come Riscaldamento Stratosferico Improvviso (SSW), in cui la temperatura della stratosfera aumenta rapidamente e i venti zonali si invertono. Questo comporta un innalzamento della pressione sulle regioni polari e un getto polare più ondulato, permettendo alle masse d’aria gelida di irrompere verso sud. Nei 10-30 giorni successivi a un SSW, gran parte dell’Europa, degli Stati Uniti e del Canada sperimenta temperature inferiori alla norma e nevicate più abbondanti.

 

Effetti attesi per l’inverno 2025/2026

Se questi segnali verranno confermati, potremmo aspettarci un inverno più freddo e nevoso del normale su larga parte dell’Europa centro-settentrionale, con possibili incursioni fredde anche verso il Mediterraneo. Negli Stati Uniti, gli stati del Midwest e della East Coast potrebbero vivere condizioni invernali più severe, con ondate di freddo ricorrenti e nevicate diffuse.

 

Va precisato che non tutti i modelli sono concordi, ma la convergenza di ENSO, QBO e riduzione dei ghiacci marini aumenta la probabilità di un Vortice Polare instabile. Un segnale che va monitorato attentamente nei prossimi mesi, anche alla luce dei continui aggiornamenti dei modelli stagionali e delle osservazioni satellitari. (METEOGIORNALE.IT)

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