
(METEOGIORNALE.IT) Molti utenti conosceranno bene il Vortice Polare. Nelle nostre previsioni meteo autunnali e invernali è qualcosa di molto ricorrente. Ma cosa c’entra con il cuore della stagione estiva? Andiamo a discutere insieme se esiste una parvenza di vortice anche in Estate e soprattutto che conseguenze potrebbe avere.
Le tendenze meteorologiche del modello ECMWF indicano che una massa d’aria estremamente fredda di origine artica potrebbe spingersi verso sud, interessando in modo particolare il Nord America e portando un sensibile abbassamento delle temperature, accompagnato da nevicate fuori stagione. Ma occhio che le conseguenze potrebbero estendersi anche verso l’Europa e il Regno Unito, con risvolti tutt’altro che trascurabili. Ma non parliamo per adesso di previsioni: analizziamo la questione.
Vi spieghiamo per bene
Il Polar Vortex, come spiegato su Wikipedia, è una struttura atmosferica di vasta scala che si forma attorno al Polo Nord durante l’Inverno, mantenendo confinata al Circolo Polare l’aria più fredda. Si tratta di un vortice caratterizzato da venti molto intensi che ruotano in senso antiorario, intrappolando l’aria gelida alle altissime latitudini.
Quando il vortice è compatto e forte, le masse d’aria gelida restano bloccate nella zona artica e gli Anticicloni dominano la zona Mediterranea. Ma attenzione: in alcune circostanze, come ad esempio in seguito a un riscaldamento stratosferico improvviso, questa struttura si indebolisce e può anche frammentarsi. Un simile cedimento permette all’aria fredda di scendere molto più a sud, portando aria gelida verso di noi.
Un approfondimento interessante
Vi proponiamo un ottimo sunto di un articolo pubblicato su MeteoSvizzera. Il vortice polare stratosferico ruota in senso antiorario, una dinamica contraria a quella del vortice antartico, che invece gira in senso orario. Questa direzione di rotazione è il risultato diretto dell’effetto della forza di Coriolis, dovuto alla rotazione terrestre attorno al proprio asse.
La formazione del vortice si deve alla presenza di intense correnti occidentali che si originano ad alta quota, partendo dalle medie latitudini. Tali correnti derivano dal contrasto tra l’intensità del riscaldamento solare nelle zone equatoriali e quello molto più debole delle regioni polari, soprattutto durante l’Inverno. Questo squilibrio termico crea una forte differenza di pressione, che innesca venti da ovest verso est, responsabili della nascita del vortice polare a forma generalmente circolare.
Cosa succede nel periodo autunnale
Con l’arrivo dell’Autunno, questo vortice tende a rafforzarsi e ad estendersi, mentre tra la Primavera e l’Estate si indebolisce fino a dissolversi del tutto. Durante i mesi più caldi, infatti, il vortice stratosferico scompare e viene rimpiazzato da una configurazione diversa: l’Anticiclone Polare Estivo.
A differenza della controparte nella troposfera, il vortice presente nella stratosfera si caratterizza per la sua forma più simmetrica e regolare. Ma attenzione che questa struttura non è sempre stabile. In alcune situazioni, soprattutto in presenza di aree di Alta Pressione persistenti sul Polo Nord, può verificarsi un dislocamento del centro del vortice o addirittura un’interruzione temporanea del fenomeno.
Il Vortice Polare nella Troposfera
Anche il vortice polare troposferico rappresenta una vasta area ciclonica che si sviluppa attorno al Polo Nord, ma in questo caso riguarda lo strato atmosferico più basso, la troposfera. Esso si sviluppa a quote comprese generalmente tra i 4500 e i 9500 metri, formando un’area di bassa pressione molto più estesa rispetto a quella che si osserva nella stratosfera.
Anche il vortice troposferico è delimitato da correnti occidentali, ma la sua struttura risulta più frammentata e meno regolare rispetto al vortice superiore. Su scala mensile, può presentarsi con uno o due centri principali, ma nell’arco di una giornata può articolarsi in diversi nuclei di bassa pressione distinti. Durante l’Inverno boreale, solitamente si osservano due centri predominanti: uno collocato nei pressi dell’isola di Baffin, in Canada, e l’altro localizzato nella Siberia nordorientale.

Non scompare in Estate e talvolta…
A differenza del vortice stratosferico, quello troposferico non scompare nei mesi estivi, sebbene si manifesti in modo molto meno evidente e con un’estensione notevolmente ridotta. Le correnti occidentali, pur rimanendo attive, tendono ad essere molto più deboli e sporadiche nel corso dell’Estate.
A causa della sua scarsa compattezza, questo vortice può diventare instabile, causando variazioni improvvise delle condizioni atmosferiche, con freddo anomalo, piogge intense o fasi fredde fuori stagione, un po’ com’è successo nei gironi scorsi. Quindi sì, è possibile avere vortici troposferici anche in piena Estate, quando la stagione si prende un poderoso break.
Rischi per l’Europa e le possibili deviazioni del getto polare
Le dinamiche atmosferiche legate al collasso della struttura in esame non si limitano solo al continente americano. Il possibile sconvolgimento del getto polare potrebbe comportare un cambio radicale del pattern. In particolare, le correnti d’aria artica potrebbero orientarsi verso l’Europa occidentale, colpendo la Gran Bretagna, il Benelux, la Germania, e in parte anche l’Italia settentrionale.
A tal proposito, si potrebbe virare verso un profilo freddo e instabile, con cali termici accentuati e possibili precipitazioni nevose sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale, anche se a quote elevate. Non è escluso che durante le ore notturne si possano registrare valori prossimi allo zero in alcune vallate alpine, evento assai raro per un mese come Luglio, ma già successo in passato.
La risposta dell’Alta Pressione e l’effetto domino sull’Europa
Un ulteriore fattore da considerare è il comportamento dell’Alta Pressione subtropicale, che potrebbe rispondere in maniera imprevedibile al collasso del vortice polare. Qualora l’Anticiclone delle Azzorre si ritirasse temporaneamente verso l’Oceano Atlantico, si aprirebbe un varco per l’ingresso di correnti più fredde e instabili sul bacino del Mediterraneo, con possibili risvolti anche sull’Italia centrale e meridionale.
Non è sbagliato usare questi termini col caldo…
Come vedete, parlare di strutture stratosferiche e troposferiche non è sbagliato anche in piena Estate. Le differenze le abbiamo rimarcate in questo articolo. Ma quello che vogliamo dire, per concludere, è che eventuali sconquassi meteo a livello europeo in Estate sono molto più veloci e localizzati rispetto a quelli invernali. Un crollo del vortice in pieno Inverno compromette il tempo per due o tre settimane, mentre in Estate generalmente per qualche giorno, dove si può andare nettamente sotto media e poi ritornano gli Anticicloni estivi. (METEOGIORNALE.IT)
