La stagione del Vortice Polare 2024-2025 si è chiusa con largo anticipo, sorprendendo gli osservatori climatici. Dopo mesi di venti intensi e persistenti, la struttura ha subito una forte dislocazione attorno al 9 Marzo, con i venti nella stratosfera superiore a 60°N che sono passati da occidentali a orientali. Questo cambio ha segnato una disgregazione significativa, sebbene non definitiva, del Vortice.
Il Vortice si sposta verso l’Europa del Nord
Contrariamente a quanto accade abitualmente, il nucleo dei venti zonali non è tornato nella sua posizione centrale sopra il Polo Nord, ma si è spostato e frammentato verso l’Europa settentrionale. La previsione attuale indica che i venti orientali persisteranno fino alla fine di Aprile, impedendo una ricostituzione del Vortice e configurando così una “final warming” anticipata, la seconda più precoce dal 1958.
Ogni inverno, la combinazione tra l’inclinazione dell’asse terrestre e l’assenza di luce solare al Polo Nord porta a una forte differenza termica tra tropici e polo, alimentando i venti occidentali della stratosfera: il cosiddetto Vortice Polare. Tuttavia, eventi improvvisi di riscaldamento stratosferico possono invertirne la direzione, facendo spirare venti da est a ovest e alterando la configurazione atmosferica.
Quest’anno, il riscaldamento del 9 Marzo ha sovvertito il normale andamento stagionale. A differenza del 2024, quando il Vortice si era ripreso dopo un riscaldamento a inizio Marzo, nel 2025 ogni tentativo di recupero è fallito, con rafforzamenti successivi dei venti orientali che hanno raggiunto valori record di -28 metri al secondo, i più intensi dal 1991 per il mese di Marzo.
Onde atmosferiche e “spin” in decadimento
Il comportamento del Vortice è stato tracciato attraverso la vorticità potenziale, indicatore del grado di “rotazione” dell’aria nella stratosfera. Le animazioni mostrano come, dopo lo spostamento verso l’Europa settentrionale, il Vortice abbia perso coerenza, con lobi minori che si staccavano dal corpo principale, segnando la sua contrazione progressiva.
Impatti al suolo: l’interazione tra stratosfera e troposfera
Il recente accoppiamento tra stratosfera e troposfera ha avuto effetti visibili sulla superficie terrestre. Le anomalie di spessore atmosferico sulla calotta artica sono aumentate, segno di un’atmosfera più calda e stabile, legata ad aree di alta pressione. Questo tipo di accoppiamento può provocare perturbazioni nel jet stream, con un incremento delle probabilità di temperature inferiori alla norma in zone come l’Asia, l’Europa settentrionale e la costa orientale degli Stati Uniti.
Nella settimana finale di Marzo, gli Stati Uniti orientali hanno registrato temperature nella media, ma le previsioni indicano un possibile raffreddamento per la prima metà di Aprile, a conferma dell’influenza di questo ultimo colpo di coda del Vortice.
Una stagione da ricordare
Il Vortice Polare, protagonista silenzioso ma potente dell’inverno 2024-2025, ha mostrato una forza inusuale per gran parte della stagione, rimanendo compatto e distaccato dalla troposfera. Eppure, proprio sul finale, ha ceduto in modo spettacolare, regalando agli esperti un evento raro e anticipato di riscaldamento stratosferico finale, aprendo così le porte alla primavera artica con settimane di anticipo.