(METEOGIORNALE.IT) Il Vortice Polare si è formato e tende ad una rapida intensificazione. Per meglio intenderci, il Vortice Polare è un sistema di bassa pressione che si forma in alta atmosfera, esattamente in stratosfera, e poi influenza le quote atmosferiche inferiori. Esso è vitale a ben 30-50 km di altezza dal suolo, dove innesca potenti venti che intrappolano la via gelida.
In alcune fasi, il Vortice Polare tende ad avere una circolazione molto veloce e stretta che contiene tutta l’aria fredda, poi ci sono le fasi in cui tende a indebolirsi; a questo punto si scatena tutta una serie di processi complessi che favoriscono ondate di freddo verso l’emisfero a latitudini inferiori e anche, soprattutto, a quote medio-basse. Sono comunque processi estremamente complessi, ma, tuttavia, pur essendo un sistema di circolazione atmosferica in alta quota, ha un’influenza consistente in quella che si chiama troposfera, cioè quella parte dell’atmosfera dove si verificano i fenomeni atmosferici.
Di certo, in una forma molto superficiale, c’è chi considera la notizia della formazione del Vortice Polare un’assoluta routine che si ripete ogni anno. Questo, purtroppo, deriva da una lacuna: quella di non voler approfondire l’argomento. Anche perché il Vortice Polare ha un’influenza estremamente importante sull’evoluzione invernale del nostro emisfero, regolando, insieme ad altri indici, il comportamento del clima stagionale, o meglio del semestre freddo.
Che sia inteso: il Vortice Polare, posto a 30-50 km di altezza, non raggiungerà mai il suolo in modo diretto e, quantomeno, l’Italia, come detto prima, innesca dei processi complessi che poi vanno a concatenarsi con altri, ed ecco che in alcune circostanze l’aria fredda raggiunge latitudini medie e, in altre situazioni più occasionali, può capitare che queste colpiscano anche l’Italia.
Diversi servizi meteorologici sono estremamente attenti all’evoluzione del Vortice Polare, perché sono posti in un’area geografica estremamente vulnerabile alle sue variazioni. Invece, è decisamente meno rilevante la sua influenza alla nostra latitudine, dove però non è affatto ininfluente.
Accuratissime sono le previsioni del Vortice Polare in Nord America, esattamente in Canada e negli Stati Uniti d’America, come lo sono nei Paesi del Nord Europa, dalla Scandinavia alle Isole Britanniche, e soprattutto il Meteo Office in Europa si occupa di Vortice Polare con numerosi approfondimenti didattici che mette a disposizione sia sui social network che nel sito web ufficiale.
Ad esempio, è stato il Vortice Polare a Novembre, attorno al 19-22 del 2024, a favorire una violenta ondata di freddo sull’Europa, che ha colpito solo parzialmente l’Italia. In questa circostanza, inoltre, si è formata una forte perturbazione atmosferica che, complice l’alta quota presente nell’area, anche per effetto del cambiamento climatico, ha poi causato nevicate anche con quantitativi record nell’arco delle 24 ore in varie aree d’Europa, tra cui molte città della Svizzera.
Un anno prima, una tempesta di neve di eccezionale violenza si era verificata nel sud della Germania, ad esempio. Mentre sono innumerevoli le tempeste di neve di insolita intensità che si verificano, ad esempio, in Russia: nella stessa città di Mosca la circolazione stradale viene messa in ginocchio, nonostante l’organizzazione per spazzare le strade dalla neve, per le precipitazioni nevose che, per ogni evento, sono sensibilmente cresciute di intensità. Complice di tutto questo è sia il Vortice Polare, sia la latitudine di quelle aree, e soprattutto l’aumento della temperatura globale.
Ogni volta vi parlo di cambiamento climatico, perché questo fa parte ormai della nostra quotidianità, soprattutto in Italia, dove dai primi del Novecento ad oggi la temperatura media è salita di oltre 3 °C e, dal 1979 ad oggi, la temperatura media è cresciuta in tutta l’Italia di oltre 2 °C, con picchi di 2,6 °C, ad esempio a Milano. Un aumento più lieve, ma comunque sempre superiore ai 2 °C del valore medio annuale, si è avuto comunque anche nelle isole e in località costiere come Palermo, Cagliari, Napoli, Bari.
Tutto questo, ovviamente, poi va a rimodulare le stagioni, che ormai non sono più quelle di una volta, termine che avete sentito sicuramente molte volte. E pertanto, quando parliamo di autunno, ci riferiamo anche a una situazione ormai meteo-climatica che in passato, circa 50 anni fa, vedevamo con temperature affini a quelle di Giugno, ma che adesso si verificano invece in Settembre. A Ottobre, ad esempio, abbiamo temperature che sono superiori a quelle che registravamo nei mesi di Maggio del passato. La stagione estiva, se raffrontata al clima di circa cinquant’anni fa in Italia, ha una durata di circa cinque mesi.
Il Vortice Polare ha una rilevanza ben oltre quella che possiamo immaginare. In Europa, la sua influenza è evidente anche per quelle che sono le fluttuazioni del clima, perché il tempo atmosferico non è governato solo dal cambiamento climatico, ma è influenzato insieme anche da ciò che si chiamano fluttuazioni naturali del tempo atmosferico e anche del clima, quando questo persiste per lunghi periodi. La differenza tra clima e meteo è abbastanza ampia, ma non è questa la sede per discuterne.
Ciò che abbiamo visto a Novembre 2024 è un evento rilevante, che, se fosse avvenuto più avanti nella stagione e avesse avuto una forza maggiore verso sud – perché l’Italia, in quell’evento, non fu interessata da precipitazioni particolarmente abbondanti – avrebbe potuto comunque causare un evento invernale piuttosto rilevante.
Quest’anno abbiamo una novità: stiamo osservando un raffreddamento delle acque del Pacifico tropicale, dove si sta formando La Niña. Anche questo fenomeno ha un’influenza, seppur marginale, sul tempo atmosferico e, nel nostro caso, dato che è in formazione, la sua fase di pieno sviluppo dovrebbe essere all’inizio della stagione invernale. Avrà quindi un’influenza in questa stagione: generalmente le annate con La Niña sono caratterizzate da inverni più freddi rispetto a quelli precedenti. Ma questa non è una regola che si può applicare in tutti i paesi del mondo, o quantomeno – dato che parliamo dell’Italia – per il nostro Paese.
Per sintetizzare: si forma il Vortice Polare, questo avrà un’influenza sulla stagione invernale. Abbiamo poi la formazione di La Niña, che anch’essa ha un’influenza sull’inverno, e altri fattori che possono condizionare la stagione invernale sono predisponenti per avere ondate di freddo dall’Artico. Da ciò si potrebbe plasmare una situazione invernale diversa rispetto agli altri anni, probabilmente più fredda.
Ovviamente, per quanto riguarda l’Italia, avremo a che fare con un nuovo indice che si è palesato oltre vent’anni fa in una maniera irruenta: quello dell’anticiclone africano, che presenta vitalità durante la stagione invernale, influenzandola totalmente, ma che si mostra con impulsi improvvisi anche durante il pieno inverno.
Ma non solo: anche l’anticiclone delle Azzorre, che durante la stagione estiva se ne sta in Oceano Atlantico, in alcuni periodi si porta sull’Europa, bloccando il transito delle perturbazioni, e troppo spesso si posiziona in modo tale da unirsi all’alta pressione africana, determinando ondate di calore invernale e ostacolando l’aria fredda, che viene deviata molto verso est, dove sono cresciute le ondate di gelo, soprattutto a est del Mar Caspio.
Questo, probabilmente, deriva da una fluttuazione del clima, oppure da un’influenza del cambiamento climatico sui vari fattori che possono influenzare la stagione invernale.
Credits
- NOAA Climate.gov – Understanding the Arctic polar vortex
- NOAA Climate.gov – Polar Vortex Blog
- NOAA – The science behind the polar vortex
- Nature Communications – Forecasting extreme stratospheric polar vortex events
- Nature Communications – Weakening of the stratospheric polar vortex by Arctic sea-ice loss
- Nature Communications – Polar Vortex Disruptions by High Latitude Ocean Warming
- MIT Climate Portal – The Polar Jet Stream and Polar Vortex
- Yale Climate Connections – Is climate change affecting the polar vortex?
- Journal of the Atmospheric Sciences – ECMWF Analyses and Forecasts of Stratospheric Winter Polar Vortex
- Woodwell Climate Research Center – Polar Vortex and Extreme Cold
- Environmental and Energy Study Institute – Living with Climate Change: The Polar Vortex
- Journal of Geophysical Research – The Remarkably Strong Arctic Stratospheric Polar Vortex of Winter 2020

