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Gli spazi televisivi dedicati alla meteorologia sono sempre più ridotti e marginalizzati, tanto da sembrare relegati in un sottoscala per quanto poco rilievo viene loro dato. In alcune emittenti hanno meno durata di uno spot pubblicitario. L’informazione meteorologica che passa attraverso i canali nazionali è scarsissima, delegata a figure che, pur sostenendo di non appartenere al filone negazionista del riscaldamento globale, diffondono contenuti contraddittori e fuorvianti.

 

Questa mattina ho letto su un giornale online che un meteorologo sostiene l’assenza dell’alta pressione africana in Italia. Mi chiedo: gentilissimo collega, ha consultato le mappe meteorologiche? Il Centro Europeo ECMWF, che per noi europei dovrebbe rappresentare la Bibbia delle previsioni, mostra chiaramente una campana anticiclonica africana. Nella giornata del 15 luglio, l’isoterma a 850 hPa (valore misurato in libera atmosfera) toccava i 23°C.

 

È pur vero che vivendo con l’aria condizionata sempre accesa perdiamo la percezione dell’estate e del caldo reale. Le notti insonni di molti italiani vengono addolcite invece a noi più fortunati dal fresco che fuoriesce dalle alette del climatizzatore. Tuttavia, come si possono giustificare isoterme così elevate in quota e geopotenziali certamente non normali? Come si spiega il caldo che affligge Spagna e Portogallo, le Isole Baleari e che si estende fino all’Italia?

 

Queste le temperature massime estreme registrate dalle stazioni meteorologiche ENAV e Aeronautica Militare il 15 luglio 2025: Decimomannu 39°C – Cagliari 38,3°C – Olbia 37,5°C – Alghero 36,4°C – Gela 36,4°C – Perdasdefogu 36,4°C – Guidonia 36,2°C – Latina 36,1°C – Ferrara 35,7°C – Firenze Peretola 35,6°C – Catania Sigonella 35,4°C – Frosinone 35,2°C – Roma Ciampino 35,2°C – Bologna 34,8°C

 

Mi sembra inequivocabile che diversi colleghi impegnati nella divulgazione meteorologica attraverso vari mass media, YouTube incluso, vogliano esprimere messaggi che esulano dalla competenza professionale che hanno, e che in tempi che furono, ci hanno fornito. Rimango sempre sconcertato dalle affermazioni che alimentano disinformazione in un Paese come l’Italia, tra i meno preparati in cultura meteorologica d’Europa e del mondo.

 

I siti meteo privati vengono spesso derisi e condannati da questo o quel personaggio, per poi essere sistematicamente saccheggiati delle informazioni che forniscono gratuitamente, senza che nessuno sottoscriva abbonamenti per la consultazione.

 

La meteorologia salva vite umane, i fenomeni meteorologici diventano sempre più estremi e forniscono informazioni che, anche se in forma quasi involontaria, i cittadini seguono per proteggersi da temporali estremi e alluvioni. Nel periodo estivo, sempre più caratterizzato da ondate di calore, la popolazione è pronta a gestire la calura incombente, riconosce che il cambiamento climatico è un problema reale, come dimostrano i sondaggi condotti anche in Italia.

 

Evitiamo questa guerriglia tra operatori dell’informazione meteorologica perché arrechiamo solo danni a noi stessi e alla credibilità del settore. La meteorologia moderna si basa su dati scientifici rigorosi e su modelli matematici avanzati: negarli significa tradire la propria missione professionale.

 

Questo articolo è stato realizzato consultando anche oggi i dati del Centro Europeo ECMWF e del Global Forecast System (GFS).

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