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Modelli meteo: ECMWF, GFS cosa c’è di diverso

La questione dell'accessibilità dei dati

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
22 Mag 2025 - 12:10
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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Cos’è l’ECMWF e quali sono le sue funzioni

(METEOGIORNALE.IT) L’ECMWF, acronimo di European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, è il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, fondato nel 1975. La sua sede principale si trova attualmente a Reading, nel Regno Unito, ma dal 2021 le operazioni di calcolo principale sono state trasferite a Bologna, in Italia, all’interno del Tecnopolo di Bologna.

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L’obiettivo principale dell’ECMWF è elaborare previsioni meteorologiche globali fino a 15 giorni, nonché previsioni stagionali e analisi climatiche. La sua attività si basa su un modello matematico globale ad altissima risoluzione, considerato tra i più precisi e avanzati al mondo. Questo modello si basa su una complessa rete di equazioni fisiche che simulano i processi atmosferici e oceanici, alimentato da dati di osservazione raccolti a livello mondiale.

 

 

Chi finanzia l’ECMWF e come vengono gestiti i dati

L’ECMWF è finanziato da fondi pubblici provenienti dai suoi 35 Stati membri e cooperanti, quasi tutti europei. Tuttavia, nonostante il finanziamento pubblico, l’accesso ai dati completi del modello è a pagamento, tramite licenze annuali con tariffe che variano a seconda del Paese e della tipologia di utilizzo (commerciale, istituzionale o accademico).

Negli ultimi anni, l’ECMWF ha introdotto servizi open access, come:

  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
  • Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS)
  • Mappe meteo gratuite su piattaforme web (pioggia, temperatura, vento, pressione)

Questi strumenti, parziali, sono stati introdotti per aumentare la trasparenza e offrire accesso gratuito ai cittadini e alle istituzioni a livello di visualizzazione, ma non ai dati grezzi.

 

Il modello GFS e la storia del MRF

Negli Stati Uniti, il modello equivalente al ECMWF è il GFS, acronimo di Global Forecast System, sviluppato e gestito dal National Centers for Environmental Prediction (NCEP), parte della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration).

Il GFS ha preso il posto del precedente modello MRF (Medium Range Forecast Model) intorno al 2000. Il MRF, operativo dagli anni ’80, fu uno dei primi modelli globali numerici messi a disposizione della comunità scientifica. Col tempo, GFS ha ereditato e migliorato le capacità del MRF, aumentando progressivamente la risoluzione spaziale e temporale.

Dal principio, GFS è stato reso disponibile in maniera completamente gratuita, senza alcuna limitazione, grazie alla filosofia open data adottata dal governo statunitense. Questo approccio si basa sul principio che i dati raccolti e prodotti con fondi pubblici debbano essere liberamente accessibili, sia per uso scientifico che commerciale.

 

Perché il GFS è gratuito e il modello ECMWF no

La differenza tra ECMWF e GFS in termini di accessibilità deriva da diverse visioni politiche e istituzionali. Gli Stati Uniti, storicamente, hanno promosso una cultura di open government data, soprattutto nei settori scientifici. Il NOAA, infatti, condivide dati, codici sorgente e strumenti con l’intero mondo, rendendo il GFS un pilastro della meteorologia globale, usato da applicazioni, siti web, app mobili, ricercatori e aziende private.

L’ECMWF, pur essendo finanziato pubblicamente, opera secondo una logica di semi-mercato, in cui la vendita dei dati contribuisce al sostegno economico dell’ente. Questo modello ibrido mira a finanziare il costoso mantenimento dell’infrastruttura scientifica, ma è stato soggetto a critiche crescenti, soprattutto in tempi recenti in cui la libera circolazione dei dati è diventata una richiesta fondamentale nella comunità scientifica.

 

Servizi meteorologici e climatici gratuiti degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti forniscono al mondo una serie impressionante di strumenti meteo e climatici gratuiti, tra cui:

  • NOAA/NCEP: oltre al GFS, produce modelli come il GEFS (ensemble), NAM, HRRR, RAP, HWRF (per uragani).
  • National Weather Service (NWS): fornisce previsioni per ogni punto del Paese e dati storici.
  • Climate Prediction Center (CPC): elabora mappe di anomalia climatica, ENSO, siccità, proiezioni stagionali.
  • National Hurricane Center (NHC): riferimento mondiale per l’analisi degli uragani atlantici e pacifici.
  • Earth System Research Laboratory (ESRL): dati atmosferici, CO₂, e ricerca avanzata sul clima.
  • National Centers for Environmental Information (NCEI): archivio climatico e meteorologico più grande del mondo.
  • GOES e JPSS: satelliti meteo in orbita geostazionaria e polare, con immagini in tempo reale disponibili al pubblico.

 

L’attuale discussione tra modelli meteo pubblici a pagamento e open data è centrale per il futuro della meteorologia. L’equilibrio tra accesso libero ai dati e sostenibilità economica delle istituzioni scientifiche è ancora lontano dall’essere risolto in Europa, mentre gli Stati Uniti continuano a porsi come leader dell’accesso aperto alla conoscenza meteorologica e climatica. Tuttavia, a causa delle restrioni nei finanziamente federali, il futuro potrebbe riservare novità. (METEOGIORNALE.IT)

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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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