
Abbiamo appena avuto una fase meteo di stampo autunnale, anzi quasi invernale, ma solo su alcune regioni. Chi abita al Nord e nelle aree occidentali del nostro Paese non ha visto praticamente nulla, se non qualche sporadico episodio. Ma attenzione: sarebbe un grosso errore parlare di tempo autunnale, perché sì, fa freddo, ma non possiamo definirlo autunno con un pattern di questo tipo. Infatti, allargando lo sguardo all’intero continente europeo, emerge un quadro molto anomalo, con l’ennesimo anticiclone pronto a prendere le redini del nostro tempo.
Solo una toccata e fuga
L’irruzione di aria fredda dai Balcani che c’è appena stata altro non è che una sorta di “aggiramento” della struttura anticiclonica. Le correnti più fredde sono riuscite a scivolare lungo il suo margine orientale, portando piogge benefiche al Sud e in pochissime altre zone della Penisola. Fortunatamente per quelle regioni, una tale manovra ha consentito l’ingresso di una fase perturbata sull’Italia, permettendo l’arrivo di masse d’aria fredde che si sono umidificate grazie al mare, ma attenzione, la solfa non cambia. L’anticiclone continua a essere ostinatamente il dominatore del meteo a livello europeo.

Flusso atlantico scarso
È qui che sorge la vera nota dolente. Le perturbazioni atlantiche faticano in maniera drammatica a organizzarsi e soprattutto non riescono a essere vigorose. Non sbloccano la situazione e, va detto, è un grosso problema, perché stiamo parlando del periodo statisticamente più piovoso dell’anno, quando sono le perturbazioni a comandare il tempo, non gli anticicloni.
Purtroppo, ogni tentativo di indebolimento dell’alta pressione è letteralmente destinato a esaurirsi rapidamente, con un nuovo anticiclone pronto non solo a metterci lo zampino, ma a tenere saldamente le redini del meteo in Europa per intere settimane. E questo è qualcosa di fortemente anomalo per essere ormai novembre.
Nel breve termine, la depressione alimentata dall’aria fredda balcanica potrebbe continuare a influenzare il Mediterraneo. Tra il 5 e il 6 novembre si prospetta infatti una possibile reiterazione delle condizioni instabili, soprattutto sulle Isole Maggiori e sulle aree marittime del Tirreno, con ulteriori precipitazioni anche localmente significative. Il coinvolgimento delle regioni settentrionali appare invece molto più limitato: soltanto l’estremo Nord-Ovest potrebbe essere interessato da qualche fenomeno, mentre il resto del Settentrione dovrebbe rimanere ai margini della circolazione perturbata.

Le ultime novità
Le tendenze meteo a lungo termine fiutano qualche piccolo cambiamento attorno al 10 novembre, ma con un problema: non riescono a fornire indicazioni inequivocabili sulla definitiva ritirata dell’alta pressione. Sì, è vero, continuano a vedere piogge deboli o moderate in arrivo, ma solo su alcune aree esposte alle correnti da sud-ovest e nemmeno in maniera troppo organizzata.
Volendo vedere, quello che desta preoccupazione negli addetti ai lavori non è soltanto la persistente carenza di precipitazioni sulle regioni meno coinvolte, ma anche la scarsità di neve in quota. C’è stata una buona imbiancata attorno al 20 ottobre e basta: unico piccolo spiraglio di normalità in un mare di alta pressione. Oltretutto, è noto ormai da diverso tempo che le condizioni meteoclimatiche dell’alta montagna sono drammaticamente cambiate rispetto al passato. Infatti, quando si piazza un anticiclone sulle nostre Alpi, la neve fonde fino a quote insane, talvolta anche a 2500 metri in pieno dicembre! Quello che un tempo sarebbe stato impensabile adesso è purtroppo la nuova realtà…

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

