
Quando torneranno le piogge autunnali al Nord Italia
La domanda è quando torneranno, quando inizieranno le piogge sulle regioni tirreniche e sulle regioni settentrionali, cioè le piogge autunnali: sostanzialmente precipitazioni estremamente importanti per l’ambiente, che però, se dovessero giungere concentrate in tempi molto stretti, procurerebbero dei danni. Cerchiamo di capire, osservando il modello matematico europeo ECMWF e il modello matematico americano GFS, quando potrebbero arrivare le piogge in Italia, o meglio le piogge dall’Atlantico, perché attualmente ci sono dei temporali anche piuttosto estesi e addirittura sta iniziando a nevicare sulle Alpi: nevicherà ed è nevicato anche sull’Appennino centrale in alta quota.
Per ora la temperatura scenderà, ma non è un’ondata di gelo, l’abbiamo già detto varie volte: questo non è l’inizio dell’inverno e lo capiremo anche osservando i modelli matematici a più lungo termine. L’obiettivo di questo articolo, comunque, non è tanto fare una previsione meteorologica puntuale, quanto cercare di capire il trend in una visione d’insieme, senza andare a verificare nel dettaglio cosa succederà giorno per giorno: su questo andremo a vedere con altri approfondimenti. Qui l’obiettivo è capire quando cominceranno le piogge, che poi sono molto importanti perché sono quelle di una stagione intera, quelle dell’autunno.
Deficit pluviometrico al Nord, il Centro-Sud se la cava meglio
Attualmente c’è un deficit pluviometrico, soprattutto nelle regioni settentrionali, perché osservando altre aree, ad esempio la Sardegna e alcune altre zone, non si registrano particolari carenze: le piogge sono state addirittura uniformi, soprattutto a sud dell’Appennino, grazie al fatto che il Mar Mediterraneo, più caldo della media, ha favorito lo sviluppo di aree con precipitazioni che hanno sicuramente prodotto il loro effetto. Nel Nord Italia, invece, le precipitazioni sono state in quest’autunno fortemente sotto la media e dei mesi autunnali meteorologici ne sono trascorsi due, Settembre e Ottobre, mentre per questo inizio di Novembre le premesse, per quanto riguarda le piogge, sono pessime.
Nelle animazioni delle proiezioni sulla pioggia vediamo che è sempre il Centro-Sud a essere interessato dalle precipitazioni, mentre il Nord lo è in maniera estremamente blanda. Tra le altre cose, quando transitano le perturbazioni, magari in arrivo da ovest, vengono ostacolate dall’arco alpino, perché in questa stagione le Alpi fanno da barriera ai fronti; d’estate succede tutt’altro: le perturbazioni arrivano da ovest e sprofondano verso la Pianura Padana, dove si scatenano temporali violentissimi. È chiaro che in questa stagione non accade, ed è necessario che si formi una bassa pressione sul Mar Ligure, che ci sia insomma una risalita di aria umida con una perturbazione robusta.
E più che altro mancano proprio le perturbazioni robuste: ci sono troppe alte pressioni in prossimità delle regioni settentrionali e dell’Europa Centrale, che si trova anch’essa, così come Francia, Svizzera, Austria e Paesi balcanici, con deficit pluviometrici. In questa fase di Novembre stiamo osservando previsioni addirittura fino a metà mese, pur sapendo che la loro affidabilità diventa sempre inferiore man mano che passa il tempo, però di precipitazioni sostanzialmente non ne vediamo, oppure sono effimere. Notiamo un via vai di flussi oceanici che vanno da ovest verso est, ma non sono quelli ideali per portare la pioggia al Nord: provocano precipitazioni sul Tirreno, sulla Sardegna, sulla Sicilia e sulle regioni adriatiche, ma non sul Nord Italia.
Perché la pioggia al Nord è così importante: ghiacciai e fiumi
Che non piova sul Nord è molto importante, essendo un’area estremamente popolata, con agricoltura intensiva e soprattutto con rilievi che necessitano di forti precipitazioni, perché qui ci sono i ghiacciai, e questi hanno bisogno di tanta neve per essere riparati dai raggi del sole, soprattutto all’inizio dell’estate, dato che poi il manto nevoso fonde viste le temperature elevate che si registrano nella stagione estiva. L’autunno è quindi veramente determinante per avere poi tanta acqua nei fiumi durante la tarda primavera e l’estate, perché le nevi alpine fondendo vanno ad alimentare i corsi d’acqua, assieme a una piovosità che dovrebbe essere regolare. Questi 15 giorni sfumano così ancora una volta senza precipitazioni importanti.
Freddo in Russia e anticiclone africano fino alla Scandinavia a metà Novembre
Si vedono però altri elementi, ovvero masse d’aria fredda soprattutto sulla Russia e poi anche sul Nord Europa. Attenzione però: emerge, e siamo veramente molto avanti nel tempo e non tutti i modelli matematici sono concordi, una forte perturbazione verso il Portogallo che dopo metà mese potrebbe forse raggiungere l’Italia. Siamo veramente nel ridicolo come previsione, perché non possiamo sicuramente sapere se succederà, possiamo però commentare i giochi di quest’aria fredda, sia di origine artica sia proveniente da oltre gli Urali, che tende a tratti a espandersi verso ovest. La Siberia non è ancora gelida come in pieno inverno, anche se le temperature da quelle parti stanno veramente crollando: a est degli Urali, tra inizio e fine Novembre, abbiamo diminuzioni della temperatura tra 15 e anche 20°C, cioè il freddo arriva in maniera galoppante ed è un aspetto da attenzionare.
Bisogna poi dire una cosa: il Centro Europeo vede verso metà mese un anticiclone di matrice nordafricana in espansione sino alla Scandinavia e, su questo l’ho già detto, francamente lo vedrei terrificante, perché avviene in autunno, nella stagione delle grandi precipitazioni, quella ideale per tutto ciò che ho spiegato prima, una stagione chiave. Il modello matematico americano conferma, non vede un anticiclone così acuto ma più espanso, praticamente su tutta l’Europa: pensate, l’intero continente a metà mese dovrebbe trovarsi sotto un’area anticiclonica, e onestamente mi mancano le parole osservando queste previsioni.
Il Mediterraneo resta attivo con temporali, l’Atlantico bloccato verso l’Europa
Il Mar Mediterraneo continuerà comunque a produrre, nonostante questi anticicloni, instabilità atmosferica e precipitazioni, e anche il modello matematico americano vede questa forte perturbazione con bassa pressione, ma siamo dopo metà mese, verso il Golfo di Guascogna e la Penisola Iberica. Mistero su quello che succederà, perché sembra poi essere bloccata dall’anticiclone di cui vi ho parlato prima, e sappiamo che queste strutture possono essere causate proprio da situazioni derivanti dall’Amplificazione Artica, che può generare ondate di freddo ma anche condizioni di blocco, con questi mostruosi anticicloni che non fanno parte del nostro clima e che in questa stagione non si dovrebbero mostrare, ma tant’è. L’evoluzione vista dai maggiori centri di calcolo è questa: io penso che possa cambiare, perché abbiamo visto che c’è stato un cambiamento radicale, ma i dati a oggi sono quelli che vi ho descritto e quindi ci dobbiamo attenere a ciò che i modelli matematici prospettano.
Vortice Polare verso la rottura, freddo potenzialmente possibile tra fine Novembre e Dicembre
Nel frattempo andremo a osservare cosa succederà nelle regioni polari, se quelle alte temperature in stratosfera si verificheranno e se il Vortice Polare si spaccherà, cosa che le ultimissime elaborazioni indicano come molto probabile, ancor più di quello che si diceva qualche giorno fa. Sapete però che sono sempre previsioni e il fenomeno non è ancora avvenuto: quando sarà capitato, allora potremmo analizzare se andrà a propagarsi verso la bassa atmosfera, eventualmente deviando le correnti e persino procurando, più avanti nel tempo, tra fine Novembre e addirittura Dicembre, una fase di freddo sull’Europa che potrebbe colpire anche l’Italia.
Credit
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA Climate Prediction Center – Stratosphere-Troposphere Monitoring

