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elnino record

Ogni volta che il nome di El Niño compare nei bollettini dei centri meteo mondiali, ecco i titoli roboanti di alcuni mezzi di comunicazione di massa, forgiati da previsioni davvero allarmistiche e ben poco scientifiche. Eppure, in effetti, qualcosa di inquietante si sta verificando, con alcuni valori ufficiali che stanno stupendo gli addetti ai lavori.

Ma allora, dobbiamo davvero preoccuparci di quello che sta accadendo? E soprattutto, che conseguenze ha in Italia?

Che cos’è El Niño

Cominciamo con la solita premessa. El Niño rappresenta la fase calda del ciclo naturale di variabilità climatica ENSO (El Niño-Southern Oscillation), che interessa principalmente l’Oceano Pacifico equatoriale. In condizioni tipiche, gli Alisei soffiano da est verso ovest, trasportando le acque superficiali più calde dal continente americano verso l’Asia e l’Australia. Durante un episodio di Niño, tutto viene stravolto: gli Alisei si indeboliscono e possono addirittura invertirsi, con una conseguenza importante. Enormi quantità di acqua calda, normalmente accumulate nel Pacifico occidentale, si spostano verso il centro e la parte orientale dell’oceano, alterando la circolazione oceanica con ripercussioni molto rilevanti.

Gli effetti sul Pianeta

Chiaramente, poiché stiamo parlando di numeri impressionanti, El Niño trasferisce una grande quantità di calore dall’oceano all’atmosfera e può far aumentare la temperatura media globale. Le zone coinvolte sono le seguenti.

In Perù, Ecuador e nel nord del Cile, l’arrivo di acque insolitamente calde favorisce una maggiore evaporazione e può provocare precipitazioni eccezionali, con gravi conseguenze su territori già fragili. Situazione opposta, invece, in Australia, Indonesia e in parte del Sud-est asiatico, che possono andare incontro a periodi di forte siccità, con rischio incendi. Volendo vedere, pure il Nord America può risentire della teleconnessione: negli Stati Uniti meridionali gli inverni tendono statisticamente a essere più umidi e piovosi, mentre negli stati settentrionali e in Canada potrebbero esserci condizioni meteoclimatiche più miti e quindi inverni nettamente meno rigidi.

Europa e Italia

Gli effetti di El Niño non possono essere trasferiti automaticamente all’Europa, perché intanto devono compiere un viaggio di migliaia di chilometri e poi, soprattutto, c’è una cosa di cui non si tiene conto. Dobbiamo parlare delle teleconnessioni, ovverosia dei collegamenti a distanza tra fenomeni atmosferici e oceanici in grado di modificare la circolazione su vaste aree del pianeta.

Il clima europeo è fortemente condizionato dalle dinamiche dell’Oceano Atlantico, dalla NAO (North Atlantic Oscillation) e dall’interazione tra le masse d’aria delle medie latitudini e quelle provenienti dalle regioni polari, incluse la potenza e la solidità del Vortice Polare.

Basti pensare che, durante episodi di Niño particolarmente intensi, come quelli del 1997-98 e del 2015-16, in Europa si sono osservate condizioni meteorologiche differenti. È inutile dire che con un Niño molto forte avremo un inverno caldo, burrascoso, nevoso eccetera, perché il suo raggio d’azione non comprende il nostro Paese.

C’è però un record allarmante

Torniamo al dato iniziale. Nessuno di noi vuole fare allarmismo, ma dobbiamo necessariamente parlarvi di qualcosa di fortemente anomalo.

La regione Niño 3.4 ha registrato un’anomalia di +3,22°C rispetto alla norma: si tratta del valore più alto mai rilevato in quest’area.

Il dato ha già superato il precedente record di +3,02°C, stabilito nel 2015, nonostante siamo solo all’inizio di Ottobre; basti pensare che il picco del fenomeno si colloca tra Dicembre e Gennaio. Ecco perché stiamo assistendo a un evento di Niño di proporzioni davvero senza precedenti. Questo vuol dire che gli effetti sono quelli già studiati in letteratura, ma su una base di fondo più calda, perché il Riscaldamento Globale amplifica gli eventi meteo estremi che si verificano normalmente sul nostro pianeta.

La NOAA ha pubblicato un grafico eloquente, che evidenzia le impressionanti anomalie termiche della zona interessata. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, notiamo che la temperatura è molto oltre ogni precedente record. Stiamo cioè andando in territori inesplorati del clima, ma fortunatamente (per noi) le conseguenze in Italia sono pressoché nulle
La NOAA ha pubblicato un grafico eloquente, che evidenzia le impressionanti anomalie termiche della zona interessata. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, notiamo che la temperatura è molto oltre ogni precedente record. Stiamo cioè andando in territori inesplorati del clima, ma fortunatamente (per noi) le conseguenze in Italia sono pressoché nulle

Credit

NOAA Climate Prediction Center – ENSO Diagnostic Discussion
WMO – El Niño/La Niña Update (August 2026)
WMO – An exceptional El Niño demands an exceptional response
Union of Concerned Scientists – Strongest El Niño on record

 

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