METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home » Rottura della cupola di caldo: il sollievo si intravvede già
      A La notizia del giornoAlla Prima Pagina MeteoMeteo NewsZoom

      Rottura della cupola di caldo: il sollievo si intravvede già

      L'Italia resta imprigionata da settimane sotto un'alta pressione che pulsa tra nord e sud, con notti tropicali e umidità record: ecco cosa dicono i modelli su un possibile cedimento entro Ferragosto.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 01/08/2026
      Condividi
      9 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google

      Contents
      • La cupola di calore dell’Europa
        • L’Italia dentro la cupola anticiclonica
        • Il caldo umido della Pianura Padana
        • Ferragosto porterà davvero sollievo?
        • Notti tropicali e case impreparate al caldo

      La cupola di calore dell’Europa

      Come abbiamo sottolineato qualche giorno fa, il cambiamento climatico che stiamo vivendo durante le stagioni estive deriva dal fatto che le masse tropicali si sono spostate più verso nord. Tuttavia, nel nostro emisfero, questo spostamento non è avvenuto in modo uniforme: in Europa ci troviamo nella fase più calda, cioè dentro la fascia tropicale, mentre nel cuore dell’oceano Atlantico persiste un fondo di aria più fredda, come accade anche in alcune parti della Russia. Immaginate il nostro globo attraversato da vere e proprie onde: un’onda calda e un’onda fredda, praticamente semi-stazionarie.

      Queste onde si presentano anche durante le stagioni intermedie, primavera ed estate, e spesso risultano calde nel nostro quadrante, cioè in Europa, soprattutto nell’area mediterranea e oltre, tra Francia, Germania ed Europa centrale, fino alle Isole Britanniche. A volte queste ondate di caldo si spingono addirittura sulla Scandinavia, un fenomeno che si verifica anche in alcune fasi invernali, alterando sensibilmente il tempo durante la stagione fredda. Pur essendo quasi stazionarie e persistendo a lungo, queste onde generano delle vere e proprie campane di alta pressione in quota, che però non sono protette al 100%: il lato settentrionale presenta delle vulnerabilità, e per fortuna è proprio da lì che arriva un po’ di sollievo dal grande caldo.

      In questi giorni, ad esempio, si sono verificate delle intrusioni di aria oceanica verso la Francia nord-occidentale, che hanno dato origine a precipitazioni e temporali, con piogge cadute anche nella regione della Gironda, interessata di recente da incendi di dimensioni immani.

       

      GFS Italia dentro la campana di alta pressione e caldo estremo (mappa di anomalie a 850 hPa).

      L’Italia dentro la cupola anticiclonica

      L’Italia, essendo più distante dall’oceano Atlantico, si trova perfettamente all’interno di questa campana di alta pressione, che tuttavia pulsa: immaginatela salire e scendere da sud verso nord, o da sud-ovest verso nord-est. Il picco massimo delle masse d’aria calda generalmente si spinge verso la Spagna e parte della Francia, ma poi devia verso est quando, a ovest, viene sospinto dalle correnti oceaniche. In queste circostanze viene colpita direttamente l’Italia, con temperature molto elevate.

      Tuttavia, in Italia non si registrano poi quelle temperature così alte, soprattutto nelle regioni del Nord Italia, poste a latitudini simili a quelle della Francia meridionale. Questo perché siamo salvati da un tasso di umidità molto elevato che, per un preciso processo fisico, riduce i picchi termici estremi che invece si toccano in Francia, dove si arriva anche a 45°C – valori riscontrabili anche a latitudini simili a quelle della Pianura Padana, candidata a subire, in circostanze particolari, picchi termici ben oltre i 40°C, fino a toccare anch’essa i 45°C.

      Il caldo umido della Pianura Padana

      I modelli matematici a volte intercettano questo scenario e a volte no, non perché siano fantasiosi, ma perché lo individuano solo nel momento in cui la Pianura Padana si trova ad affrontare un problema ben preciso: un tasso di umidità che, invece di abbassarsi, persiste. Ed è proprio questa persistenza a impedire che la temperatura scavalchi abbondantemente i 40°C. Il grande caldo, che in alcune località si avvicina e talvolta raggiunge quella soglia, è comunque associato a un tasso di umidità molto alto, che rende l’aria estremamente calda, al pari o oltre i 45°C francesi: la temperatura percepita in alcune aree della Pianura Padana può infatti arrivare anche a 50°C, pur non essendo i 45°C reali segnati dal termometro.

      Ferragosto porterà davvero sollievo?

      A questo punto ci si chiede se questa campana di alta pressione cederà entro Ferragosto, dato che agosto è l’ultimo mese della stagione meteorologica estiva. In passato, generalmente dopo Ferragosto arrivava la cosiddetta rottura della stagione estiva: il tempo diventava estremamente perturbato, una linea temporalesca o una perturbazione transitava soprattutto sulle regioni settentrionali con influenza su tutta l’Italia, si instauravano correnti da nord, la temperatura scendeva, l’aria si asciugava e dal caldo afoso tipico dei giorni precedenti a Ferragosto si arrivava a condizioni meteorologiche più accettabili: la classica “bella estate”. Oggi questo non sta più accadendo.

      Non parliamo di una situazione identica a quella del passato, sarebbe davvero interessante, ma stiamo cercando di capire se ci saranno delle interruzioni di questa campana di alta pressione. I modelli matematici americano ed europeo non sono del tutto concordi, ma indicano già prima di Ferragosto una debolezza per le regioni settentrionali e una riduzione del calore sul resto d’Italia: una sorta di refrigerio, ma anche una fase temporalesca, perché quando arriveranno le correnti occidentali provenienti dall’Atlantico – derivanti da un’infiltrazione di aria umida e non da una vera perturbazione – le regioni settentrionali saranno colpite soprattutto da temporali, che sembrano destinati a essere i protagonisti proprio del periodo di Ferragosto.

      Siamo però estremamente distanti come orizzonte di previsione, e tutto può ancora cambiare. Resta comunque una notizia da considerare positiva: porterebbe sollievo a questa calura estrema, a queste condizioni atmosferiche effettivamente anomale, togliendoci quantomeno la parte peggiore di questa massa d’aria tropicale che ci sta regalando temperature davvero fuori scala, non solo di giorno ma anche di notte.

      GFS, fronte temporalesco sul Nord Italia, segnale di cambiamento.

      Notti tropicali e case impreparate al caldo

      In moltissime località, in questi giorni, le temperature non riescono a scendere durante la notte sotto i 25°C, un valore già difficile da vedere nelle grandi città, tra il cemento e le isole di calore urbane. Siamo quindi ben oltre le classiche notti tropicali: quelle che potremmo definire notti da sud-est asiatico, perché tra le altre cose sono anche molto umide, e dunque particolarmente pesanti da sopportare.

      Per questo motivo abbiamo già segnalato come, rispetto al passato – anche solo di pochi anni fa – le notti tropicali si siano moltiplicate: oggi si presenta sempre più spesso una situazione ancora più estrema, con minime sopra i 25°C. L’Italia non è pronta a garantire ai propri cittadini condizioni climatiche accettabili, soprattutto di notte: in almeno metà delle abitazioni manca un impianto di climatizzazione, o quantomeno un climatizzatore in un solo ambiente. Il ventilatore, oltre una certa temperatura – come già spiegato, oltre i 32°C – negli ambienti domestici non offre più una condizione di benessere.

      L’unica soluzione, in questo momento, è innanzitutto prepararsi alle prossime stagioni estive. La seconda è auspicare la fine di questa cupola di alta pressione, o quantomeno la sua attenuazione, per rendere più vivibili le condizioni meteorologiche. Anche perché ormai il corpo umano si è abituato a un caldo molto intenso, quindi con una riduzione della temperatura potremmo tornare a godere di un benessere fisico che al momento, con questo caldo esagerato, non possiamo permetterci.

       

      Credit:

      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
      • World Meteorological Organization (WMO)
      Seguici su Google
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it è un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sull’esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dell’informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      © 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?