In arrivo una sfuriata di temporali e aria più fresca da est
Le mappe del modello matematico tedesco ICON, elaborato dal centro meteorologico DWD e proposto con le nostre grafiche per renderlo il più possibile intuitivo, lasciano poco spazio alle interpretazioni. L’elemento dominante è un blocco di alta pressione che ostacola l’avanzata delle perturbazioni oceaniche. È un dato di grande rilievo, perché siamo in pieno settembre e ci avviamo verso ottobre, periodo in cui il flusso atlantico dovrebbe cominciare a prendere il sopravvento.
L’Italia esce temporaneamente dall’anticiclone
La novità riguarda il nostro Paese, che verrà lasciato scoperto dal campo di alta pressione, come già accaduto di recente. Da nord transiterà un sistema di aria instabile, capace di innescare una sfuriata di temporali su parte della Penisola. Le aree più esposte saranno l’Emilia-Romagna e, in misura minore, il Nord Italia e il Nord-Est. I fenomeni si estenderanno poi al resto del territorio, probabilmente alla Sardegna e quasi sicuramente alla Sicilia.
Prima del peggioramento le temperature saliranno. Tra oggi, lunedì 21, e martedì 22 settembre è atteso un rinforzo anticiclonico che anticiperà un cambiamento piuttosto irruento. Proprio il contrasto termico tra l’aria calda preesistente e quella più fresca in arrivo alimenterà i temporali, con precipitazioni che potrebbero risultare violente e più diffuse rispetto agli episodi precedenti.
Aria fresca da est: un’anomalia per il periodo
Al passaggio instabile seguirà un abbassamento della temperatura per l’ingresso di aria fresca da est-nord-est. Anche questo è un elemento anomalo: a fine settembre non dovremmo avere impulsi di questo tipo, ma un flusso oceanico, con il ritiro delle alte pressioni e l’avvio della stagione delle piogge. Per il Nord, per le regioni tirreniche e per le coste occidentali della Sardegna l’autunno è la stagione più piovosa dell’anno, con i picchi massimi tra ottobre e novembre. Le previsioni stagionali indicano un ottobre molto piovoso, ma al momento la situazione generale ha ben poco di autunnale.
I modelli matematici non sono concordi
Sull’intensità dei fenomeni i modelli matematici divergono. Il modello matematico francese ARPEGE propone temporali più intensi rispetto a ICON, e nella stessa direzione vanno il centro meteo europeo ECMWF e il modello matematico americano GFS. La certezza, in ambito previsionale, non esiste, anche se sulle 24 ore molti parametri atmosferici raggiungono ormai un’affidabilità vicina al 100%. Serviranno quindi i prossimi aggiornamenti per definire traiettoria e violenza del peggioramento.
I nubifragi di domenica
Un’indicazione sul potenziale in gioco arriva da ieri, domenica 20 settembre, quando un’escalation temporalesca ha colpito l’estremo Sud Italia, la Sicilia e la Sardegna. Si sono verificati poderosi nubifragi, con 50, 60 e persino 70 mm di pioggia caduti in circa un’ora. Sono quantitativi considerevoli: in alcune di queste località cadono appena 500 mm di pioggia l’anno, quindi in un’ora è sceso oltre un decimo del totale annuo. Sono i fenomeni meteorologici estremi che caratterizzano la nuova tendenza meteo-climatica, in un contesto di cambiamento climatico ormai evidente.
Credit
- DWD – Deutscher Wetterdienst, modello matematico ICON
- Météo-France, modello matematico ARPEGE
- ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
- NOAA – modello matematico GFS