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      Home » 40°C reali e percepiti: ecco le aree d’Italia più a rischio
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAlla Prima Pagina MeteoMeteo NewsZoom

      40°C reali e percepiti: ecco le aree d’Italia più a rischio

      L'anticiclone africano riporta i 40°C su Sardegna, Sicilia e sud Italia, con rischio di picchi anche in pianura padana e al centro: umidità alle stelle, notti tropicali nelle città e temperatura percepita che potrà superare abbondantemente i valori reali misurati dai termometri.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 05/07/2026
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      11 Min Lettura
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      Contents
      • Caldo a 40°C in Italia: ecco dove, quando e perché la temperatura percepita è più insidiosa
        • I 40°C non sono più un’esclusiva del Sud
        • Una precisazione doverosa: 40°C non ovunque
        • Dove si rischiano i 40°C nelle prossime due settimane
        • Che cos’è la temperatura percepita
        • Isole di calore urbano: il problema è la notte
        • Un clima nuovo a cui dovremo adattarci

      Caldo a 40°C in Italia: ecco dove, quando e perché la temperatura percepita è più insidiosa

      I 40°C non sono più un’esclusiva del Sud

      Molto spesso si parla di 40°C come di un valore che, un tempo, dava l’idea di quel vento di scirocco che toccava le regioni meridionali. Si vedeva magari la città di Palermo, o qualche località del sud Italia, raggiungere quota 40°C. Ora però questi 40°C sono sbarcati anche nel Nord Italia, oltre che aver raggiunto le regioni centrali, e sono stati persino superati. È già capitato nel mese di giugno di quest’anno, e nelle scorse stagioni estive li abbiamo già visti varie volte. Tra le altre cose, devo citare assolutamente l’estate 2017, quando si ebbe un’incredibile ondata di caldo a partire dall’ultima decade di luglio sino alla prima decina di giorni di agosto. Fu un’ondata di calore davvero molto importante, con temperature notevoli, anche di 45°C in alcune regioni del centro-sud Italia, Sardegna in primis; si toccarono i 40°C anche in pianura padana. In quel periodo si ebbe pure un tasso di umidità molto elevato, con una sensazione di calore considerevole. Insomma, sono ormai vari anni che la nostra storia meteorologica ci racconta eventi estremi con temperature di 40°C in alcune località.

       

      Una precisazione doverosa: 40°C non ovunque

      Quando si parla di temperature di 40°C bisogna innanzitutto fare una distinzione, e poi un’altra che vedremo dopo. La prima: non sono temperature generalmente diffuse, perlomeno in Italia, eccetto alcune ondate di calore veramente stratosferiche. Valori simili sono stati raggiunti in aree ben precise, come per esempio la Sardegna o la Sicilia, ma non abbiamo mai avuto 40°C diffusi in tutta Italia. Quando si parla di picchi di 40°C significa che solo alcune località, le più esposte e le più predisposte, possono toccare questi valori. La cosa strana è che tali temperature si registrino anche sulle regioni settentrionali, ma c’è un motivo: quest’alta pressione nuova, nata intorno al 2003, che ha portato a comprimere l’aria nei bassi strati.

      L’avevamo già vista qualche anno prima, ad esempio tra il 13 e il 26 agosto 2001: un anticiclone assurdo che portò le temperature a livelli veramente tropicali, anzi desertici. Pensate che il 21 agosto si registrarono 44°C in Sardegna su svariate località, e notti tropicali si ebbero per molte giornate. A Torino, il 14 agosto di quell’anno, si ebbe la notte più calda dal 1753; attenzione, quella notte più calda l’abbiamo superata a giugno. Comunque sia, quel record l’abbiamo battuto. Cosa avvenne? Lo chiamavamo anticiclone africano, ma in realtà non era soltanto un anticiclone africano: era un anticiclone africano con una pressione atmosferica in quota molto elevata, che comprimeva l’aria in pianura padana. Si toccarono in Emilia i 40°C, ed era una novità. Ma nel 2003 la situazione si è ripetuta e fu molto peggio. Attenzione: molto spesso si dice che l’estate 2003 fu caldissima ininterrottamente da maggio a tutto agosto. Non è vero: si ebbero delle interruzioni della calura anche allora.

       

      Dove si rischiano i 40°C nelle prossime due settimane

      Andiamo a capire quali aree, innanzitutto in Italia, rischiano di avere 40°C nell’arco delle prossime due settimane. Non possiamo spingerci in previsioni, nemmeno utilizzando il centro meteo europeo, ovvero ECMWF, per capire che cosa potrebbe succedere alla fine del mese di luglio e ad agosto: no, ci spingiamo solo nelle prossime due settimane. I 40°C si potranno toccare in alcune località, stavolta della Sardegna, della Sicilia e del sud Italia, perché potrebbe esserci una vampata di aria calda proveniente dall’Africa, con pressione atmosferica in quota altissima che andrà a comprimere l’aria nei bassi strati, questa volta verso il sud Italia. Ma attenzione: questo anticiclone avrà effetti anche nelle regioni settentrionali. Il rischio di picchi di 40°C, quindi, riguarda l’Italia centrale, alcune località della pianura padana e poi diverse zone del sud Italia, Sardegna e Sicilia. Questa è la temperatura reale, cioè non quella percepita, che si potrebbe toccare.

       

      Che cos’è la temperatura percepita

      Ma adesso andiamo a capire, invece, che cos’è la temperatura percepita. Ebbene, la temperatura percepita si calcola attraverso dei semplici algoritmi, dove si simula quella temperatura che il corpo avverte in base a vento, temperatura e soprattutto umidità dell’aria. E siccome avremo un’umidità dell’aria molto elevata, la temperatura percepita potrebbe risultare, in moltissime località, decisamente superiore a quella misurata dai termometri. Perciò, dove l’aria sarà umida e magari ci sarà una temperatura di 38°C, sicuramente la percepita andrà sopra i 40°C. Ci è capitato di osservare, gli scorsi giorni, temperature di 38°C in pianura padana e valori percepiti di 45°C. E questo fa veramente la differenza, soprattutto per chi lavora all’esterno e per chi è indirizzato, magari dai comuni o da altri enti, a recarsi nei parchi per respirare un po’ di aria meno rovente. Non è una buona idea, soprattutto nelle ore centrali del giorno: è meglio stare a casa e cercare degli spazi al fresco, ancor meglio se si dispone di un climatizzatore, elettrodomestico che dovrebbe entrare in tutte le case ormai. Io non vendo climatizzatori, non ho nessun interesse e non sono finanziato, per questo articolo, da alcuna compagnia che li commercializza; però il climatizzatore, come indicano anche i medici, salva la vita, soprattutto quando ci sono condizioni atmosferiche estreme come quelle che potrebbero verificarsi in alcune realtà. Molto probabilmente, per esempio, sono a rischio le persone che vivono in grosse città e in aree urbane, dove durante la notte il calore rilasciato dal terreno è maggiore rispetto alla campagna.

       

      Isole di calore urbano: il problema è la notte

      Una curiosità: si parla di isole di calore per il fatto che nelle città faccia più caldo rispetto alla campagna. Osservando le temperature, però, vediamo che durante le stagioni estive i picchi massimi non si registrano spesso all’interno del centro urbano durante il giorno, bensì all’esterno, nella campagna. Il problema dell’isola di calore c’è soprattutto durante le ore notturne, quando il calore viene rilasciato dal cemento, dall’asfalto, dai marciapiedi, e la temperatura notturna risulta altissima: si va a dormire con valori decisamente sopra i 30°C e umidità elevata. Tutto questo va a disturbare l’organismo e a creare dei problemi; qui si sta parlando, effettivamente, di una sofferenza, di un patimento per il grande caldo.

       

      Un clima nuovo a cui dovremo adattarci

      Per concludere, quelle località che avranno condizioni di temperatura e umidità molto elevate rischiano i 40°C percepiti già con 35°C reali: ad esempio in pianura padana si possono avere temperature percepite anche di 40°C, così come in alcune aree costiere della nostra penisola. Visto e considerato che farà molto caldo, il Mar Mediterraneo raggiungerà, con questa nuova ondata di calore, picchi anche di 30°C, cioè temperature tropicali, rilasciando grosse quantità di umidità. Ci dobbiamo sicuramente adeguare a questo nuovo clima, ci dobbiamo abituare, ma dobbiamo, a quel punto, anche modificare le nostre abitudini, le nostre ore di lavoro e soprattutto le nostre abitazioni. Le case e i luoghi di lavoro devono essere adeguatamente preparati non solo per la stagione invernale, perché la avremo ancora e farà anche freddo, soprattutto sulle regioni montane e su quelle settentrionali, ma pure per l’estate, perché d’estate siamo estremamente esposti a questi fenomeni meteorologici così estremi.

       

      Ora, in Italia ne siamo, come dire, meno esposti, perché siamo più preparati. Lo sono invece, ad esempio, in Francia, dove c’è un’ampia discussione su questo tema, in quanto le abitazioni, e neanche i luoghi di lavoro, sono provvisti di climatizzazione. E poi si parla anche del fatto che i climatizzatori inquinano: c’è tutto un discorso politico e green, ma questo discorso, alla fine, non porta ad alleviare e a ridurre il rischio di vittime, che sono state accertate da organismi ufficiali della sanità come causate dalle ondate di calore. Di questa ondata di calore europea parla la stampa in tutto il mondo: ho trovato degli articoli persino in Australia e Nuova Zelanda, e anche nel sud dell’America del Sud, laddove insomma non potevo immaginare che si parlasse del grande caldo che ha colpito, a giugno, parte dell’Europa. Di questa nuova ondata di calore l’intensità che avremo non è nota con precisione: si fanno delle stime, ma giorno dopo giorno ne avremo maggiore conoscenza.

       

      Credit

      • World Meteorological Organization – Records fall as extreme heat grips Europe
      • UN News – Europe heatwave breaks records as UN agencies ramp up health warnings
      • Copernicus Climate Change Service – Early European heatwave and surging Pacific temperatures
      • EU Space Support Office – Urban heat island effect in Brussels during the late June 2026 heatwave
      • Euronews – Europe’s record-breaking heatwave: what you need to know
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