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      Home ยป Stima dello “stop dell’Estate 2026”. Cosa sappiamo
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAlla Prima Pagina MeteoMeteo News

      Stima dello “stop dell’Estate 2026”. Cosa sappiamo

      I principali modelli matematici concordano su un'estate dominata da un potente anticiclone africano, con temperature molto sopra la media, temporali violenti relegati ai rilievi e un preoccupante deficit di piogge che rischia di trasformarsi in siccitร  su vaste aree della pianura.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 28/07/2026
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      12 Min Lettura
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      Ipotesi della rottura dellโ€™Estate, come dovrebbe avvenire.

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      Contents
      • Quando finirร  lโ€™estate secondo i modelli
        • Affidabilitร  delle previsioni a lungo termine
        • Temporali, grandine e fenomeni estremi
        • La Pianura Padana, un hotspot del clima
        • Il caldo di Agosto e i venti dallโ€™entroterra
        • Precipitazioni in deficit e rischio siccitร 
        • Le anomalie delle piogge: lโ€™esempio della Grecia
        • Piogge alpine e ghiacciai sotto stress

      Quando finirร  lโ€™estate secondo i modelli

      Quanto emerge dallโ€™analisi dei principali modelli matematici, che stiamo esaminando questo pomeriggio, รจ finalizzato a comprendere quando ci potrebbe essere la rottura della stagione estiva, ovvero quando le condizioni meteorologiche estremamente anomale dovrebbero placarsi e lasciare spazio a un tempo piรน tranquillo, con temperature prossime alla media. Per questa analisi ci stiamo avvalendo di entrambi i principali modelli matematici, ovvero quello americano, il GFS, e quello europeo, lโ€™ECMWF.

      Vediamo i dati di partenza: entrambi confermano una forte ondata di calore della durata di almeno una settimana, se non 10 giorni, con anomalie pesantissime. Questo viene indicato anche dai modelli matematici che si spingono nella previsione fino a una validitร  di circa 45-46 giorni.

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      Affidabilitร  delle previsioni a lungo termine

      Sono ovviamente consapevole che si tratta di previsioni dallโ€™affidabilitร  medio-bassa, se non bassissima; tuttavia queste proiezioni sono estremamente indicative e servono a comprendere le anomalie e ad avere cosรฌ una visione dโ€™insieme delle condizioni atmosferiche che potremmo avere. Non sono pensate per sapere che tempo farร  cittร  per cittร  e giorno per giorno: questo tipo di previsione, al momento, non รจ fattibile per una durata cosรฌ ampia, cioรจ 45 giorni.

      Ci sono state previsioni meteo con validitร  fino a due settimane, ma tenete conto che dopo il quinto giorno lโ€™affidabilitร  decade sensibilmente. Tra lโ€™altro, a volte anche a meno di cinque giorni lโ€™attendibilitร  va in caduta libera.

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      Temporali, grandine e fenomeni estremi

      Altro elemento: i temporali sono difficilmente prevedibili. Si puรฒ solo parlare di possibilitร  che lโ€™evento atmosferico avvenga; generalmente sono fenomeni isolati, ma in alcune circostanze abbiamo dei gruppi temporaleschi, cioรจ strutture organizzate, e quindi temporali abbastanza frequenti, che tuttavia sono in genere di breve durata. รˆ chiaro che, allorquando dovessero verificarsi temporali di lunga durata sulla stessa localitร , in alcune circostanze si potrebbero avere anche eventi piuttosto imponenti, come le alluvioni lampo. Un temporale di forte intensitร  puรฒ invece generare un nubifragio, che viene definito bomba dโ€™acqua.

      Poi, a causa dei forti contrasti termici, moltissimi temporali potranno avere caratteristiche ideali per causare grandinate, in alcune circostanze โ€“ e non poche, purtroppo โ€“ anche con grandine di grosse dimensioni. Nel 2026 si sta infatti accumulando unโ€™eccessiva calura e unโ€™eccessiva quantitร  di energia, e quei pochi temporali che si manifestano hanno forte intensitร , con nubi che salgono a quote molto elevate e favoriscono, con i moti verticali e le turbolenze, lโ€™aggregazione di cristalli di ghiaccio, che diventano quindi chicchi anche di grosse dimensioni. Recentemente sono caduti chicchi di grandine addirittura da 15 centimetri in Abruzzo e da 10 centimetri in Lombardia, mentre nel 2023 in Veneto caddero chicchi fino a 19 centimetri, il piรน grosso mai censito in Europa e tra i piรน grossi al mondo.

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      La Pianura Padana, un hotspot del clima

      Ancora un aspetto climatologico da ricordare: la pianura padana รจ una sorta di vero e proprio hotspot dei cambiamenti climatici, perchรฉ sta subendo un aumento della temperatura maggiore rispetto ad altre aree dโ€™Italia. Questa zona molto vasta รจ densamente popolata, industrializzata e coltivata e, tra lโ€™altro, risulta suscettibile alla formazione di temporali di forte intensitร  ben piรน di altre regioni italiane. Le proiezioni dei modelli matematici, sia nel medio sia nel lungo termine โ€“ parliamo di 10 giorni o due settimane -, contemplano la possibilitร  di temporali fino alla pianura padana, nonostante la calura opprimente.

      Molto importanti anche le proiezioni che si spingono fino a 46 giorni di validitร : vedono una condizione atmosferica estiva e, quindi, stiamo giร  anticipando che fino al 10 settembre, perlomeno, avremo un contesto meteorologico estivo, con temporali relegati soprattutto alla fascia alpina e prealpina e poi in movimento verso alcune aree della pianura padana, dove sono distribuiti con irregolaritร . A causa delle temperature elevate, previste sopra la media anche nella prima decade di settembre, i fenomeni possono assumere forte intensitร , con grandinate.

      Generalmente questi fenomeni tendono a ridursi di frequenza e intensitร  in settembre sulle regioni settentrionali; tuttavia, con il cambiamento climatico e lโ€™aumento della temperatura, cโ€™รจ unโ€™espansione della possibilitร  di avere grandinate anche in settembre, perlomeno nella primissima parte, in occasione di temperature estremamente elevate. Successivamente, invece, il rischio maggiore in pianura padana รจ quello di nubifragi e addirittura di alluvioni lampo.

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      Il caldo di Agosto e i venti dallโ€™entroterra

      Ma qui la previsione, lโ€™essenza di tutta la proiezione dei due modelli matematici, รจ quella di avere la prevalenza di un anticiclone africano sullโ€™Italia quasi pressochรฉ stabile, interrotto temporaneamente da situazioni di instabilitร  atmosferica per il transito di masse dโ€™aria piรน umide e un poโ€™ piรน fresche, che darebbero un parziale sollievo. Non conosciamo, tuttavia, la tempistica di quando questi fenomeni dovrebbero avvenire; sicuramente possiamo avere solo informazioni molto parziali.

      Ad esempio, รจ possibile che dopo il 10 agosto si possa verificare una riduzione della calura anche abbastanza importante, un poโ€™ come successo recentemente. Tuttavia, alcune regioni potrebbero patire parecchio, perchรฉ i venti provenienti dallโ€™entroterra trasportano la calura che si รจ accumulata; oltretutto il terreno arso dal sole si surriscalda, e abbiamo visto che, durante il refrigerio, alcune aree hanno patito picchi termici molto importanti. Faccio un esempio: in Sardegna meridionale e Sicilia orientale, dove durante il refrigerio si sono registrati picchi di 38-40ยฐC. Ovviamente quello non รจ un refrigerio: alcune regioni possono quindi essere quasi saltate da questa situazione, cioรจ vedere temperature costantemente molto elevate e passare da condizioni di caldo molto afoso a caldo torrido, ovvero caldo secco. Il caldo secco succede soprattutto in coincidenza delle condizioni che ho descritto prima, quando soffiano le correnti dallโ€™entroterra e il tasso di umiditร  tende a scendere.

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      Precipitazioni in deficit e rischio siccitร 

      Ebbene, per quanto riguarda le precipitazioni voglio tornare su un aspetto molto importante: entrambi i modelli matematici ci dicono che saranno deficitarie, in particolare sulla parte settentrionale dellโ€™Italia, proprio dove in questo periodo dovrebbero verificarsi delle piogge. Agosto vede solitamente una ripresa delle precipitazioni dopo il calo di luglio, ma ci sono previsioni che le vedono inferiori alla media: quindi meno pioggia, meno temporali e, purtroppo, un deficit pluviometrico. Questo significa anche una minore portata dโ€™acqua verso fiumi e torrenti, una situazione che comporterร  una sorta di siccitร  per alcune aree, soprattutto in pianura.

      Non possiamo perรฒ parlare di siccitร  in tutta la fascia alpina, perchรฉ comunque ci saranno delle precipitazioni; il deficit pluviometrico, tuttavia, รจ certo. รˆ chiaro che, se piove il 50% rispetto alla media, siamo di fronte a un severo ammanco, soprattutto su aree estremamente piovose, quelle che poi alimentano con fiumi e torrenti le pianure coltivate. รˆ una situazione prevista costantemente da tutti i modelli matematici. Una ripresa delle precipitazioni ci potrebbe essere โ€“ osservando altre mappe, non queste โ€“ entro la metร  di settembre, con una maggiore instabilitร  atmosferica che potrebbe dare luogo a temporali marittimi in espansione verso le aree costiere, riducendo a quel punto la possibilitร  di avere temporali alpini. Anche questo aspetto, perรฒ, รจ tutto da vedere, perchรฉ a quel punto sarร  sufficiente il transito di una perturbazione per scaricare grosse quantitร  di pioggia, pari a quelle che possono cadere in 12 mesi: รจ un qualcosa che ormai abbiamo imparato, osservato e registrato, anche nel discorso delle anomalie. Per quanto riguarda le piogge, soprattutto in coincidenza di condizioni meteorologiche particolarmente instabili, vediamo grosse quantitร  dโ€™acqua concentrarsi in tempi molto brevi.

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      Le anomalie delle piogge: lโ€™esempio della Grecia

      Faccio un esempio che non riguarda lโ€™Italia. Qualche giorno fa, nel finire della settimana, cโ€™รจ stata una discesa di aria fresca e umida lungo lโ€™Adriatico. Lโ€™Italia รจ stata interessata solo marginalmente, nonostante i temporali che ci sono stati, mentre il fenomeno atmosferico รจ stato piuttosto rilevante sui Balcani, in particolare in Grecia, dove abbiamo avuto addirittura la caduta di neve fino a quote intorno ai 2300-2500 metri sul livello del mare. In alcune localitร  sono caduti fino a 140 millimetri di pioggia, ma mediamente i quantitativi sono stati tra i 30 e i 50 millimetri: valori notevolissimi, se consideriamo che luglio in Grecia รจ un mese pressochรฉ asciutto.

      Ecco quindi unโ€™altra anomalia, con precipitazioni che tutto sommato non possiamo definire neppure benefiche, anche perchรฉ sono state seguite da fasi di caldo ed elevata evapotraspirazione: il beneficio in termini di apporto pluviometrico รจ stato quindi davvero minimo. Insomma, dovrebbe piovere nella stagione ideale, in autunno e non dโ€™estate; e lo stesso vale un poโ€™ per le regioni centrali e meridionali.

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      Piogge alpine e ghiacciai sotto stress

      Cโ€™รจ anche da dire che le precipitazioni alpine, seppur avvengano con temperature decisamente inferiori rispetto alle aree di pianura, sono associate a valori termici molto elevati e creano altre problematiche, perchรฉ piove sui ghiacciai anche a quote altissime. Lo zero termico, infatti, รจ salito addirittura oltre i 5000 metri di quota sul settore nord-occidentale. Non sono situazioni da poco: stiamo vivendo unโ€™epoca di cambiamento climatico davvero fuori da quelle che erano le attese. Per caritร , sotto certi aspetti gli scienziati ci avevano avvertito, perรฒ molto spesso queste previsioni sono state irrise.

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      Credit

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
      • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
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