
Martedì 10 novembre potrebbe essere il preludio di una fase meteo particolarmente perturbata per buona parte del nostro Paese. In queste prime righe non parliamo di quello che è successo sull’Italia, ma di ciò che è accaduto in Europa. Dopo un periodo caratterizzato dalla presenza ingombrante dell’anticiclone (che, volendo vedere, ha permesso la discesa di aria fredda e instabile sulle regioni meridionali), sia GFS sia ECMWF fiutano un vero e proprio cambio di rotta. Tutti e due scorgono la possibile avanzata di una depressione atlantica dalla Penisola Iberica verso il Mediterraneo occidentale, che dovrebbe pilotare masse d’aria umida e instabile dritte verso le nostre regioni del Centro-Nord, questa volta decisamente più coinvolte rispetto al Sud.
Facciamo subito un disclaimer
Essendo una tendenza meteo a sette giorni, bisogna necessariamente essere cauti e aspettare gli aggiornamenti, in particolare per quanto riguarda la traiettoria del sistema perturbato e la distribuzione delle precipitazioni. Ma allora perché ve lo proponiamo già adesso? Per il semplice fatto che un’importante struttura depressionaria in arrivo da ovest rappresenterebbe qualcosa di nuovo e fondamentale, perché potrebbe favorire il ritorno di condizioni meteo prettamente autunnali, con cieli grigi e piogge ostinatamente presenti per intere giornate.
Nelle ultime settimane, infatti, le precipitazioni hanno interessato quasi solamente il Sud e le regioni del medio Adriatico, raggiunte da correnti fredde in discesa lungo il bordo meridionale dell’anticiclone. Il resto d’Italia è invece rimasto ai margini delle piogge, per non parlare di tutta l’Europa occidentale, sotto un enorme anticiclone che aveva i suoi massimi sul Regno Unito.
Analizziamo la data cardine
La possibile svolta potrebbe esserci tra martedì 10 e mercoledì 11. È proprio in questa fase che la depressione atlantica potrebbe riuscire a entrare nel Mediterraneo occidentale, con il compito di richiamare imponenti flussi umidi da sud-ovest, i migliori per quanto riguarda le piogge su Liguria di Levante, Toscana e Triveneto.
Attenzione però: non mancano differenze tra le diverse emissioni modellistiche. Alcune elaborazioni ipotizzano infatti un primo peggioramento già dalla sera di lunedì 9, anche se, a conti fatti, la solfa non cambia: aspettiamoci una fase di maltempo piuttosto pronunciata e soprattutto molto estesa a livello geografico. Non si tratterebbe di una toccata e fuga né di un passaggio destinato a durare mezza giornata. Se tutto andasse in porto, i flussi sud-occidentali dovrebbero persistere per almeno 72 ore.


L’area più interessata
Come detto prima, a meno di qualche variazione che chiaramente potrebbe esserci, le regioni più interessate saranno Liguria, basso Piemonte, Lombardia e Triveneto. Abbiamo inserito anche la regione lombarda perché, nel caso di correnti con una componente pienamente meridionale, potrebbe risultare maggiormente coinvolta, così come il Piemonte orientale. In queste zone potrebbero verificarsi precipitazioni localmente abbondanti, in particolare dove si instaurerà il noto fenomeno dello Stau, ovvero le piogge da sbarramento. Questo vuol dire che pioverà di più sulle Alpi e sulle zone pedemontane, un po’ meno in pianura, ma è tutto normale e tipico del nostro clima.
Possiamo includere qualche pioggia, per lo più debole e di modesta entità, anche sull’Emilia-Romagna e sulle regioni centrali tirreniche, mentre il Sud e la Sicilia sarebbero praticamente del tutto ai margini.

Cosa possiamo concludere col nostro articolo?
Al di là degli effettivi quantitativi di pioggia, che sappiamo essere molto ballerini con una perturbazione di questo tipo e su un territorio geomorfologicamente complesso come quello italiano, la questione centrale del nostro articolo è la seguente: un’evoluzione simile potrebbe segnare il ritorno di una circolazione finalmente autunnale, con le perturbazioni atlantiche pronte a susseguirsi in maniera continuativa su buona parte del Mediterraneo. Ricordiamo che è quasi impossibile che tutta l’Italia sia interessata dalle precipitazioni e, con un pattern del genere, le più coinvolte sarebbero le regioni tirreniche, rimaste quasi del tutto all’asciutto durante l’ultimo peggioramento.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

