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di nuovo anticiclone

Cari lettori, sono sicuro che molti di voi erano abbastanza convinti che nella seconda metà del mese sarebbero arrivate piogge diffuse. Questa passata temporalesca, fatta eccezione ovviamente per chi ha avuto dei danni e a cui va tutto il nostro rispetto, è stata importante per le falde e per rimpinguare un po’ i terreni, arsi dalla siccità. Ma le tendenze meteo non lasciano assolutamente ben sperare. Un anticiclone particolarmente esteso e persistente continua e continuerà purtroppo a dominare la scena, ostacolando l’arrivo delle perturbazioni atlantiche e impedendo all’autunno di esprimersi con la necessaria regolarità.

Perché utilizziamo la parola “purtroppo”?

Siamo sicuri che molti di voi amano ancora il tepore ottobrino, con temperature gradevoli e valori che non stancano nemmeno nelle ore centrali sotto il sole. Ma il problema è un altro: mancano le vere perturbazioni. Infatti, soltanto in alcune occasioni l’alta pressione arretra temporaneamente, lasciando spazio a brevi incursioni perturbate. Saranno però delle toccate e fughe, qualche rovescio o qualche pioggerella, e tutto finisce lì. Le precipitazioni si concentrano così in aree ristrette, magari con temporali violenti, mentre altre zone restano completamente a secco. Si tratta di una distribuzione particolarmente irregolare, che non può far recuperare tutto l’ammanco accumulato nei mesi passati.

Basti pensare che, in linea generale, non appena queste perturbazioni esauriscono i loro effetti, l’anticiclone torna a espandersi da ovest, con un’assoluta mancanza di pioggia per tutti. Va detto che questo triste schema si ripete ormai da circa sette mesi e, oltre ad aver contribuito a un’estate eccezionalmente calda, sta aggravando la siccità su molte aree, paradossalmente anche su quelle che hanno avuto dei nubifragi. Perché avere tantissima pioggia in sole due ore e poi restare a secco per settimane non riesce sicuramente a far recuperare la siccità negli strati profondi.

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Alta pressione onnipresente: da Lunedì 12 riprende il controllo del Mediterraneo

Gli scenari per la seconda metà di ottobre

Le prospettive purtroppo non appaiono granché incoraggianti. In precedenza, le elaborazioni stagionali e i modelli previsionali lasciavano intravedere la possibilità di un cambiamento dopo il 10 ottobre, con un ritorno a condizioni più tipicamente autunnali. Ma dopo i ricalcoli effettuati, sia GFS sia ECMWF sono piuttosto concordi nel vedere un periodo decisamente poco propenso alle piogge.

Fino al 18-19 ottobre gran parte dell’Europa, Italia compresa, rischierebbe di rimanere sotto l’influenza di condizioni prevalentemente asciutte, perché l’eventuale ciclone si formerà, ma tra Turchia e Grecia. Stiamo parlando di un profondo minimo di bassa pressione, che potrebbe effettivamente portare qualche propaggine sull’estremo sud-est, ma giusto qualche rovescio o temporale passeggero, e basta.

Come è facile intuire, almeno secondo l’attuale tendenza, si tratterebbe di fenomeni limitati e insufficienti a produrre un miglioramento significativo del quadro idrico nazionale, anche perché su tre quarti del Paese non cadrebbe praticamente neanche una goccia. Le uniche zone che potrebbero vedere qualche pioggia sono Puglia, Basilicata e Calabria.

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Le uniche piogge saranno sui Balcani: possibile qualche piovasco all’estremo Sud-Est, ma si tratterà di cose di poco conto

Qualche cambiamento a fine mese

La situazione potrebbe restare sostanzialmente invariata almeno fino al 25 ottobre. Il che, purtroppo, sarebbe un dramma, perché un ottobre con una sola passata piovosa non è certo una cosa positiva. E allora, quand’è che ritornano le piogge vere? Solo verso la fine del mese i modelli lasciano intravedere qualche possibile segnale di cambiamento.

Attenzione però, facciamo il solito disclaimer: si tratta di una tendenza meteo a lungo termine, caratterizzata da un margine d’incertezza elevato. Parliamo addirittura di qualcosa che va oltre i 15 giorni, e sappiamo bene che quando il lasso temporale è così ampio gli esiti possono risultare decisamente aleatori. Non a caso, già nei giorni scorsi si parlava di un anticiclone pronto al contrattacco dopo la prima fase perturbata.

Per l’Italia, la speranza resta quella di un ritorno a piogge diffuse, regolari e distribuite in modo più uniforme sul territorio. Solo così potremo recuperare davvero, in maniera generale, il deficit idrico che ci portiamo dietro ormai dalla primavera, anche perché l’estate, in alcune località, è stata piovosa, ma con precipitazioni troppo forti e concentrate.

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Ipotetico scenario per il 22 Ottobre secondo GFS: la sua validità è molto bassa e serviranno ovviamente numerosi aggiornamenti e conferme

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

 

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