Cari lettori, stiamo vivendo una fase meteo assolutamente eccezionale. È per questo che ho deciso di parlarvi di maltempo anticiclonico. L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia ormai da una decina di giorni non si distingue soltanto per la sua intensità, ma soprattutto per la sua eccezionale durata. È proprio questa persistenza a rappresentare uno degli aspetti più inquietanti del Cambiamento Climatico, con periodi di temperature elevate che non sono più semplici toccate e fughe come un tempo, ma veri e propri scenari di blocco atmosferico.
Cosa sta succedendo
Gli esperti evidenziano ormai una crescita evidente della durata delle fasi calde, particolarmente marcata nell’ultimo decennio. Per trovare una situazione in cui il caldo sia rimasto così a lungo sul nostro Paese bisogna tornare al 2003 e al 2015, due super ondate di calore estremo che hanno riscritto la storia climatica in Italia.
Sappiamo bene che il 2003 divenne un punto di riferimento nello studio delle ondate di calore, ma negli ultimi anni diversi episodi hanno mostrato caratteristiche sempre più simili a quella situazione, soprattutto per quanto riguarda la durata. Basti pensare, oltre a Luglio 2015, anche a Giugno 2019, Luglio 2022 e 2023, quest’ultimo principalmente per il Sud.
Hotspot climatico
Lo diciamo ormai da tempo: il Mediterraneo è considerato una delle aree più vulnerabili agli effetti del Riscaldamento Globale, dove l’aumento delle temperature procede più rapidamente rispetto alla media mondiale. Le conseguenze sono presto dette: estati più lunghe, ondate di calore più frequenti e una maggiore difficoltà per le perturbazioni di perforare i veri e propri mostri anticiclonici che ormai stazionano anche per intere settimane su questa regione.
Il risultato è un fenomeno sempre più familiare: un caldo persistente, capace di ripresentarsi continuamente e di trasformare la stagione estiva in un periodo sempre più lungo e difficile da sopportare. Perché il vero problema, oltre alle temperature, è proprio la durata di questi caldi estremi.

Torna la siccità
Avevamo vissuto un 2024 molto piovoso, soprattutto al nord, mentre l’inverno appena passato era stato estremamente ricco di precipitazioni al Sud. Sembrava impossibile parlare di nuovo di siccità e invece è esattamente quello che sta accadendo. Nonostante un inverno nevoso sulle Alpi e precipitazioni abbondanti su tutto lo Stivale, siamo già alle strette. Le portate dei fiumi sono crollate negli ultimi 15 giorni, buona parte dell’Italia si sta ingiallendo e non si vedono, nemmeno col telescopio, vere perturbazioni durature nel prossimo futuro.
Purtroppo il sunto del discorso è il seguente: anche dopo una stagione invernale molto nevosa e una primaverile decisamente piovosa, il problema resta queste configurazioni meteo estive, che mettono a dura prova sia la sopportazione umana sia quella di flora e fauna. Non dimentichiamo poi che i livelli medi dei fiumi sono già quelli tipici di fine Agosto e non di metà Giugno, mentre di scorte idriche tra nevai e ghiacciai praticamente non ce ne sono più. Arrivare a Settembre sarà ancora dura e lunga.

Credit:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- Copernicus Climate Change Service – European State of the Climate 2024
- WMO – World Meteorological Organization, State of the Global Climate
- NOAA – National Integrated Drought Information System