Se vogliamo fare i conti precisi, è da fine marzo che l’anticiclone africano continua a tenere le redini del nostro tempo. E le tendenze meteo per i prossimi giorni sono chiare: proseguirà a farlo senza soluzione di continuità. Chiariamo subito un concetto importante. Non è certo la prima volta che ottobre fatica a mostrare quel dinamismo autunnale di cui dovrebbe essere fatto. Anche in tempi non sospetti era possibile avere periodi soleggiati e miti, la climatologia italiana conosce bene le cosiddette “ottobrate“. Questa volta, però, la situazione è piuttosto diversa. Arriviamo infatti da un’estate eccezionalmente calda, lunga e caratterizzata da pochissime vere pause, e la persistenza dell’alta pressione desta più di una preoccupazione, proprio perché è l’incessante anomalia a rendere tutto decisamente meno normale.
Il vero problema
Come detto, non è soltanto la potenza dell’anticiclone che abbiamo sulle nostre teste in questi giorni, ma la continuità del pattern atmosferico. Se escludiamo due passate piovose, una in aprile e l’altra nella prima metà di maggio, che ha portato freddo tardivo al Nord, negli ultimi sei mesi l’alta pressione subtropicale ha continuato a dominare praticamente indisturbata. Le conseguenze iniziano a essere evidenti: la siccità interessa diverse aree del Centro-Sud, parte del Nord-Ovest e la Sardegna, mentre i fiumi, che dovrebbero ormai cominciare a crescere, sono ancora piuttosto bassi. Anche le falde hanno bisogno di precipitazioni consistenti per recuperare; difatti solo alcune aree del Nord-Est e della Liguria di Levante hanno registrato accumuli di pioggia maggiori, ma in generale lo status idrico suscita non poche preoccupazioni.
C’è una novità
Le attuali proiezioni meteo del modello europeo ECMWF intravedono una possibile saccatura tra l’8 e il 9 ottobre, ma la sua traiettoria è ancora estremamente incerta. Non vogliamo neanche dire con precisione dove potrebbero cadere le piogge, perché ormai anche i nostri lettori hanno capito che la volubilità delle previsioni è davvero notevole. Fino a dieci giorni fa erano previste precipitazioni diffuse dal 2 ottobre, invece nei prossimi giorni continuerà a comandare l’anticiclone, senza particolari disturbi. Qualche possibile cambiamento, a dire il vero, ci potrebbe essere dal 12 ottobre in poi, ma stiamo sempre parlando di episodi sporadici e non di un vero e proprio sblocco del pattern meteo.
Una domanda che molti ci fanno
Questo tipo di configurazione anticiclonica continuerà a durare per tutto l’autunno? Ce la troveremo fino a dicembre e magari persino nel periodo natalizio? Ovviamente non abbiamo la sfera di cristallo e, dal punto di vista climatologico di lungo periodo, non è possibile escludere a priori una lunga persistenza anticiclonica, anche se gli effetti al suolo sarebbero enormemente diversi rispetto a quelli attuali. Lunghe fasi di alta pressione possono voler dire nebbie e nubi basse, con cielo grigio e clima umido, tutt’altro che le belle giornate di fine estate. Però c’è da dire una cosa importante. In passato si sono già verificati autunni caratterizzati da blocchi atmosferici molto persistenti, con precipitazioni ridotte al minimo e occasionali irruzioni fredde orientali. Uno su tutti il 2015, ma anche il 2017 e il 2011 sono stati molto secchi e con pochissime perturbazioni.
Ma allora quando ci sarà una svolta?
Siamo sicuri che arriverà prima o poi, ma soltanto quando i vortici depressionari atlantici riusciranno a trovare un varco, scendere di latitudine e rompere definitivamente la cupola anticiclonica che sovrasta il Mediterraneo. E gli scenari a lunga gittata non promettono cose molto positive. Se è vero che in alcune occasioni i modelli meteo avevano fiutato l’opzione dell’arrivo delle piogge, dall’altro lato il continuo rimandare la data della svolta significa che l’anticiclone continua a dettare legge. Nel prossimo periodo continueremo ad analizzare attentamente la questione; qualora ci siano i presupposti per un cambiamento deciso, ve lo diremo con articoli dedicati.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE