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Cosa dicono le proiezioni stagionali

Il servizio climatico europeo Copernicus (C3S) mette insieme i modelli matematici di diversi centri, tra cui l’ECMWF, il Met Office, Météo-France e il DWD, e l’insieme di queste elaborazioni per ottobre indica temperature sopra la norma su quasi tutta l’Europa e una tendenza a precipitazioni oltre la media sui Paesi del Mediterraneo. Va detto però che i modelli matematici stagionali non prevedono il tempo di un giorno preciso, ragionano per probabilità su un mese intero, e sulla pioggia il segnale è di solito più debole rispetto a quello termico.

 

Non conta solo quanto piove, ma come

Una media mensile normale, o perfino abbondante, non racconta come quell’acqua è arrivata. Negli ultimi anni l’autunno ci ha abituati a lunghe fasi anticicloniche spezzate da pochi episodi molto violenti, con nubifragi che in qualche ora scaricano l’acqua di settimane, un cambiamento che avevamo già raccontato parlando di ottobre stravolto rispetto al passato. Un Mar Mediterraneo ancora caldo fornisce energia e umidità a questi sistemi, e il risultato sono piogge a pacchetti, distribuite a macchia di leopardo.

 

Perché i nubifragi non curano la siccità

Un terreno secco e compattato si comporta quasi come una superficie impermeabile: quando arriva tanta acqua tutta insieme il suolo non fa in tempo ad assorbirla e gran parte scorre verso fossi e torrenti, il cosiddetto deflusso superficiale, cioè l’acqua che scivola sopra il terreno invece di penetrarci. È lo stesso meccanismo visto quest’estate, quando i temporali brevi e intensi hanno portato allagamenti senza alimentare le falde acquifere, le riserve d’acqua del sottosuolo, che si ricaricano invece con piogge deboli o moderate e continue, capaci di filtrare in profondità per giorni. Dopo mesi in cui la siccità è peggiorata mettendo in difficoltà il bacino del Po e buona parte del Nord Italia, qualche giornata di maltempo non basta a pareggiare i conti.

 

Cosa significa per campi e riserve idriche

Per l’agricoltura gli acquazzoni violenti portano erosione e danni alle semine autunnali, mentre laghi e invasi rischiano di restare sotto media anche con un totale mensile dignitoso. Come spiegato in questa analisi sulla siccità, servono perturbazioni estese e durature, un rischio che già in primavera si vedeva profilarsi per il Nord nei mesi successivi. Insomma, nelle prossime settimane conviene guardare non solo ai millimetri caduti ma a come sono caduti.

 

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