Ci sono brutte notizie per quanto riguarda lo stato della siccità. Le condizioni meteo di questi ultimi periodi non hanno fatto altro che peggiorarla sensibilmente. Già dalla fine di Maggio, non ce lo dimentichiamo, l’Italia è stata investita da un’ondata di caldo intensa e persistente, accompagnata da una marcata assenza di perturbazioni organizzate.
Piogge poco utili
Le uniche manifestazioni di instabilità sono rappresentate dai temporali, fenomeni molto circoscritti e di forte intensità. Come è facile intuire, questi fenomeni non costituiscono una soluzione al problema della carenza idrica. Tutt’altro: paradossalmente, quando le precipitazioni si concentrano in tempi molto brevi, l’acqua tende a scorrere rapidamente in superficie senza riuscire a infiltrarsi nel terreno. Questo aumenta il rischio di allagamenti ed erosione, ma contribuisce ben poco al ripristino delle falde acquifere e delle riserve idriche sotterranee, un meccanismo descritto anche in questo approfondimento sulle piogge di primavera alleate contro la siccità estiva. Sarebbero necessarie frequenti ondate di maltempo, oppure una maggiore lentezza e diffusione nelle piogge: precipitazioni deboli o moderate, molto più durature, e non nubifragi rapidi.
Il motivo di questa situazione
Tutto ha origine da una particolare configurazione atmosferica che interessa non solo l’Italia, ma gran parte dell’Europa. Le analisi sinottiche mostrano la presenza di un vasto anticiclone, ormai fedele compagno di viaggio delle nostre bollenti estati. A rendere ancora più anomala la situazione è la marcata espansione verso nord delle fasce tropicali, che stanno coinvolgendo una vasta porzione del continente europeo, come confermato anche da questa intervista sulla tendenza meteo di Giugno e Luglio firmata ECMWF. Oltretutto, la scarsissima presenza di precipitazioni e l’elevata evapotraspirazione non fanno altro che peggiorare di gran lunga la situazione.
Il flusso perturbato, che in questo periodo dell’anno dovrebbe interessare soprattutto il Nord Italia portando piogge e temporali diffusi, è stato costretto a scorrere molto più a nord del consueto, lambendo solo la media Francia e la Svizzera. Di conseguenza, l’Europa centro-occidentale continua a essere dominata da condizioni anticicloniche persistenti, responsabili di ondate di calore particolarmente intense.
La situazione comincia a peggiorare
Gli effetti di questo scenario stanno diventando sempre più evidenti. La siccità, che sembrava essere del tutto scomparsa in inverno, è tornata a farsi sentire soprattutto nelle regioni settentrionali. Il Nord-Ovest è l’area che desta le maggiori preoccupazioni, dove il deficit di precipitazioni è importante, anche perché i due mesi appena trascorsi sono stati quelli di maggiore prelievo idrico, come segnalato anche in questa analisi sulla crisi idrica e il rischio siccità estiva. I terreni iniziano a mostrare evidenti segni di secchezza e la vegetazione è sottoposta a un crescente stress idrico.
Le mappe relative all’umidità del suolo confermano un quadro decisamente critico. In tutta Italia è presente una sorta di siccità moderata, ma è proprio in Valle Padana la zona più a rischio, come emerge anche da questo approfondimento su una regione dal meteo ormai stravolto. Sia perché la primavera è stata piuttosto avara di piogge (le ultime vere perturbazioni risalgono a metà Marzo), sia perché l’elevato consumo di acqua non ha fatto altro che peggiorare il tutto.

Prospettive pessime
Il quadro complessivo evidenzia quindi una situazione che comincia a destare ben più di una preoccupazione. La persistenza dell’anticiclone, unita all’assenza di precipitazioni diffuse e durature, rischia infatti di compromettere ulteriormente le risorse idriche, con le solite ripercussioni sull’agricoltura e, solo in secondo luogo, sugli usi cittadini, uno scenario coerente con quanto descritto anche in questo approfondimento su Luglio 2026 e il rischio di un’estate replay 2003.
Al di là del fatto che sarebbe necessario costruire una rete idrica molto più capillare, resta innegabile che le condizioni meteo estive siano diventate talmente roventi e secche da riportarci punto e a capo, anche dopo una stagione invernale piovosissima, un paradosso già emerso in questo approfondimento sulle zone a rischio caldo e temporali di fine Giugno.
Fonti e approfondimenti:
- European Drought Observatory (EDO) – Commissione Europea
- Copernicus Climate Change Service (C3S)
- World Meteorological Organization (WMO)
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration

