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Meteo autunnale tardivo e consistente kh

Chi esce la mattina presto se ne è accorto, l’aria è frizzante, poi verso mezzogiorno il sole scalda e sembra di tornare indietro di un mese. È il classico copione di metà ottobre con l’anticiclone che si allunga dalla Penisola Iberica verso l’Europa centrale, mentre una piccola area di bassa pressione si sposta tra Grecia e Balcani. L’Italia sta in mezzo, e per adesso le va piuttosto bene: come abbiamo raccontato parlando dell’anticiclone tra mercoledì 14 e venerdì 16, le notti restano fredde e le giornate gradevoli, senza esagerare.

 

Fino a venerdì 16 tempo stabile, ma con due Italie climatiche

I modelli matematici europeo e americano concordano, nei prossimi tre giorni niente sconvolgimenti. Sul versante adriatico e al Sud Italia arriva qualche refolo di aria più fresca da nord-est, legato proprio alla bassa pressione sui Balcani, e tra Puglia, Calabria ionica e Sicilia orientale non si può escludere qualche nuvola in più con un rovescio isolato, roba di poco conto. Sul lato tirrenico e in Sardegna invece l’aria in quota è decisamente più mite (a circa 1.500 metri si toccano i 14-16°C, valori più da settembre che da ottobre) e di giorno si può stare benissimo anche in maniche corte nelle ore centrali.

 

Dal 18 ottobre cambia tutto: arrivano le depressioni mediterranee

Ed eccoci al punto, quello che conta davvero: tra sabato 17 e domenica 18 sull’Atlantico e sulle Isole Britanniche si rinforza un robusto anticiclone, con pressioni oltre 1.035 hPa, e questo, paradossalmente, apre la porta al maltempo da noi. Succede che l’aria più fresca scivola lungo il bordo orientale dell’alta pressione, scende sulla Francia e finisce nel Mediterraneo occidentale, dove trova un mare ancora caldo. Il risultato è la formazione di un minimo depressionario tra il Golfo del Leone e la Sardegna, che il modello matematico europeo vede attivo soprattutto lunedì 19.

Le piogge in quel caso interesserebbero in modo particolare il Nord-Ovest, la Liguria con Genova in prima linea, l’arco alpino e le regioni tirreniche, mentre sulle Alpi occidentali, oltre i 2.000 metri, potrebbe fare la sua comparsa la prima neve vera della stagione. Ne avevamo già accennato nell’articolo sulle nuove piogge dal 18 ottobre e i dati di oggi lo confermano. Non parliamo di un evento estremo (è prematuro parlare di dati, anche se le mappe sono eloquenti), va detto, ma di piogge che per molte zone sono attese da tempo, visto che la siccità su varie aree dell’Italia resta un problema serio in diverse regioni.

 

ECMWF le piogge previste nei prossimi 15 giorni
ECMWF le piogge previste nei prossimi 15 giorni
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Stima delle precipitazioni attese per i prossimi 15 giorni da GFS.

La settimana dal 20 al 24: il Sud resta mite, le Isole un po’ meno

Dopo il primo impulso, la configurazione non si sblocca del tutto: sul Nord Europa resta l’alta pressione, e nel Mediterraneo continuano a girare piccoli vortici di bassa pressione, che si spostano lentamente tra Spagna, Baleari e Algeria. Per l’Italia questo significa un tempo un po’ altalenante: al Sud e in Sicilia le correnti meridionali mantengono temperature sopra la media, con l’aria in quota che resta sui 12-16°C, mentre la Sardegna si trova più esposta e potrebbe ricevere piogge a più riprese, specie sul settore meridionale verso Cagliari.

Nel frattempo sull’Europa orientale si accumula aria parecchio fredda, a 1.500 metri anche sotto i -10°C tra Russia e Ucraina, un dettaglio da tenere d’occhio.

 

Fine ottobre: più instabilità e un primo assaggio di freddo

Tra sabato 24 e lunedì 26 il modello matematico europeo porta un nuovo minimo depressionario a ovest della Sardegna, con pressione intorno ai 1.000 hPa. Davanti a questa figura soffierebbe lo scirocco, che richiama aria mite sul Centro-Sud e piogge su Sardegna, regioni tirreniche e Sicilia, con Palermo e la parte occidentale dell’isola tra le zone più coinvolte.

Il passaggio più interessante però è l’ultimo, quello del 27-28 ottobre. Il modello matematico americano disegna una saccatura profonda (cioè una “lingua” di aria fredda in quota che scende da nord) tra la Francia e il Mediterraneo occidentale, mentre quello europeo vede un minimo sul Tirreno e aria più fredda che raggiunge il Nord Italia. In questo scenario ci sarebbe neve sulle Alpi anche a quote non altissime e un calo termico sensibile al Nord, tipo quello delle piogge e neve sui rilievi, con Milano e la Pianura Padana che sentirebbero per la prima volta un’aria davvero autunnale.

Attenzione però, a due settimane di distanza i modelli matematici possono cambiare proiezioni anche di parecchio. La direzione di fondo comunque è chiara: la parentesi mite dei prossimi giorni lascia spazio a un autunno più dinamico, con piogge utili e, verso la fine del mese, le prime avvisaglie della stagione fredda. Per chi vuole guardare ancora più lontano c’è il nostro confronto tra le tendenze per dicembre.

 

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