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Neve sulle Alpi: a che punto siamo

Siamo ormai sul finire della prima decade di novembre ed è essenziale fare il punto della situazione sulle nevicate presenti sulle Alpi. Questo perché, intanto, è assolutamente normale avere condizioni meteo di questo tipo nel cuore dell’autunno e, in secondo luogo, la nostra domanda è capire se le recenti nevicate che hanno interessato le quote medio-alte dei settori piemontesi e valdostani siano state un primo timido assaggio di imbiancate oppure semplicemente una toccata e fuga. Volendo vedere, fino a questo momento mancano ancora all’appello le grandi perturbazioni atlantiche, quelle in grado di portare precipitazioni abbondanti e accumuli nevosi importanti, magari a quote non eccezionali.

Cosa sta cambiando

Negli ultimi anni l’autunno non è stato quasi mai particolarmente generoso in termini di neve, soprattutto alle quote basse. Sempre più spesso si è dovuto attendere l’ultimo momento per vedere le montagne innevate, magari a fine novembre, quando qualche volta è riuscito a nevicare anche in pianura, ma si è trattato semplicemente di imbiancate coreografiche. Poi ci sono state annate disastrose, in cui nel cuore di dicembre o gennaio si sono dovuti accendere i cannoni sparaneve, perché c’erano anticicloni talmente ingombranti che era impossibile anche solo pensare di sciare.

Quest’anno potrebbero esserci tendenze positive

Si potrebbe aprire una lunga fase di maltempo a cominciare da martedì 10. Le tendenze meteo di GFS ed ECMWF appaiono piuttosto concordi e indicano l’apertura della circolazione atlantica, accompagnata da un lento abbassamento del getto polare, a cui seguirebbe un indebolimento delle strutture anticicloniche e, finalmente, l’arrivo della Dama Bianca a quote via via più basse. Sarebbe l’incipit di una lunga serie di impulsi instabili diretti verso l’arco alpino.

Se da un lato è vero che non farà mai veramente freddo, perché la matrice dell’aria è oceanica, dall’altro il susseguirsi delle perturbazioni potrebbe determinare accumuli consistenti, soprattutto oltre i 2000-2500 metri. Non possiamo escludere nemmeno imbiancate sotto i 1500 metri, ma i flussi umidi e miti non permetterebbero grandi accumuli alle quote inferiori, con una quota neve che resterebbe piuttosto alta.

piogge super
Impressionanti quantità di pioggia sulle zone esposte ai flussi sud-occidentali; arrivano almeno 5 giorni di precipitazioni battenti e nevicate copiose, ma solo a quote medio-alte per il periodo, difficilmente sotto i 1500 metri, perlomeno in maniera diffusa

Diamo qualche localizzazione geografica

Secondo le proiezioni di ECMWF, riferite al periodo compreso tra il 10 e il 15 novembre, possiamo aspettarci importanti accumuli soprattutto sulle Alpi occidentali, con valori persino di 70-80 cm sulle zone esposte della Valle d’Aosta. In Lombardia possiamo citare l’esempio delle Alpi della Valtellina (valori di 50 cm), mentre quantitativi decisamente più contenuti riguarderebbero le Orobie e i rilievi del Trentino (una trentina di centimetri). Gli accumuli dovrebbero scemare via via che si procede verso est, sia perché in questo caso il richiamo d’aria locale è più mite, sia perché non si forma il famoso cuscino freddo padano tipico della zona occidentale: l’aria richiamata dal Mare Adriatico non sorvola quindi una zona più fredda e rimane decisamente mite.

neve
Neve stimata dal modello ECMWF-HRES. Gli accumuli varieranno da qualche cm fino a oltre 80 sui versanti valdostani del sud; eccellente imbianca per il periodo, ma comunque non farà mai realmente freddo…

Ma sarà l’inizio di un periodo duraturo?

Non abbiamo la sfera di cristallo. Come sempre accade in questi casi, molto dipenderà dall’evoluzione della circolazione a livello continentale, soprattutto da fine novembre in poi. Se il flusso occidentale dovesse tornare bello forte, non solo porterebbe precipitazioni durature, ma soprattutto abbasserebbe le temperature fino a valori attorno alla media, con conseguenti nevicate a quote bassissime. Ricordiamo una cosa ai lettori: non servirebbero necessariamente irruzioni di aria fredda continentale perché, a ben guardare, il semplice avanzamento della stagione, accompagnato da precipitazioni frequenti e temperature in graduale diminuzione, permetterebbe delle belle nevicate anche a quote interessanti. Ovviamente non su città come Milano, Torino o Bologna, ma almeno in località oltre gli 800-1000 metri, quello sì. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per vedere quanto durerà effettivamente questa lunga fase perturbata di metà novembre.

piogge
Anche attorno al 14-15 Novembre ci aspettiamo piogge decisamente frequenti: insomma, prepariamoci a un periodo decisamente perturbato a lungo!

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

 

 

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