Seguici su Google

sci alpino kj

Per l’inverno 2026-2027 sulle Alpi il quadro è quello di una stagione – complessivamente – più mite e più piovosa del normale, con quota neve alta. La neve potrebbe essere buona, o anche abbondante, alle quote elevate, mentre la situazione appare più critica alle quote medie e basse. Ma non significa che non ci saranno nevicate. E’ opportuno non trarre conclusioni affrettate e soprattutto, considerare questo articolo come una previsione meteo puntuale.

 

Il quadro stagionale secondo ECMWF e Copernicus

Le proiezioni stagionali di ECMWF, diffuse da Copernicus C3S con la corsa di ottobre, e i confronti multi-modello indicano temperature superiori alla media su quasi tutta l’Europa. Nel Nord America, ad esempio, in specie gli USA, si prevede un rigido inverno, quindi da qualche parte, e non solo da loro, farebbe più freddo rispetto alla media. Sulla maggior parte delle Alpi emerge inoltre un segnale umido più marcato che si traduce in abbondanti nevicate. Queste stime le abbiamo rilevate anche con ECMWF nel passaggio di previsione sino a 46 giorni, che vede finalmente l’arrivo della pioggia sul Nord Italia in pianura, dove in dicembre piomberebbe il freddo invernale. E questo non è un fattore trascurabile sulla quota neve. Infatti, queste previsioni che sono più affidabili, in linea teorica rispetto alle stagionali, contradicono parte della previsione, promettendo neve a quote anche sotto i 1000 metri.

In molte zone alpine sono quindi attese precipitazioni superiori alla media, ma con una quota neve elevata secondo le previsioni ad ampio raggio, ma voglio porre una riserva considerando altre mappe. Il passaggio da pioggia a neve avviene tipicamente tra 1400 e 1800 metri, a seconda delle zone e delle singole perturbazioni, con la tendenza a collocarsi più in alto del normale. Sopra i 1800-2000 metri l’umidità atlantica cade più facilmente sotto forma di neve; più in basso aumenta il rischio di pioggia, soprattutto nelle fasi più miti. Questo aspetto è determinante per il corretto, e meno oneroso funzionamento delle stazioni sciistiche alpine.

Un’analisi dettagliata di OnTheSnow/Skiinfo, basata sui dati ECMWF di ottobre e aggiornata a fine mese, mostra che le Alpi francesi e italiane hanno le migliori probabilità di ricevere più neve del normale nella maggior parte delle località esaminate: 10 su 13 tra i grandi comprensori francesi e tutte le 8 località italiane prese in considerazione. Alto Adige, Valle d’Aosta e parte della Lombardia ottengono buoni risultati. Secondo la stessa analisi, la quota neve media resterebbe in linea con quella degli ultimi inverni, tra circa 1250 e 1480 metri a seconda della zona. La Svizzera presenta invece un quadro misto, sia per quantità di neve sia per copertura. Nel complesso l’innevamento risulta spesso vicino alla norma o variabile, con le stazioni sciistiche più alte favorite. Il prossimo aggiornamento è previsto a metà novembre.

Severe Weather Europe, nell’analisi multi-modello di Andrej Flis, segnala invece un segnale nevoso più debole su gran parte dell’Europa di bassa e media quota, a causa del flusso mite occidentale. Sulle Alpi i modelli divergono molto, passando da surplus a deficit marcati: la media si colloca vicino alla norma o leggermente al di sotto nelle Alpi occidentali, con un livello di confidenza basso. Le quote alte restano l’eccezione positiva grazie al contributo dell’umidità. Riecco che però si parla di umidità, precipitazioni abbondanti su previsioni a lungo termine, così sarebbe dovuto essere ottobre, ma non mi sembra che la previsione si sia avverata.

 

La situazione all’inizio di novembre

In questi giorni è in corso un primo passaggio nevoso più significativo sulle Alpi sud-occidentali, tra Alpi Marittime, Piemonte e confine francese. Le previsioni indicano accumuli di 15-40 centimetri alle quote più alte, localmente anche superiori, con una quota neve che può scendere tra 1300 e 1800 metri a seconda dei settori.

I ghiacciai sono già aperti o in apertura, tra cui Hintertux, Sölden e Kitzsteinhorn. Anche alcune località non glaciali, come Verbier e Kitzbühel, stanno avviando la stagione su settori limitati. Come di consueto, molte stazioni apriranno gli impianti principali tra metà e fine novembre.

 

I fattori di incertezza

Il Super El Niño favorisce una configurazione mite e umida. Un eventuale disturbo del Vortice Polare, già in discussione per novembre, potrebbe invece portare episodi più freddi e abbassare temporaneamente la quota neve, ma il segnale non è ancora consolidato.

Le previsioni stagionali hanno inoltre limiti importanti: descrivono le probabilità medie del trimestre, non i tempi delle singole nevicate.

In pratica, per le quote alte alpine ci si può attendere un inverno in linea con quelli degli ultimi anni o leggermente migliore, con neve utile soprattutto dove si scia in alto. Più in basso la stagione potrebbe essere più altalenante e piovosa. Gli aggiornamenti di metà novembre di Copernicus offriranno un quadro più chiaro per dicembre e il resto della stagione.

Seguici su Google