
Stavolta ci siamo. Per alcuni giorni i modelli meteo sono stati piuttosto incerti nell’inquadrare la possibilità di una fase perturbata decisamente generosa per l’Italia. Ma ora è tutto confermato e la grande novità è che, con elevatissima probabilità, le correnti atlantiche torneranno a interessare il Mediterraneo. Per almeno tre o quattro giorni potremmo avere il transito di diverse perturbazioni, che porteranno un aumento dell’instabilità soprattutto sulle regioni settentrionali e sulle centrali tirreniche, le aree che nell’ultimo peggioramento hanno ricevuto meno pioggia. Ma andiamo a vedere la timeline delle precipitazioni in questo nostro nuovo articolo.
Quando riprende a piovere
Il primo peggioramento è atteso per martedì 10. L’impulso perturbato attraverserà rapidamente l’Italia, muovendosi da nord-ovest verso sud-est. Non sarà un passaggio particolarmente duraturo e anche le precipitazioni non sarebbero granché abbondanti. In linea generale, le zone maggiormente interessate saranno quelle del versante tirrenico, in particolare tra Toscana e Lazio, dove sono attesi rovesci generalmente di moderata intensità (non escluso qualche temporale più vivace), con piogge deboli e intermittenti sul resto del Nord. La giornata di mercoledì 11 dovrebbe essere una sorta di pausa, prima di un vero e proprio cambiamento radicale.

Forte maltempo tra giovedì 12 e venerdì 13
Segniamoci sul calendario queste due giornate: giovedì 12 e venerdì 13. Le elaborazioni di GFS ed ECMWF propendono per la possibilità di una perturbazione decisamente più organizzata, associata all’approfondimento di una circolazione depressionaria sull’Europa occidentale. Sarebbe un vero e proprio affondo perturbato in pieno stile novembrino. Ne nascerebbe un minimo ben strutturato, coadiuvato da correnti meridionali e sud-occidentali, le quali favorirebbero condizioni di maltempo più estese e persistenti.
È chiaro che mancano ancora parecchi giorni, però proviamo a effettuare una sorta di localizzazione geografica. Le aree maggiormente interessate dalle precipitazioni sarebbero: Liguria, Lombardia, tutto il Triveneto, Toscana, Lazio e Campania. Attenzione alla zona tra Liguria e Alta Toscana, dove, con correnti di questo tipo e in presenza di temporali marittimi insistenti, potrebbero cadere addirittura oltre 150 millimetri di pioggia. Stiamo ovviamente parlando di una stima senza una certezza di fondo, quindi invitiamo i lettori a non prenderla come un’effettiva previsione meteo: piuttosto è un rischio che si potrebbe correre e pertanto si dovrà stare attenti.
Ottima imbiancata sulle Alpi, ma attenzione: il clima non sarà particolarmente freddo e quindi la quota neve dovrebbe rimanere elevata, generalmente oltre i 2000 metri. Sicuramente ci saranno delle fasi in cui la Dama Bianca potrebbe scendere anche a 1500 metri, ma non stiamo parlando di una versione tipica del cuore dell’inverno, assolutamente no.

Italia a due velocità
Come detto, quasi tutte le regioni adriatiche, il Meridione (a eccezione della Campania) e la Sicilia potrebbero addirittura non vedere quasi una goccia d’acqua ed essere totalmente escluse da questi peggioramenti. Volendo vedere, qui il cambiamento dovrebbe essere semplicemente un rinforzo dei venti di Libeccio, Ostro e localmente Scirocco. Queste correnti trasporteranno masse d’aria particolarmente miti dal Mediterraneo e dal Nord Africa, permettendo una vera e propria impennata termica. Si tratta di una manovra tipica di questa stagione, che potrebbe portare a toccare valori ben superiori alla norma del periodo, soprattutto sulle regioni ioniche e adriatiche: anche cinque o sei gradi al di sopra delle medie di riferimento, con punte superiori. Non escludiamo valori persino superiori ai 25 gradi!
Torna quindi un’Italia divisa in due: abbondanti piogge e al maltempo al Nord e sulle centrali tirreniche, più mite e nettamente soleggiato altrove. Si tratta ancora di una tendenza meteo da confermare, ma oramai i segnali dei modelli cominciano a farsi sempre più solidi e, in fondo, quando tante emissioni modellistiche sono concordi, è davvero possibile che questo periodo prenda una piega decisamente diversa rispetto ai soliti anticicloni.

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i run dei seguenti modelli meteo: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON – DWD, Météo-France

