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Gentili lettori, in questo articolo andiamo ad analizzare quanto sia effettivo, nella prossima settimana, il ritorno del flusso atlantico. Sappiamo bene che molti di voi apprezzano le giornate un poco più tiepide, magari con un pallido sole autunnale. I colori del foliage vengono esaltati quando c’è una bella luce azzurra, il cielo è color cobalto e il sole è basso, tanto che si può fotografare tranquillamente anche nelle ore centrali del giorno. Ma non dimentichiamoci che siamo nel periodo statisticamente più piovoso dell’anno, e quindi è fondamentale che piova: non solo con una passata temporalesca di qualche ora, ma anche per intere giornate.

Che cosa sta succedendo

Abbiamo vissuto un periodo caratterizzato dalla presenza insistente del solito anticiclone. Anche se sull’Italia ci sono state piogge diffuse, soprattutto al Centro-Sud, il merito non è stato di un flusso atlantico, ma di una discesa di aria fredda che, una volta giunta sui nostri mari, ha permesso lo sviluppo di piogge e temporali. Non si è formato comunque un minimo al suolo, e quindi non possiamo parlare di un clima pienamente autunnale. Ma qualcosa sta cambiando.

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Piogge irregolari e non continuative: non possiamo parlare di pattern meteo pienamente autunnale

I modelli stanno analizzando la situazione

Diamo per sicuro che la prossima settimana ci sarà un periodo instabile per molte regioni, soprattutto quelle di ponente. Al tempo stesso, però, dobbiamo spiegare ai nostri lettori che la distribuzione delle piogge non è ancora certa. Rimangono infatti alcune differenze importanti tra gli scenari proposti, in particolare per quanto riguarda la quantità e la ripartizione delle precipitazioni. Non tutti i modelli concordano sull’effettiva intensità del peggioramento, né sulla tempistica e sulla durata. E adesso approfondiamo la queste dal punto di vista tecnico.

Perché succede questo?

Al di là del fatto che una fisiologica incertezza è sempre plausibile quando si parla di tendenze meteo oltre 7 giorni, qui sorge un altro problema: anche l’orografia del territorio ha un ruolo determinante. Sappiamo bene che il nostro Paese è ricco di montagne, vallate e mari, e l’interazione tra tutti questi elementi naturali può favorire le piogge in alcune zone e lasciarne altre completamente all’asciutto. A ben vedere, per assistere a una vera fase autunnale, oltre a correnti in quota particolarmente favorevoli (come quelle occidentali e sud-occidentali), servono anche depressioni al suolo ben organizzate, capaci di richiamare umidità e permettere precipitazioni diffuse. Se manca questo tassello, il peggioramento non può essere considerato pienamente autunnale.

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Piogge sempre più probabili dal 12 Novembre in poi, ma la distribuzione è ancora ovviamente molto incerta

Ed ecco qui che emerge la maggiore incertezza

Le depressioni mediterranee riescono a nascere quando le saccature atlantiche penetrano con decisione nei nostri mari. Se invece l’affondo depressionario risulta poco incisivo, come un semplice calo della pressione in quota (geopotenziale), allora non si riesce a creare un minimo ben strutturato al suolo: solo le aree esposte ai flussi ricevono buone piogge, mentre tutte le altre restano pressoché all’asciutto. È proprio una questione di fisica dell’atmosfera, non c’è niente da fare. Sono dinamiche che sono sempre esistite, solo che ultimamente stanno suscitando maggiore interesse nel grande pubblico, perché dopo un’estate calda ed estremamente secca è lecito aspettarsi un recupero idrico per molte regioni italiane.

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SI verrebbe a creare una sorta di dualismo tra le zone di ponente (con tanta pioggia) e quelle più a est, all’asciutto o sotto qualche locale piovasco; inutile dare ulteriori dettagli, che saranno appannaggio dei prossi9mi aggiornamenti

La domanda cardine

Torniamo al quesito principale. Il peggioramento tra l’11 e il 15 Novembre rappresenterà l’unica occasione di maltempo? In altre parole, sarà il preludio di una fase meteo perturbata anche di lungo periodo, oppure da metà mese tornerà il solito anticiclone guastafeste?

Soltanto alcune proiezioni del modello GFS, oltre metà mese, mostrano un possibile nuovo peggioramento, ma la distanza temporale è tale da non consentire valutazioni attendibili. Non tutti i modelli arrivano a quel range temporale, pertanto non ci si può basare su una singola uscita di un singolo modello.

Quello che possiamo dire è che la prossima settimana potrebbe rappresentare un primo passo verso un periodo decisamente instabile, con precipitazioni diffuse e la possibilità di correnti da sud-ovest per tre giorni (o forse di più). Già questo è un buon punto da cui partire, ma resta da capire quanto sarà efficace e vigorosa la saccatura in arrivo dalla Spagna. L’auspicio è che riesca a portare precipitazioni sufficientemente diffuse e distribuite nel tempo, affinché vengano assorbite bene dai terreni. Ovviamente non abbiamo più il problema del caldo e della siccità superficiale, ma ora la vera questione è riuscire a reintegrare le riserve idriche perse con la calura dei mesi passati. Non deve necessariamente farlo tutto in un colpo, però è opportuno che lo faccia. E allora auspichiamo un periodo con condizioni meteo davvero del tutto autunnali.

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

 

 

 

 

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