
Appare, oramai, molto verosimile, sulla base degli ultimi dati forniti dai modelli matematici, in particolare dal centro di calcolo europeo ECMWF, una prossima azione perturbata atlantica verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. Dopo una prima parte di autunno avara di perturbazioni atlantiche, si profila un cospicuo periodo, i prossimi giorni e anche tutta la seconda decade di Novembre, all’insegna di ricorrenti azioni perturbate di matrice oceanica, magari solo con qualche giorno di stacco tra l’una e l’altra. Una di queste, probabilmente la più sostanziosa, prenderebbe piede dal 12 Novembre, quindi da metà circa della prossima settimana, e si protrarrebbe per tutta la seconda decade, dunque almeno fino al 20 circa. Probabilmente 7/8 giorni all’insegna di piogge pressoché continue su gran parte del Paese, forti nella fase 12/13, in particolare sull’Alto Tirreno e al Nordest, ma diffuse anche sul resto del Nord e delle aree tirreniche, nei giorni a seguire, piogge moderate, ma costantemente presenti, meno solo sul Medio e Basso Adriatico, al Sud e sulla Sardegna orientale. Ma quale sarebbe, poi, l’evoluzione successiva, ossia tra le battute finali della stagione autunnale e l’inizio dell’inverno meteorologico con l’avvento di Dicembre?
Lo Stratwarming precoce e il possibile cambio di circolazione
In pregresse analisi abbiamo già evidenziato un evento stratosferico, in corso in questi giorni e magari più pronunciato in quelli immediatamente successivi, che potrebbe essere di particolare rilevanza: un riscaldamento anomalo e precoce nella Stratosfera polare. Riscaldamenti improvvisi in quella sezione atmosferica sulla verticale del Vortice Polare, specie se dell’entità di quello previsto, fino a 20°C di aumento in una manciata di giorni, possono creare un disturbo significativo alla circolazione del vortice a quella quota, tale da potersi ripercuotere anche sul moto vorticoso in basso, ossia in Troposfera. Una ripercussione che si tradurrebbe in un’inversione della circolazione portante, da una più mite e umida occidentale verso una più fredda settentrionale o nordorientale. Abbiamo anche evidenziato che non sempre il disturbo si trasmette verso il basso e, quand’anche lo facesse, non avrebbe automaticamente effetti in termini di freddo anche alle basse latitudini europee e mediterranee. In ogni modo, i modelli matematici che indagano il lungo periodo, fino a 30 giorni, hanno prospettato nell’ultimo aggiornamento una possibile ipotesi di azione barica più tipicamente invernale nel più lungo termine. Con buona probabilità hanno messo nel conto un condizionamento dall’alto sulla circolazione in basso, condizionamento che potrebbe tradursi nell’avvento, per qualche fase, di correnti relativamente fredde settentrionali.
Tra fine Novembre e Dicembre le prime fasi invernali
Con i dati di oggi, la fase più predisponente sembrerebbe essere, dai forecast, quella compresa tra l’ultima settimana di Novembre e la prima decade o metà di Dicembre. Il periodo indicato comprenderebbe 15/20 giorni circa, naturalmente non tutti vocati ad azione meridiana, ma in questa fascia temporale ci sarebbero più opportunità di correnti fredde dirette anche verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. Quanto fredde, ovviamente, non è un dato chiaramente evincibile da queste proiezioni mensili più sommarie: le indicazioni maggiori sarebbero, a ora, per impulsi freddi di matrice nordatlantica, quindi sub-polare marittima o, al più, artica, magari non freddissimi, tuttavia potenzialmente in grado di portare qualche fase più invernale per l’Italia. Prime meridianizzazioni potrebbero verificarsi tra il 23/25 e fine Novembre, con qualche primo assaggio di inverno, soprattutto al Nord e sull’Appennino centro-settentrionale, dove potrebbero fare la loro comparsa locali nevicate fin sotto i 1.000 metri.
Successivamente, dopo qualche fase con rimonta temporanea dell’alta pressione o anche qualche intermezzo più umido atlantico, potrebbero tornare cavi depressionari affondanti lungo i meridiani centrali europei, magari qualcuno anche con connotazione artica, e arrecare sull’Italia condizioni più spiccatamente invernali, all’insegna di piogge diffuse e locali nevicate fino a bassa quota al Nord e a quote collinari sull’Appennino. Questa fase maggiormente vocata a un inverno più serio, potrebbe prendere piede, stando alle simulazioni stagionali, dal 4/5 Dicembre fino a fine prima decade o anche verso metà mese. Monitoreremo costantemente l’evoluzione stagionale, apportando periodici aggiornamenti sull’ipotesi di azioni fredde precoci. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

