Seguici su Google

novembre 21 nvmbr

A questo punto è tutto nelle mani di novembre. È vero, nel corso degli ultimi giorni le condizioni meteo-climatiche hanno fatto registrare un sensibile peggioramento. Tra l’altro, come ben sappiamo, i fenomeni che hanno interessato varie regioni d’Italia sono risultati particolarmente violenti

 

Non è tuttavia una novità. Spesso e volentieri abbiamo ricordato che l’enorme quantità di energia termica contenuta nel Mediterraneo avrebbe certamente innescato precipitazioni di una certa intensità. In effetti, in varie zone d’Italia, nel corso delle ultime ore le piogge hanno fatto registrare accumuli imponenti, talmente elevati da causare danni e disagi.

 

Tuttavia, non è questo l’autunno che dovremmo aspettarci. La mancanza dell’Oceano Atlantico continua a rappresentare senz’altro il tema dominante della stagione, ovviamente accompagnata dalla costante presenza dell’Alta Pressione.

 

È bene infatti evidenziare che i peggioramenti registrati finora sono stati determinati da brevi intermezzi oceanici, spesso e volentieri accompagnati dall’isolamento di strutture cicloniche secondarie proprio all’interno della struttura anticiclonica. Sembra essere questo l’andamento di ottobre, anche perché, osservando i modelli matematici, le ultime emissioni non lasciano intravedere una vera svolta. Probabilmente, per quella che a tutti gli effetti rappresenterà la svolta autunnale conclamata, si dovrà attendere il mese di novembre.

 

È vero, affidarsi a un unico mese per risollevare le sorti dell’autunno è un grosso azzardo. Soprattutto, affidarsi a novembre anche per gettare le fondamenta della prossima stagione invernale è senz’altro un rischio considerevole.

 

Purtroppo, però, non possiamo fare altro. In tal senso, dobbiamo cercare di capire che cosa ci dicono le autorevoli proiezioni mensili. Abbiamo pertanto controllato i modelli a più lungo termine, cercando di capire se il prossimo sarà un mese in grado di ripristinare la circolazione atlantica e quindi di segnare ufficialmente la vera svolta stagionale.

 

I segnali, in tal senso, ci sono, anche perché il vortice polare sta progressivamente accelerando e potrebbe, almeno in una prima fase, favorire un rafforzamento del flusso oceanico.

 

Diciamo che novembre 2026 potrebbe essere il mese più autunnale in assoluto. Tuttavia, c’è da dire che il progressivo condizionamento di El Niño ci espone anche al rischio di un ritorno dell’Alta Pressione. Ciò significa che dare per spacciato l’anticiclone africano sarebbe un grosso errore.

 

Detto questo, dobbiamo comunque augurarci che sia molto meno invadente rispetto a quanto avvenuto fino a questo momento. Se vogliamo che la stagione possa riprendersi, non soltanto dal punto di vista delle piogge ma anche da quello delle temperature, l’unica strada percorribile è quella atlantica.

 

C’è però un altro rischio concreto: quello del freddo. Gli stessi modelli a lungo termine ci dicono infatti che, nel corso del mese di novembre, potrebbero intervenire scambi meridiani piuttosto marcati.

 

Se ciò dovesse accadere, si potrebbe passare da un clima estremamente mite, dal sapore vagamente estivo, all’inverno prematuro. Un rischio concreto che, peraltro, nel corso degli ultimi anni si è verificato frequentemente. Ragion per cui, qualora dovesse accadere anche nel 2026, non ci sarebbe nulla di cui stupirsi.

Seguici su Google