Seguici su Google

pioge forse 2

Da marzo manca una vera perturbazione

I nostri lettori sanno bene che, oramai da un paio di settimane, cerchiamo, nelle nostre previsioni meteo, di capire quando possano tornare le precipitazioni veramente diffuse sul nostro Paese. Non è un nostro cruccio, né il desiderio di avere giornate grigie e cupe. C’è davvero bisogno che le perturbazioni riescano a sfondare il muro anticiclonico e a proporre finalmente condizioni piovose su molte regioni e per più giornate consecutive. Vi faccio una domanda: a quando risale l’ultima perturbazione organizzata capace di portare piogge diffuse e ben distribuite su gran parte dell’Italia? Molti di voi potrebbero non saperlo, ma vi do la risposta: l’ultimo fronte perturbato in grado di interessare il nostro Paese in modo totale, ovvero dalle Alpi alla Sicilia, risale incredibilmente alla metà di marzo.

Quanti anticicloni!

Praticamente da sei mesi, sull’Europa occidentale e centrale si è consolidata una configurazione atmosferica dominata da anticicloni particolarmente estesi e persistenti. Certo, ci sono state piogge anche violente e nubifragi, e magari alcune aree del nostro Paese sono paradossalmente in media pluviometrica annuale, eppure molte altre risultano in forte deficit. Questa anomalia ha ostacolato il normale ingresso delle perturbazioni atlantiche, costringendole a deviare oppure a indebolirsi prima di raggiungere il Mediterraneo. Le conseguenze sono aggravate anche dal caldo estremo che abbiamo avuto quest’estate. Ecco perché il nostro auspicio è che ritornino precipitazioni veramente diffuse e durature, senza ovviamente sfociare in nubifragi e alluvioni.

Le poche perturbazioni riuscite a raggiungere l’Italia hanno infatti prodotto piogge e temporali piuttosto circoscritti, insistendo magari parecchio su alcune aree e lasciandone altre in condizioni di marcata sofferenza. In diverse regioni la siccità è diventata particolarmente grave, mentre i rovesci occasionali, spesso brevi e localizzati, non sono mai stati sufficienti a garantire un recupero idrico. A ben vedere, nessuna zona d’Italia è completamente in surplus pluviometrico da mesi.

edhc
Anticicloni fin troppo presenti in questi mesi e pure in Ottobre

Che cosa potrebbe accadere

Esistono possibilità concrete di interrompere questa lunga fase di stabilità atmosferica? Negli ultimi mesi non sono mancati segnali di un possibile cambiamento, ma diversi tentativi sono rimasti senza conseguenze durature. Per questo motivo è opportuno evitare di sbandierare ai quattro venti l’arrivo dell’autunno. Anche in questo caso, nonostante le mappe a lungo termine possano essere ghiotte, bisogna procedere sempre con le dovute e numerose cautele.

Si può notare una cosa molto interessante: nel periodo dopo il 20 ottobre si verrebbe a creare il cosiddetto “flusso atlantico basso”, ovvero una zona depressionaria che potrebbe coinvolgere il nostro Paese ma che non riesce a interessare tutti in maniera democratica. Ne derivano quindi alcuni aspetti degni di nota. Potrebbe sicuramente piovere in maniera abbastanza diffusa, ma le precipitazioni rimarrebbero comunque piuttosto irregolari e non rappresenterebbero, pertanto, una vera e propria svolta per le falde acquifere, i terreni e i ghiacciai alpini. Serviranno molte conferme nelle prossime tendenze meteo, perché per adesso si tratta ancora di una prospettiva da seguire e monitorare, non di un cambiamento già garantito.

kwebc
Palude barica dal 20 ottobre in poi: fase con molte nubi, qualche pioggerella, ma nessua perturbazione realmente forte e persistente

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

 

Seguici su Google