
Come già scritto in numerosi nostri approfondimenti, il passaggio più instabile è atteso nella giornata di giovedì 8 ottobre, con maltempo diffuso e condizioni meteo finalmente di stampo realmente autunnale. Successivamente il quadro a livello europeo cambierà almeno in parte, per effetto della rotazione delle correnti dai quadranti settentrionali e del nuovo rinforzo dell’anticiclone sull’Europa occidentale. Se in una prima fase i valori saranno ancora piuttosto frizzanti e attorno alle medie del periodo, in una seconda fase avremo un aumento deciso della pressione, con un sensibile incremento delle temperature, soprattutto in quota.
Periodo asciutto
Si vede nuovamente una serie di giornate asciutte sull’Italia? La risposta è sì, anche se, analizzando le tendenze meteo dei modelli GFS ed ECMWF, stavolta l’anticiclone non dovrebbe essere di una potenza esagerata. Ma andiamo per gradi. Nella prima immagine che vi mostriamo emerge con grande evidenza una vera e propria isola di tempo stabile e asciutto sull’Europa centro-occidentale. I massimi della struttura anticiclonica dovrebbero posizionarsi in prossimità dell’Europa centrale, favorendo condizioni generalmente tranquille anche su buona parte dell’Italia.
Come è logico che sia, cambierà di conseguenza anche il quadro termico. Le temperature, dopo la diminuzione prevista nei prossimi giorni, torneranno a salire, ma senza raggiungere valori troppo estremi, in relazione ovviamente al periodo in essere. Sarà più caldo soprattutto in quota, mentre nei bassi strati le inversioni termiche, oramai ben presenti sul nostro Paese, limeranno decisamente l’ascesa termica.
Attenzione, però: non tutta la Penisola sarà protetta dallo scudo anticiclonico. Le estreme regioni meridionali potrebbero infatti rimanere parzialmente esposte a correnti più instabili, con la possibilità di qualche fenomeno locale (brevi temporali e piovaschi) e con temperature più contenute rispetto al resto del Paese.

La successiva evoluzione
Buone notizie per chi non ama gli anticicloni. Le attuali proiezioni modellistiche sembrano suggerire una durata piuttosto limitata: l’alta pressione potrebbe resistere al più quattro o cinque giorni, e all’orizzonte si intravede già una decisa irruzione fredda di matrice balcanica.
Mancano ancora molti giorni e ovviamente dovremo analizzare per bene la situazione, ma tra il 17 e il 18 ottobre potrebbe verificarsi un nuovo cambio di configurazione. Una saccatura colma di aria artica potrebbe interessare l’Europa centrale e successivamente coinvolgere anche l’Italia, sebbene il suo target principale dovrebbero rimanere i Balcani.
Se questa tendenza venisse confermata, potremmo avere il ritorno delle piogge su numerose regioni, in particolare quelle orientali e del Centro-Sud (la Valle Padana sarebbe in ombra pluviometrica per via delle Alpi), accompagnato da un contesto termico decisamente più fresco. Si tratterebbe quindi di una rivoluzione interessante, di stampo quasi invernale, con possibilità di freddo precoce.
Naturalmente, inutile dirlo, ma lo ripetiamo lo stesso: è ancora presto per definire con precisione aree e intensità dei fenomeni. Oltretutto non è ancora sicuro che questa configurazione venga effettivamente alla luce, perché non è escluso che possano esserci importanti variazioni o traslazioni della figura. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo.

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

