Sembra che non ci siano più dubbi. Gli ultimi aggiornamenti continuano a confermare che che da lunedì 6 ottobre si aprirà una nuova fase meteo decisamente mite. Ma a cosa andiamo incontro? In questo articolo scopriamo l’evoluzione dei prossimi giorni e la durata della nuova fase.
Maltempo in cessazione
Dopo le piogge previste tra la giornata di domenica e la notte di lunedì, l’atmosfera tornerà a stabilizzarsi grazie all’espansione di un vasto anticiclone delle Azzorre. Avrà il compito di spingersi con decisione su gran parte dell’Europa centro-occidentale e su una vasta porzione del Mediterraneo.
Si tratta di un ritorno importante dopo diverse settimane in cui a prevalere erano state perturbazioni, instabilità e persino un freddo insolito per la stagione. La sua assenza ha portato a una ventina di giorni estremamente turbolenti.
Le temperature che toccheremo
La presenza dell’anticiclone garantirà condizioni per lo più soleggiate e senza precipitazioni almeno fino a giovedì 9, ma a grandi linee potrebbe durare almeno fino al 12. Questo perché tra il 10 e l’11 è prevista una velocissima perturbazione che dovrebbe avere davvero pochissimi effetti in Italia.
Tornando ai valori, l’aumento dell’irraggiamento solare e la quasi totale stabilità favoriranno anche un netto rialzo delle temperature. A titolo di esempio, le massime torneranno a sfiorare i 24-26 gradi, soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori. Non è certamente un caldo estivo ma saremo comunque sopra le mele del periodo.

Un possibile cambiamento?
È ancora un po’ presto per dare dettagli precisi. Ma le novità sono le seguenti. A partire dal 12 del mese il quadro potrebbe nuovamente cambiare a causa di un fronte freddo in discesa dal Nord Europa, capace di riportare condizioni di maltempo abbastanza diffuso.
Si tratta di un possibile nuovo capitolo in un ottobre. Ma che adesso è solo una tendenza meteo. Invitiamo i lettori a seguire i nostri aggiornamenti quotidiani per capire se effettivamente sarà la svolta del mese.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
