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      Home » La svolta del fine caldo d’Estate, il primo lungo Stop nel Nord Italia
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneMeteo NewsZoom

      La svolta del fine caldo d’Estate, il primo lungo Stop nel Nord Italia

      Tra l'indice del Nord Atlantico che non offre certezze e le proiezioni a 46 giorni dei modelli matematici, proviamo a capire quando l'anticiclone africano allenterà la presa. Intanto la Francia brucia e nuovi picchi oltre i 40°C sono in arrivo su buona parte dell'Europa occidentale.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 26/07/2026
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      12 Min Lettura
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      La discesa di aria fresca in Italia.

      Un indice atlantico che, per ora, non aiuta

      Per ragionare sull’avvio della fine della stagione estiva nel dopo Ferragosto dobbiamo intercettare un indice del comportamento del clima che, alle nostre latitudini, fornisce informazioni preziose: l’indice del Nord Atlantico, la cosiddetta NAO. In teoria, quando diventa negativo dovrebbe spingere le perturbazioni verso il Mar Mediterraneo, a partire da quello occidentale. Almeno sulla carta.

      Contents
        • Un indice atlantico che, per ora, non aiuta
      • Cosa dicono i modelli a 46 giorni
        • Aria fresca in quota e la nuova bolla africana
        • Verso il 20 Agosto: un caldo che traballa
        • Norvegia, Alpi e i primi cenni di svolta
        • Cosa significa per la fine dell’Estate
        • La Francia nella morsa di caldo e incendi

      Nei prossimi giorni, invece, assistiamo a un fortissimo incremento verso l’alto dell’indice, sostenuto da un’alta pressione: in questo caso si tratta dell’anticiclone delle Azzorre. Successivamente, nei primi giorni di agosto, la NAO tende al negativo e – quasi a farlo apposta – torna poi a salire gradualmente man mano che l’ondata di calore si conferma sull’Italia. Al momento, perciò, questo indicatore non ci è di grande utilità per capire se avremo la rottura meteorologica di agosto, un dubbio che riguarda da vicino anche quanto potrà durare il caldo africano. Meglio allora andare a caccia di ulteriori informazioni.

       

      Cosa dicono i modelli a 46 giorni

      Esistono modelli matematici che prospettano le condizioni meteo su vasta scala fino a 46 giorni di validità, e anche questi li abbiamo consultati. Osservando le anomalie di temperatura, onestamente, si rimane basiti: i valori resterebbero superiori alla media, come spesso capita anche ai primi di settembre, cioè senza un’interruzione. Per carità, questo tipo di modello non intercetta il meteo puntuale, ossia il cambiamento atmosferico temporaneo, e ci proietta piuttosto verso una situazione d’insieme.

      Questi strumenti ci parlano un linguaggio diverso rispetto alla previsione classica, perché identificano la linea di tendenza come anomalie rispetto alla normalità; attraverso queste anomalie abbiamo la possibilità di intercettare il tempo che potrebbe esserci, ma non su scala locale. Ebbene, guardando quelle temperature vediamo che farà caldo e che i valori reggono sopra la media per tutto il periodo: un dato di fatto che ci porta a prospettare una lunga estate, con possibili record di caldo già a inizio agosto. Siccome però il caldo da solo non basta, dobbiamo capire che cosa potrebbe accadere in quota.

       

      Aria fresca in quota e la nuova bolla africana

      In questo momento è in atto un riversamento di aria fresca che interessa in maniera marginale il settore adriatico e, in modo diretto, le regioni del Mar Nero e i Balcani. Ha investito la Grecia, dove è comparsa addirittura la neve fino a 2.000-2.500 metri di quota: un crollo termico importante. Se lo avessimo avuto noi in Italia, avremmo avuto di che festeggiare.

      C’è poi una bolla d’aria fredda nel mare di Norvegia che spinge masse d’aria instabile verso sud-est ed è responsabile anche dei temporali in atto sull’Italia. Questa via, però, sta per chiudersi: un’altra bolla, quella proveniente dal Marocco e dall’Algeria, si espande in maniera esplosiva verso l’Italia e l’Europa occidentale. È la nuova fiammata africana con i 40°C, destinata a portare le temperature su valori molto elevati. Nel frattempo, nel mare di Norvegia, resta una marcata area di bassa pressione in quota, con temperature basse e aria fredda che si riverserà verso l’Islanda.

      Verso il 20 Agosto: un caldo che traballa

      Nei giorni a venire la nostra bolla d’aria calda, quella nordafricana, continuerà a insistere, e il modello a lungo termine la conferma anche quando i tradizionali strumenti previsionali – come il GFS americano o l’europeo ECMWF – vedono una discesa di aria più fresca verso l’Italia. Attenzione: non parliamo di freddo né di una rottura della stagione estiva. Anzi, il modello europeo, spingendosi fino a 46 giorni, vede purtroppo anomalie positive in quota, cioè alte pressioni che fanno persistere l’estate e che sono la causa delle temperature sopra la media di cui dicevo. Utile, in tal senso, il confronto tra ECMWF e GFS sui primi giorni del mese.

      Questa persistenza viene intercettata per un tempo lunghissimo, anche se tende a oscillare: e proprio da quell’oscillazione potrebbero nascere fasi temporalesche, soprattutto sulle regioni settentrionali. Non entrando nel dettaglio, potremmo anche avere nuove masse d’aria che scivolano verso est e sud-est, di norma dirette verso i Balcani e il Mar Nero. Come climatologia le Alpi e il Nord Italia dovrebbero risentirne, ma negli ultimi anni il Nord Italia viene interessato a intermittenza: alcune estati molto piovose, altre assolutamente secche, come quella che stiamo attraversando, e per giunta caldissima.

      Un altro elemento utilissimo per confermare le tendenze è la temperatura stimata in anomalia al suolo, sempre su un orizzonte di 46 giorni. Si parte da anomalie negative – l’aria fresca che il modello europeo sta aggiungendo – che tuttavia non possono eccedere rispetto a quelle attuali. Nel settore nord-occidentale l’anomalia non è irrisoria, ma questa nuova linea si estingue molto rapidamente, perché entro pochi giorni la settimana diventa caldissima e l’ondata di calore si espande verso l’Italia. Secondo lo stesso modello, le temperature resterebbero sopra la media per parecchi giorni, addirittura fino al 20 agosto, seppure in calo rispetto al periodo precedente.

      Piogge soprattutto al Nord Italia, in particolare le Alpi.

      Norvegia, Alpi e i primi cenni di svolta

      Attenzione alla Norvegia: la bolla era fredda e qualche danno lo farà, perché da quelle parti ci sarà un calo termico, con temperature sotto la media. Già da loro, insomma, l’estate inizia a traballare. Qui però parliamo di un’anomalia locale e di un modello a lunghissimo termine, che sulle previsioni di dettaglio lascia il tempo che trova. Verso il 20 agosto quello stesso modello intercetta temperature nella media sulle regioni alpine e, soprattutto, una ripresa delle piogge: potrebbe essere il segnale che, in quell’area, qualcosa cambia. A nord delle Alpi, invece, i valori resteranno sopra la media, ed è un elemento tutt’altro che trascurabile.

      Potrebbe essere una situazione temporanea. Nei primi giorni di settembre la regione alpina sembra quasi nelle grazie del clima, con temperature nella media, mentre il resto d’Italia rimane sopra la norma. Che sul resto del Paese si registrino valori così elevati trova giustificazione anche nei mari molto caldi, che manterranno alte le temperature: un fenomeno legato pure alle ondate di calore marino sempre più frequenti. Va detto, però, che tutta l’Europa sarà sopra la media: è una tendenza ormai globale, legata al Riscaldamento Globale in atto, perché viviamo in un mondo che si sta scaldando molto rapidamente e le temperature medie di riferimento risultano più basse rispetto al clima che sperimentiamo ogni giorno.

       

      Cosa significa per la fine dell’Estate

      In poche parole, la stagione estiva proseguirà, con l’anomalia sempre riferita a quel periodo di previsione. Verso la fine di agosto e i primi di settembre queste proiezioni a lunghissimo termine vedono un calo delle temperature e una ripresa delle precipitazioni, quasi per magia soprattutto sulle regioni alpine. E finalmente, verrebbe da dire, perché le Alpi stanno vivendo un gravissimo deficit pluviometrico dopo un altrettanto grave deficit nevoso, con danni evidenti all’ambiente naturale. Anche in Italia stiamo affrontando problemi ambientali legati alla carenza e all’irregolarità delle precipitazioni, come emerge pure dalla tendenza meteo per agosto.

       

      La Francia nella morsa di caldo e incendi

      Molto vicino a noi, però, la situazione è ben più grave. In Francia i danni provocati dalle anomalie sono di gran lunga superiori ai nostri: incendi boschivi mai visti prima, tanto che nelle ultime 24 ore si è arrivati a parlare di evacuare l’area metropolitana di Bordeaux. Una cosa pazzesca. Alla fine è stato confermato che quelle voci erano infondate, ma Bordeaux resta circondata dalle fiamme, con una macchina organizzativa senza precedenti: la Francia ha chiesto aiuto alla comunità europea per contenere roghi il cui fumo arriva perfino nei Paesi Bassi e nella vicina Germania. Una situazione drammatica, che si inserisce nei devastanti incendi tra Spagna e Francia di queste settimane.

      Tra l’altro, in questo momento la Francia non è nemmeno alle prese con l’ondata di caldo: nei giorni scorsi ha visto transitare dei temporali. Il grande caldo arriverà nei prossimi giorni, proprio ai primissimi della settimana, con picchi decisamente sopra i 40°C. Da quelle parti succede con facilità, per via di un tasso di umidità inferiore rispetto alla pianura padana, dove invece il fenomeno risulta più contenuto proprio per l’umidità molto elevata.

      Anche in pianura padana, tuttavia, si potrebbero toccare picchi molto alti – come mostra ad esempio il modello americano – qualora si verificasse un crollo del tasso di umidità unito a un vento di caduta dalle Alpi, capace di intensificare lo schiacciamento dell’aria nei bassi strati generato dall’alta pressione. Sono i due fattori che, insieme, si presentano proprio in Francia: nel sud-ovest l’aria scende e si surriscalda cadendo dai Pirenei, per poi riscaldarsi ulteriormente su terreni arroventati dal sole. Parliamo di suoli dove l’erba è ormai ingiallita, cosa per nulla normale da quelle parti: lì sì che si raggiungono le temperature prospettate dai modelli, a differenza del Nord Italia.

       

      Credit

      • ECMWF – Previsioni sub-stagionali (extended-range) fino a 46 giorni
      • NOAA Climate Prediction Center – North Atlantic Oscillation (NAO)
      • Copernicus EFFIS – European Forest Fire Information System
      • Copernicus Climate Change Service – European State of the Climate
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