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Prepariamoci a una nuova rimonta anticiclonica, che coinvolgerà tutte le nostre regioni a partire da domenica 13 settembre, garantendo condizioni meteo quasi del tutto stabili e un clima ancora piuttosto caldo per la stagione, ma senza particolari eccessi. L’alta pressione dovrebbe infatti accompagnarci almeno fino a martedì, quando però si prospetta un veloce ma incisivo cambiamento.

Che cosa accadrà

Con il progressivo calo della pressione sul comparto centrale del Continente europeo, si aprirebbe la strada al passaggio di una blanda saccatura, con i primi effetti nella serata di mercoledì 16 settembre. Un transito veramente molto rapido, con pochi effetti e alcuni temporali sparsi. Nonostante manchino poche giornate, resta ancora molta incertezza sull’effettiva evoluzione del peggioramento. I principali modelli meteo non sono infatti completamente concordi sull’intensità e sull’estensione del passaggio perturbato.

Nuovo rapido passaggio temporalesco per la prossima settimana

Le due visioni

Il modello ECMWF propone uno scenario molto rapido, con una perturbazione veloce e poco incisiva. In base a questa ipotesi, il guasto interesserebbe soprattutto alcune aree del Nord, in particolare i settori alpini e l’alto Adriatico, mentre il nord-ovest resterebbe praticamente del tutto asciutto.

Una visione differente arriva invece dal modello GFS, che da diversi giorni insiste sulla possibilità di un peggioramento più organizzato. Secondo questa evoluzione, tra il 16 e il 18 settembre l’instabilità potrebbe estendersi a una parte più ampia della Penisola. In particolare, bisognerebbe porre attenzione alla notte tra mercoledì 16 e giovedì 17. La media degli scenari del modello GFS evidenzia infatti un aumento delle probabilità di precipitazione sul Nord Italia e su parte delle regioni centrali.

Anche gli altri principali modelli mostrano comunque segnali interessanti. GEM prospetta piogge e temporali più diffusi, con un coinvolgimento anche delle regioni centrali, mentre ICON concentra maggiormente i fenomeni sulle zone affacciate sull’alto e medio Adriatico. Come vedete, la situazione è estremamente ballerina e bisognerà necessariamente aspettare gli aggiornamenti dell’ultimo minuto per sapere con precisione l’evoluzione del tempo.

Perché ve la proponiamo?

È una domanda lecita, visto che comunque molti di voi si aspetterebbero una maggiore precisione e invece sussiste ancora una notevole incertezza. La risposta è che in questa particolare fase l’alta pressione non è più dominatrice come nelle settimane passate. Solo gli ultimi run modellistici permetteranno di capire se la saccatura riuscirà davvero a interessare una discreta parte dell’Italia oppure se il peggioramento sarà più rapido e limitato alle regioni settentrionali, magari orientali.

Questa è sicuramente una buona notizia per quanto riguarda il pattern meteo a livello del Mediterraneo, anche se è doveroso ricordare che le alte pressioni di stampo oceanico comunque rimarranno piuttosto frequenti nelle prossime settimane. Non si vede, stando ai modelli, un vero e proprio cambio dello scenario sul Vecchio Continente, in particolare nelle zone meridionali.

Credit

ECMWF – Medium-range forecasts

NOAA NCEI – Global Forecast System (GFS)

Deutscher Wetterdienst – ICON model description

Environment and Climate Change Canada – GEM numerical model charts

Copernicus Climate Change Service – Climate bulletins

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