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Ondate di calore marino: la nuova normalità meteo climatica, le conseguenze per l'Italia

Le temperature superficiali del nostro mare crescono a un ritmo senza precedenti: cosa comportano le heatwave marine per il clima, gli ecosistemi e le nostre Estati

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Negli ultimi anni, nel Mar Mediterraneo sta emergendo un problema enorme, che gli scienziati analizzano ormai da tempo. Si tratta delle temperature superficiali del mare, le quali stanno aumentando con una rapidità senza precedenti, favorendo la comparsa di ondate di calore marine (heatwave), fenomeni sempre più intensi, estesi e persistenti. Se un tempo il mare rappresentava un naturale sollievo durante le estati più calde, oggi la situazione è profondamente cambiata. Quanti di voi si sono accorti che, fino a qualche decennio fa, l’acqua era fresca e venivano i brividi non appena si entrava, mentre adesso, in alcune circostanze, sembra di stare alle terme, soprattutto nel mese di agosto?

Un problema enorme

Anche nelle prossime settimane è previsto un deciso aumento delle temperature atmosferiche, favorito dal ritorno dell’anticiclone africano. Questo alimenterà sicuramente l’ennesima ondata di calore marina. Il processo è iniziato ormai da diversi anni ed è strettamente legato al cambiamento climatico. Il Mediterraneo, essendo un bacino semichiuso, risponde in maniera particolarmente rapida a queste variazioni, accumulando calore con maggiore facilità rispetto agli oceani. Non è solo l’atmosfera a scaldarsi, ma anche l’idrosfera, ovvero l’insieme delle acque dell’intero pianeta, come evidenziato anche in questo approfondimento sul Mar Mediterraneo dal clima ormai stravolto.

Un 2026 terribile

Le condizioni osservate negli ultimi anni potrebbero tranquillamente ripetersi. Le prime intense ondate di calore hanno portato le temperature dell’aria oltre i 36°C già nel mese di maggio, e il mare sta infatti accumulando rapidamente energia termica, creando le condizioni ideali per la formazione di nuove ondate di calore marine, come confermato anche in questa analisi sulle ondate di calore marino nel Mediterraneo.

Nel Mediterraneo questi episodi risultano particolarmente frequenti e intensi proprio perché il bacino, essendo relativamente chiuso, disperde il calore molto più lentamente rispetto agli oceani. Le previsioni indicano che nei prossimi giorni gran parte dei mari italiani continuerà a riscaldarsi. In diverse aree si potranno raggiungere temperature comprese tra 28°C e 29°C, con anomalie positive dell’ordine di 3-4°C rispetto alle medie climatiche, un dato illustrato anche in questa immagine sulle gravi anomalie del Mar Mediterraneo.

Che cosa comporta

In primo luogo, l’eccesso di calore immagazzinato nelle acque superficiali rappresenta un fattore di forte stress per molte specie marine, alterando gli equilibri degli ecosistemi e favorendo la diffusione di organismi tipici di mari più caldi. Allo stesso tempo, un mare eccezionalmente caldo costituisce anche un’importante fonte di energia per l’atmosfera. Ricordiamo semplicemente che acque più calde significano maggiore evaporazione e un incremento dell’umidità nei bassi strati dell’atmosfera. Quando questa massa d’aria molto calda e umida entra in contatto con perturbazioni o fronti più freschi provenienti dal Nord Europa, può amplificare i fenomeni meteo estremi, come già raccontato in questo articolo sul Mediterraneo rovente e il caldo peggiore di giugno.

Oltretutto, il Mediterraneo rimane molto caldo anche tra settembre e ottobre, e quindi pure ad autunno inoltrato si rischiano più alluvioni rispetto a qualche decennio fa, una dinamica descritta anche in questo approfondimento sul Mediterraneo troppo caldo e i rischi che comporta. Si tratta quindi di un cambiamento irreversibile, e non resta altro che adattarsi e capire che ormai il mare non è più fresco come un tempo: il sollievo dalle città bollenti sta diventando sempre di più la montagna.

la superficie marina è fin troppo calda e siamo solo a inizio luglio (fonte SOCIB)

Fonti e approfondimenti