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      Home » Agosto: nasce il Vortice Polare. In Italia, caldo africano e temporali
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      Agosto: nasce il Vortice Polare. In Italia, caldo africano e temporali

      Con l'arrivo di agosto si chiude l'estate meteorologica e nella Stratosfera inizia a formarsi il Vortice Polare: ecco perché questo mese rovente, dominato dall'anticiclone africano, potrebbe riservare improvvisi e violenti temporali soprattutto al Nord Italia.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 25/07/2026
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      7 Min Lettura
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      Contents
        • Agosto, l’ultimo mese dell’estate meteorologica
      • La formazione del vortice polare in stratosfera
        • L’inverno 2025-2026 e la svolta di febbraio
        • Le prime oscillazioni e l’indice del Nord Atlantico
        • Agosto tra caldo africano e forti temporali

      Agosto, l’ultimo mese dell’estate meteorologica

      Con agosto ci attendiamo diverse novità dal punto di vista climatico. Agosto, innanzitutto, è l’ultimo mese della stagione estiva meteorologica. Ricordiamo che poi l’equinozio d’autunno avviene circa tre settimane dopo, in settembre. Con i cambiamenti climatici abbiamo visto che alle nostre latitudini, e non solo, la stagione estiva tende a espandersi anche a settembre. Anzi, a settembre solitamente abbiamo il clima migliore, quello ideale, rispetto al caldo rovente che spesso va da giugno fino ad agosto.

       

      La formazione del vortice polare in stratosfera

      Però ad agosto succedono anche delle novità tutt’altro che trascurabili, destinate ad avere un impatto nelle settimane successive. Innanzitutto, verso la fine del mese comincia a formarsi il Vortice Polare artico. Quello che chiamiamo Vortice Polare non è una bassa pressione che si forma al suolo, bensì ad altissime quote, ovvero in quella parte dell’atmosfera chiamata Stratosfera. Ciò riveste una grande importanza nel regolare il clima invernale e già quello autunnale, tanto che in autunno, persino in settembre, si possono verificare situazioni atmosferiche estreme.

      Ricordo che negli ultimi due anni abbiamo avuto le uniche occasioni di vento proveniente addirittura dalla Siberia, pensate un po’, in settembre: è successo sia nel 2025 sia nel 2024. Non è detto che ciò sia stato causato dal Vortice Polare, ma da una serie di circostanze derivanti dalla sinottica atmosferica. Quel vento freddo proveniente dalla Siberia non ha comunque causato un’ondata di gelo, perché eravamo ancora a settembre; fosse accaduto più avanti nel tempo, avrebbe procurato un evento di freddo piuttosto importante.

       

      L’inverno 2025-2026 e la svolta di febbraio

      Il Vortice Polare, tra le altre cose, riveste un’importanza ancora maggiore. Come sapete, nell’inverno 2025-2026 abbiamo avuto una stagione di gran freddo sul Nord Europa, sulla parte orientale del continente e sulla Scandinavia, un’ondata che si è protratta per mesi. Si ipotizzava persino, con l’ausilio dei modelli matematici di previsione, che ondate di gelo potessero colpire anche l’Italia a febbraio. Ma a febbraio è avvenuto l’incredibile cambiamento: un’alta pressione sembrava bloccare, temporaneamente o forse definitivamente, quel flusso di correnti umidissime, il cosiddetto fiume atmosferico che procurava precipitazioni insolitamente abbondanti sulla penisola iberica e sulle isole Canarie, e che raggiungeva anche l’Italia centro-meridionale, tanto che grandi piogge si ebbero pure da noi.

      Ebbene, si generò un’alta pressione che divenne esplosiva, con caratteristiche estive: si registrarono picchi di temperatura ben sopra la media su tutta la parte occidentale del continente europeo, che di solito è quella maggiormente colpita dalle anomalie termiche. Quell’alta pressione, poi, andò gradualmente ad attenuare il grande gelo che attanagliava l’Europa nord-orientale e che interessava, tra l’altro, anche la Germania: lungo le sue coste i mari si erano gelati, e il mare si era ghiacciato di fronte alle coste della Polonia. Insomma, c’era una situazione di grande freddo, perché se davvero si congelano i mari non è certo una cosa che capita tutti gli anni; anzi, si erano ghiacciati persino i fiumi. Si andò così a creare questa alta pressione estrema, e da lì abbiamo poi avuto le altre alte pressioni che si sono ripresentate nei mesi successivi.

       

      Le prime oscillazioni e l’indice del Nord Atlantico

      Tornando al Vortice Polare, vediamo le prime oscillazioni: qualcosa sta cambiando. Con la riduzione della radiazione solare – tenete conto che sulla regione polare la radiazione comincia a calare, e ormai siamo ad agosto, tra poche settimane il sole sarà tenue e molto basso – il Vortice Polare in Stratosfera oscillerà sempre di più e comincerà così a esercitare la sua influenza sulle basse latitudini.

      Ma per capire che cosa potrebbe succedere da noi andiamo a osservare anche un altro indice, quello del Nord Atlantico, la NAO. E qui, a gran sorpresa, troviamo tutta una serie di oscillazioni che farebbero paura se dovessero capitare durante la stagione delle precipitazioni sul Mediterraneo. Avevamo visto in precedenza un indice molto negativo sull’oceano Atlantico; in questi giorni, invece, è divenuto estremamente positivo, addirittura con un valore vicino a +5, per la precisione +4,30. Nei prossimi giorni, però, esattamente intorno al 29, rientrerà sul valore zero, per poi scendere addirittura a -5 intorno al 3 agosto.

      Che cosa vuol dire questo? Che se fossimo nella stagione delle precipitazioni avremmo maltempo di forte intensità nelle nostre aree; ma ciò non accade, e avremo invece, purtroppo, le ondate di calore. Durante la stagione estiva, infatti, sull’area mediterranea l’indice del Nord Atlantico viene sopraffatto dalle masse d’aria nordafricane, e questo sempre di più, soprattutto da quando si è allontanato l’Anticiclone delle Azzorre.

       

      Agosto tra caldo africano e forti temporali

      Concludendo: agosto è un mese chiave, un mese che vedrà sicuramente, come indicano le previsioni, una forte ondata di calore. Tutto quello che capiterà dopo, però, è ancora da scrivere, anche se, osservando le proiezioni stagionali, si nota per l’intero mese di agosto un’espansione dell’alta pressione africana sull’area mediterranea. C’è da dire che in questa alta pressione potrebbero aprirsi delle fessure, capaci di lasciar passare aria oceanica sempre più vigorosa – ormai ad agosto questo succede – offrendo l’occasione per temporali che possono risultare molto intensi, con i contrasti termici tipici dell’Italia, soprattutto a partire dalle regioni del Nord Italia. Vedremo che cosa succederà: agosto sarà tendenzialmente caldo, ma più temporalesco rispetto al mese precedente, luglio.

       

      Credit

      • Copernicus Climate Change Service (C3S) – ECMWF
      • NOAA Climate Prediction Center – North Atlantic Oscillation (NAO)
      • NOAA Climate.gov – North Atlantic Oscillation
      • World Meteorological Organization (WMO)
      • NOAA Physical Sciences Laboratory – Climate Indices
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