Lโestate 2026 si sta rivelando una delle piรน difficili degli ultimi decenni per buona parte del comparto europeo occidentale, in particolare per Francia e Spagna. Unโondata di caldo eccezionale, accompagnata da una prolungata siccitร e da forti raffiche di vento, ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo di incendi di vaste proporzioni che stanno devastando numerose aree dei due Paesi, come raccontato in un recente approfondimento sullโanomalia termica che ha investito lโEuropa occidentale. Il bilancio รจ giร pesantissimo: diverse vittime, migliaia di persone evacuate e intere superfici boschive ridotte in cenere.
Come mai questa emergenza
Un poderoso e rovente anticiclone africano sta ormai condizionando il meteo da quasi due mesi. Ricordiamo che il sud-ovest della Francia e tutta la Penisola Iberica stanno risentendo di questa cupola praticamente senza soluzione di continuitร , una dinamica descritta anche in un altro articolo dedicato ai picchi di caldo e alla durata del fenomeno.
Lโennesima ondata di caldo che sta interessando la Penisola Iberica ha portato le temperature ben oltre i 42ยฐC in diverse province, con numerose allerte rosse diramate dalle autoritร meteorologiche. Lโumiditร estremamente bassa e la persistente siccitร hanno trasformato boschi e aree agricole in un combustibile naturale, favorendo incendi particolarmente intensi.
A peggiorare ulteriormente la situazione รจ intervenuto il vento, che ha alimentato i fronti di fuoco rendendoli imprevedibili e spingendoli rapidamente verso centri abitati e infrastrutture. In molti casi le raffiche hanno impedito lโintervento immediato dei mezzi aerei antincendio, complicando notevolmente le operazioni di spegnimento dei roghi stessi, un quadro che ricalca quanto giร osservato in Italia con lโintensificarsi dellโanticiclone africano.
Un incubo destinato a non finire a breve
Le prospettive per i prossimi giorni restano purtroppo poco incoraggianti. Le mappe elaborate dal sistema europeo Copernicus EFFIS indicano un livello di pericolo incendi classificato come โestremoโ su gran parte della Penisola Iberica, con un altissimo rischio di innesco, come giร ipotizzato mesi fa in un approfondimento sullโestate 2026 e sulla sua rapida escalation.
Gli esperti sottolineano tuttavia che la risposta allโemergenza, per quanto fondamentale, non sarร sufficiente senza una strategia di prevenzione sempre piรน efficace. La gestione del territorio, la manutenzione delle aree boschive e lโadattamento ai cambiamenti climatici rappresentano ormai una prioritร non solo ambientale, ma imprescindibile per tutti i Paesi del Mediterraneo, come emerso anche dal report sul 2025 come anno piรน caldo di sempre per il continente europeo.
Ricordiamo per concludere un dato importante. Questโinverno, soprattutto tra Gennaio e Febbraio, eravamo reduci da un bimestre di piovositร eccezionale: fiumi ai massimi livelli e alto rischio di frane e smottamenti, con quantitร enormi di acqua caduta. Adesso, a distanza di meno di sei mesi, stiamo vivendo una delle peggiori siccitร di sempre. Capite quindi come i cambiamenti meteo-climatici estremizzino tutto, sia in un senso che nellโaltro. Si passa nel giro di pochissimo tempo da fasi di siccitร estrema a fasi di piovositร estrema e viceversa. Questo, ad esempio, รจ successo anche in Italia, in Piemonte tra il 2023 e il 2024, e in Sicilia tra il 2025 e il 2026.
Fonti: AEMET โ Agencia Estatal de Meteorologรญa ยท Copernicus โ Sistema europeo dโinformazione sugli incendi boschivi (EFFIS) ยท Euronews โ Emergenza caldo e incendi in Europa