- Caldo africano senza tregua sino a metà agosto: la tendenza ECMWF, tra afa e temporali violenti
- La tendenza ECMWF sino al 17 agosto
- Caldo misurato e caldo percepito: l’afa farà la differenza
- Rotture temporalesche: rischio di fenomeni ancor più violenti di Giugno
- Centro-Sud verso il peggioramento, ma del caldo
- Nuova ondata di calore sull’Europa occidentale
- E l’Italia? Proiezioni estreme da prendere con cautela
- Conclusioni: due settimane roventi, e rischio di alta pressione sino a metà agosto
Caldo africano senza tregua sino a metà agosto: la tendenza ECMWF, tra afa e temporali violenti
Il modello europeo ECMWF, con previsioni sino a 46 giorni, conferma il dominio dell’alta pressione subtropicale fino a metà agosto: ondate di calore ripetute, umidità in costante aumento e rischio di temporali ancora più violenti su tutta l’Italia.
El Niño non c’entra: comanda l’anticiclone nordafricano
Nulla c’entra El Niño, che ha iniziato a farsi sentire sull’Oceano Pacifico, con l’estate mediterranea e con quella europea, dove invece padroneggia una figura di alta pressione di matrice nordafricana, ovvero subtropicale, che genera ondate di calore destinate a essere ripetitive nel tempo e che probabilmente non interesseranno soltanto il mese di luglio, ma si potrebbero protrarre anche nel mese di agosto. Chi volesse approfondire il ruolo del fenomeno pacifico può leggere l’analisi su cosa cambia per l’Italia con El Niño e il recente approfondimento sul perché rischia di essere un evento da record.
La tendenza ECMWF sino al 17 agosto
Attualmente, nell’osservazione del modello matematico europeo, ovvero ECMWF, con previsioni sino a 46 giorni di validità, possiamo giungere a una tendenza che si spinge sino al 17 agosto circa. Questa previsione conferma l’egemonia, su tutta la fascia a clima temperato, dell’alta pressione subtropicale, tra le altre cose secca, che porta geopotenziali, ovvero pressione atmosferica in quota, elevati: una condizione che inibisce la formazione di nubi e precipitazioni. Ne avevo già parlato nell’articolo su luglio 2026 visto dal modello europeo.
Ma attenzione: non significa che non ci saranno assolutamente piogge o temporali, bensì che tende a prevalere una situazione atmosferica di tempo soleggiato, caldo e secco in quota, molto umido ai bassi livelli atmosferici. Questo a causa del fatto che l’alta pressione, con geopotenziale molto elevato, tende a comprimere l’aria nei bassi strati, e quindi l’umidità cresce giorno dopo giorno, alimentata peraltro dalle temperature del mare: nel nostro caso il Mar Mediterraneo si scalda progressivamente, i valori sono già superiori alla media e stanno raggiungendo livelli che si toccano nei mari tropicali.
Caldo misurato e caldo percepito: l’afa farà la differenza
Questa situazione atmosferica non farà altro che incentivare la tendenza ad avere una calura intensa, che può essere misurata sia con i termometri, che diranno quanti gradi Celsius ci saranno, sia con la temperatura percepita: avremo a che fare con una temperatura percepita maggiore rispetto a quella rilevata dai termometri, per effetto di un’umidità elevata che si sta estendendo anche alle zone interne, certamente non a quelle più distanti dal mare. Anche se, ad esempio, in Pianura Padana, che pure è lontana dal mare, l’umidità è alta: non ha raggiunto livelli altissimi come in altri anni, però ci stiamo avviando verso il clima tipico del mese di luglio, che vede un incremento del tasso di umidità e un indice di calore in sensibile crescita. Perciò, con le alte temperature previste, si avrà una sensazione di calura molto maggiore rispetto a quella di giugno. Pensate un po’: già a giugno abbiamo avuto grossi problemi per l’intensa calura, e a luglio questi si potrebbero manifestare con maggiore rilevanza e intensità.
Rotture temporalesche: rischio di fenomeni ancor più violenti di Giugno
Questa è la linea di tendenza generale, dovuta al fatto che ci sarà un’area di alta pressione semipermanente. Ecco, il fatto che sia semipermanente non significa che non ci saranno delle rotture, ovvero delle interruzioni del periodo anticiclonico estremo, con l’ingresso di aria lievemente più fresca in quota che darebbe origine a forti ondate temporalesche. Le abbiamo già sperimentate nel mese di giugno, con fenomeni meteorologici generalmente estremi; ma con l’aumentare della temperatura e del tasso di umidità l’energia disponibile sarà ancora maggiore, e quindi il contrasto termico purtroppo produrrà temporali ancor più violenti. Li abbiamo visti procurare danni alle cose: temporali con fortissime raffiche di vento, nubifragi, grandinate e poi soprattutto tempeste elettriche. Tempeste elettriche osservate non solo sulle regioni settentrionali, dove ormai da anni si susseguono durante la stagione estiva, ma anche sulle regioni centrali e meridionali, persino su Sardegna e Sicilia: tutta l’Italia, sostanzialmente, è a rischio per i contrasti termici rilevanti.
Centro-Sud verso il peggioramento, ma del caldo
Altro elemento: mentre finora il centro-sud, soprattutto il sud Italia e la Sicilia in particolare, un po’ meno la Sardegna, sono stati esentati dalle ondate di calore, la nuova tendenza, tra le altre cose a brevissimo termine perché parliamo di un orizzonte di due settimane, indica che ci sarà un sensibile incremento della temperatura, con ondate di calore africano miscelate a un’umidità atmosferica molto elevata. Quindi la situazione meteorologica e climatica, o meglio ambientale, del centro-sud e della Sicilia tende a peggiorare, e peggiorerà poi anche sulle altre regioni italiane. Questa è, purtroppo, la linea di tendenza climatica che ci dovrebbe accompagnare sino alla metà di agosto.
Il rischio, a questo punto, è che si possano verificare ondate di calore molto importanti: non possono essere previste dai modelli matematici a così lungo termine, però già con le proiezioni a una-due settimane vediamo ondate di calore importanti, addirittura imponenti. Il discorso è che tutto quello che concerne il meteo estremo è difficilmente prevedibile, e anche il caldo ne fa parte, anzi proprio il caldo ne fa parte: tra le altre cose, le peggiori ondate di calore non siamo riusciti a prevederle con molto anticipo, ma solo con pochi giorni di preavviso. Molto spesso, peraltro, si sono viste anche a lungo termine proiezioni con temperature estreme, però l’affidabilità di queste previsioni non è molto buona. Noi possiamo avere solo una linea di tendenza, al momento.
Nuova ondata di calore sull’Europa occidentale
Ad esempio, una fortissima ondata di calore è nuovamente attesa nel sud dell’Inghilterra, in Francia, sul Benelux, su parte della Svizzera, in Spagna e in Portogallo. E la Francia, tanto per cambiare, già la settimana prossima dovrebbe raggiungere temperature molto elevate, con picchi superiori a 40°C. Va detto che soprattutto la Francia non ha strutture adeguate per affrontare queste ondate di calore, ancor meno il sud dell’Inghilterra, che ha un clima oceanico. I francesi discutono ampiamente di questo tema, soprattutto per le regioni del settore occidentale, che sono ultimamente le più colpite dalle ondate di calore: proprio quelle che hanno temperature medie estive inferiori rispetto alla Francia continentale sono investite dalle ondate di calore peggiori.
Sta succedendo la stessa cosa anche sulla Penisola Iberica: il nord, quello con il clima oceanico, bagnato dal Golfo di Guascogna, sta vivendo ondate di calore estremo. Altra situazione molto pericolosa c’è anche in Portogallo, tra le altre cose sulla costa: la città di Lisbona, ad esempio, che non è soggetta a temperature massime estreme durante la stagione estiva, purtroppo ultimamente sta osservando valori superiori ai 40°C. Solo per farvi un esempio, Lisbona ha una temperatura media in centro città, nei mesi di luglio e agosto, di poco superiore ai 27°C, quasi 28°C. Va detto però che negli ultimi anni, esattamente dal 2003 in poi, con il susseguirsi di queste violentissime ondate di calore, Lisbona ha visto la temperatura salire a valori esagerati: ad esempio nel 2018 è stato toccato un picco massimo di oltre 43°C. Sono situazioni che avvengono quando soffiano le correnti da terra.
E l’Italia? Proiezioni estreme da prendere con cautela
E l’Italia? Sì, ne ho parlato molto poco in questo articolo, facendo però presente che comunque ci sarà instabilità atmosferica temporanea e grande caldo. In Italia le proiezioni a lungo termine danno picchi massimi estremi: onestamente mi sembra inopportuno proporli in questo momento, perciò posso solo citare che indicano massimi estremi in alcune località della Sicilia a 47°C. Ovviamente non sono temperature diffuse su tutto il territorio: ci sono, insomma, quelle località che in determinate condizioni vedono picchi massimi veramente molto importanti. Da dire che nell’arco delle prossime due settimane si potrebbero toccare nuovamente i 40°C in alcune località della Pianura Padana. Ecco, quando diciamo alcune non significa che ovunque ci saranno 40°C: è importante sottolinearlo, dato che se ne fa un’estrema confusione. E soprattutto alcuni colleghi, purtroppo, speculano su questo tipo di previsione indicando che si tratta di fake news: assolutamente non lo sono, ed è stato dimostrato dai fatti. Pertanto questi giochini, che si fanno solo per avere un po’ di visibilità in più, sono abbastanza dannosi, soprattutto se annunciati da personaggi di una certa rilevanza.
Conclusioni: due settimane roventi, e rischio di alta pressione sino a metà agosto
Orbene, quindi, per concludere: prossime due settimane con ondate di calore e, purtroppo, il modello matematico europeo ci dice che sino almeno alla metà di agosto avremo a che fare con l’alta pressione subtropicale. Attenzione: potrebbe essere interrotta, e lo sarà sicuramente, da fasi temporalesche piuttosto violente, a causa dei contrasti termici di cui vi ho parlato prima. E questa volta ci potrebbero essere anche fenomeni ben peggiori rispetto a quelli che abbiamo visto nel mese di giugno.
Credit
- ECMWF – Sub-seasonal-range forecasts
- Copernicus Climate Change Service – Europe’s early and intense heatwave
- WMO – Records fall as extreme heat grips Europe
- NOAA – El Niño forms, expected to strengthen
- IRI Columbia University – ENSO Forecast
