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Durata del Caldo africano secondo il Centro Meteo Europeo (ECMWF)

Le proiezioni a 46 giorni del modello europeo ECMWF delineano un anticiclone africano quasi immobile sino alla fine di agosto, con nuove ondate di caldo, picchi fino a 45°C e un preoccupante deficit pluviometrico su gran parte d'Europa.

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Caldo senza fine: l’anticiclone africano può resistere fino a fine agosto secondo l’ECMWF.

Rischiamo un’estate dominata dal caldo fino ad agosto

Ebbene, vi stiamo parlando molto diffusamente di ondate di caldo e vi abbiamo accennato anche alla possibilità di temporali, che potrebbero assumere un’intensità piuttosto notevole. Eppure il tema dell’ondata di caldo sembra prevalere su tutto: è una sorta di sottofondo che potrebbe accompagnarci come argomento addirittura sino alla fine di agosto. Questo è ciò che emerge osservando il modello matematico europeo, l’ECMWF, nelle proiezioni che arrivano fino a 46 giorni di validità e che sono state appena emesse.

Cosa osserviamo? La persistenza piuttosto esagerata di una campana di alta pressione su tutto il Mediterraneo, Italia compresa: una sorta di cuneo che dal nord Africa si va a espandere verso l’Italia. Detto così, tutto sommato, non c’è niente di nuovo, ed è in parte vero. Il problema, però, è che con l’avanzare della stagione estiva avremo un riscaldamento del mare e delle terre emerse, e quelle temperature indicate a circa 1500 metri di quota, cioè a 850 hPa per intenderci, che determinano poi un valore ipotetico raggiungibile al suolo, hanno una maggiore efficacia: producono cioè un caldo più intenso man mano che la stagione avanza.

Per farvi un esempio: quando si dice che alla quota di 850 hPa avremo circa 20°C, a giugno otteniamo un picco di temperatura diverso rispetto a quello che si potrebbe raggiungere a metà agosto, proprio per le ragioni che ho appena spiegato. Succede un po’ anche d’inverno, quando arrivano le ondate di freddo: la maggiore efficacia si raggiunge verso la fine della stagione.

Ecco, il finire della stagione: qui, nelle proiezioni a 46 giorni di validità, arriviamo alla fine del mese di agosto, alla conclusione della stagione meteorologica, eppure non vediamo uno sbocco a quel fenomeno chiamato anticiclone africano. Potrebbero esserci temporanee attenuazioni di questo sistema anticiclonico, ma alla fine non si intravede la luce in fondo al tunnel: manca sostanzialmente quel cambiamento che dovrebbe portare un refrigerio importante, oppure una fase completamente diversa. Il tutto, ovviamente, secondo la tesi di un modello matematico autorevole, come raccontano anche i colleghi nell’analisi dedicata ai due spiragli di fresco che luglio potrebbe aprire.

ECMWF 30 luglio 2026: anomalie a 500 hPa.
ECMWF 15 agosto 500 hPa anomalie

Un deficit pluviometrico su gran parte d’Europa

Peraltro, questa condizione atmosferica non coinvolge soltanto l’Italia. Se escludiamo la Russia europea, o parte di essa, osserviamo che andrà a generare una fortissima situazione di deficit pluviometrico su tutto il continente. Si salvano, come dicevo, parte della Russia, le coste norvegesi centro-settentrionali, una porzione dell’Islanda e forse un po’ la Scozia; ma tutti gli altri territori europei vedrebbero precipitazioni mediamente sotto la norma.

Questa situazione così anomala ne genera un’altra, nel pieno del cuore del deserto del Sahara, che vedrebbe precipitazioni superiori alla media. In sostanza, nel cuore del Sahara, con temperature altissime, immaginatevi. Nell’arco di questi 46 giorni si potranno verificare episodi di tempo temporalesco: li abbiamo visti anche in passato, questi temporali che hanno poi provocato allagamenti in pieno deserto. Questi fenomeni sono causati da un elemento tutt’altro che trascurabile, ovvero la linea di confluenza delle masse d’aria in area tropicale, chiamata ITCZ. Secondo le previsioni, questa linea si spingerebbe spesso verso nord, e lo dimostra il fatto che vengono indicate precipitazioni in pieno deserto del Sahara. Andrebbe così a influenzare aree che, durante la stagione estiva, mediamente non dovrebbero vedere una sola goccia di pioggia, e invece i modelli matematici le indicano una piovosità anche sopra la media, ad esempio sulla catena dell’Atlante marocchina e algerina.

Pensate un po’: deficit pluviometrico fortissimo sulla regione alpina italiana, su quella svizzera e austriaca e poi su gran parte dell’Europa centrale, soprattutto nei Paesi che durante l’estate ricevono una grossa fetta delle precipitazioni annue. Deficit pluviometrico anche sulla nostra penisola, con qualche area del sud Italia che sembrerebbe vedere in questo periodo qualche temporale di troppo, e ammanco di piogge sulle Isole Britanniche, addirittura fortissimo verso il settore oceanico. Sostanzialmente stiamo vedendo una situazione assolutamente preoccupante per quanto riguarda la piovosità, un quadro che ricorda da vicino il replay del 2003 con qualche temporale e grandinata.

ECMWF precipitazioni anomalie sino a tutto il 22 agosto 2026

La siccità che avanza in Italia e il Po in magra

Molte aree europee non sono preparate a fronteggiare i deficit pluviometrici, e non lo è nemmeno l’Italia. Al nord, per esempio, il fiume Po sta raggiungendo in questi giorni una magra eccezionale. Anche se ci sono stati dei temporali sulle regioni settentrionali, si tratta innanzitutto di fenomeni occasionali e molto localizzati: mancano quelle grandi precipitazioni nella regione alpina che mediamente si dovrebbero verificare.

Tanto che in molte località, dove si dovrebbe svolgere la transumanza estiva dell’allevamento di mucche e delle greggi di pecore verso gli alpeggi, l’erba si sta ingiallendo. Questo sta accadendo in particolare in Valle d’Aosta, sui settori occidentali, le aree mediamente meno piovose durante la stagione estiva. Nel settore orientale la situazione è un po’ migliore, ma non di molto, perché anche queste zone hanno ricevuto molta meno pioggia rispetto alla media; e purtroppo, con le ondate di calore, c’è anche un’evaporazione considerevole.

Tuttavia, andremo a concentrarci in un altro approfondimento sulle possibilità di cambiamento meteorologico e su quando potrebbero presentarsi, ovvero quelle che possiamo chiamare “isole di felicità estiva”.

Una nuova recrudescenza del caldo e i picchi da record

Con temperature molto elevate, superiori alla media come quelle che si prospettano, e soprattutto nell’imminenza di una nuova recrudescenza del calore durante la settimana prossima e nei giorni successivi, parliamo probabilmente di un meteo a lungo termine. Abbiamo visto temperature fuori dall’immaginario: tanto per darvi un cenno, il centro meteo europeo indica addirittura stime di 45°C in Pianura Padana, verso l’Emilia, intorno al 24 luglio. Sono previsioni a lunghissimo termine, assolutamente da non considerare come previsioni vere e proprie, ma come qualcosa che si potrebbe verificare magari in futuro, nei prossimi anni, tra dieci anni. È già emersa, d’altronde, la prospettiva del caldo infernale con i 45°C nel mirino.

Io ricordo, e ne abbiamo parlato varie volte, un programma televisivo piuttosto polemico andato in onda subito dopo il 2003, quando in Francia fu presentata quella che poteva essere l’estate del futuro, con temperature superiori ai 40°C su gran parte del territorio. Ed effettivamente, nella realtà, questo è avvenuto a giugno e in parte durante la recente ondata di caldo estrema francese.

Considerate che il caldo in Francia è tuttora molto importante: ancora adesso ci sono oltre 35°C a Parigi, e fa molto caldo anche nel sud dell’Inghilterra. Queste aree non sono abituate a temperature sopra i 30°C, e soprattutto gli immobili sono realizzati per trattenere il caldo, non per disperderlo. Quando il calore si abbatte per giorni e giorni su queste abitazioni, le case diventano delle trappole di calore, ancor peggio che da noi. In un’abitazione parigina, sostanzialmente, ci potrebbero essere temperature superiori a quelle che si stanno registrando a Milano, considerando che Parigi ha visto picchi massimi anche più alti: la temperatura è salita a 40°C in città e persino oltre, cosa che non è successa in centro a Milano e nemmeno a Roma. Tanto per darvi un’idea, queste aree stanno patendo parecchio, così come poi la Germania: insomma, ci sarebbe un discorso molto ampio da fare.

Quanto possono cambiare davvero queste proiezioni

Tornando ai nostri confini, andremo dunque a vedere in un nuovo approfondimento quando potrebbero presentarsi delle ipotetiche situazioni favorevoli alla pioggia e a un tempo più vivibile: situazioni comunque di breve durata, perché poi a dominare saranno l’anticiclone e il grande caldo. Questa è una proiezione che vi sto prospettando leggendo esclusivamente queste mappe; stiamo parlando, ovviamente, di carte e di previsioni che possono cambiare.

Ma a questo punto mi chiedo: quanto potrebbero davvero cambiare queste cartine, queste proiezioni? Visto e considerato che stiamo vivendo ormai da settimane il susseguirsi di un’ondata di calore con picchi e pulsazioni verso l’alto, un vero refrigerio non lo abbiamo avuto. Durante quello che è stato chiamato refrigerio, le temperature sono rimaste superiori alla media, e solo localmente sono scese su quei valori che chiamiamo “la media”. Questo non è successo nemmeno nella Francia oceanica, pur interessata da qualche flusso proveniente da ovest.

Per non parlare poi dell’Italia, dove il discorso è un po’ diverso. Attenzione, però: le regioni centro-meridionali italiane e la Sicilia hanno vissuto periodi tutto sommato accettabili come caldo, e anche i picchi termici che ci sono stati risultano quasi in linea con quelli di altri anni, un po’ più frequenti ma, per ora, niente di scandaloso. Le previsioni, però, sono di fuoco per le regioni meridionali già la prossima settimana e forse più avanti nel corso di luglio: per queste aree abbiamo letto previsioni locali decisamente sopra i 45°C, come segnalato anche nell’aggiornamento sulle due regioni a rischio valori vicini ai 45°C.

Stazione meteo WMO

Come si misura davvero un record di temperatura

Insomma, sono quelle situazioni atmosferiche ideali per registrare temperature da record, o addirittura per battere primati storici da quando si misurano le temperature. Il record non è altro che la temperatura più alta, in questo caso, registrata da una stazione meteorologica ufficiale: meglio ancora, una stazione meteorologica che ha i crismi, cioè che è in regola con le caratteristiche stabilite dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale, il WMO.

La temperatura non si misura di certo con altri metodi: non si misura con l’auto, non sono accettabili i valori che vediamo sui cartelli delle banche o all’aperto, e nemmeno le temperature rilevate all’ombra sono quelle ufficiali, magari perché influenzate dai muri di un palazzo o da altre condizioni, come la vicinanza dell’asfalto e del cemento. Le temperature, insomma, vanno misurate in stazioni meteorologiche che rispettano le caratteristiche indicate dal WMO che ho citato poc’anzi.

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