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      Home » Il vento freddo dalla Siberia ci porterà aria d’Inverno. Neve come Inverno
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAlla Prima Pagina MeteoMeteo NewsZoom

      Il vento freddo dalla Siberia ci porterà aria d’Inverno. Neve come Inverno

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 06/04/2026
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      10 Min Lettura
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      Crollo temperatura aria siberiana

      Caldo a Pasqua poi freddo siberiano primaverile: le temperature crolleranno di 15°C dal 10 aprile

      Dal caldo pasquale al freddo fuori stagione: confermato il crollo termico

      Mentre vi abbiamo parlato di un evento di freddo in arrivo, pensateci un po’: dopo questo caldo che prevale nel lungo fine settimana pasquale e anche all’inizio della prossima settimana, ebbene sì, confermiamo ancora una volta che masse d’aria fredda provenienti dalle sterminate pianure russe di origine siberiana giungeranno sull’Italia. Si tratta di aria fredda che si infilerà soprattutto sul settore adriatico e sulla Pianura Padana, provenendo da est. Sappiamo bene che quando le correnti giungono da est, i settori più esposti sono principalmente quelli adriatici e l’Appennino; poi il vento riesce a penetrare attraverso la Laguna Veneta, le coste romagnole, verso la Pianura Padana, invadendola interamente e determinando un crollo termico considerevole, soprattutto se raffrontato con le altissime temperature di questi giorni: si stimano crolli della temperatura massima anche di circa 15°C.

      Contents
      • Caldo a Pasqua poi freddo siberiano primaverile: le temperature crolleranno di 15°C dal 10 aprile
        • Dal caldo pasquale al freddo fuori stagione: confermato il crollo termico
        • Modelli a confronto: ECMWF e GFS discordanti sulle precipitazioni
        • La DANA spagnola e il rischio piogge abbondanti a metà mese
        • Europa divisa: caldo record al Medio Oriente, freddo artico a nord
        • Il clima è cambiato: 25°C ad aprile non fa più notizia
        • Credit:

      Va considerato, peraltro, che ancora una volta non sembrano previste precipitazioni particolari sulle regioni settentrionali; perché, se ci fossero, avremmo un abbassamento dello zero termico con precipitazioni nevose a quote molto basse. Già prima del 10 aprile avremo il crollo della cupola di alta pressione, che raggiungerà il suo culmine nei primi giorni della settimana: probabilmente verso il 9 aprile si avrà il picco massimo di intensità, mentre da est una bolla d’aria molto fredda avrà nel frattempo raggiunto la Bielorussia, i Paesi Baltici e la Polonia, pronta a spingersi verso sud-ovest con obiettivo Italia.

      Questo fenomeno atmosferico ha tutte le caratteristiche di un evento invernale fuori stagione, non certo primaverile, perché parliamo di aria fredda proveniente da est, dall’area continentale europea. Questa aria fredda è generalmente pellicolare, quindi molto fredda nei bassi strati, e i modelli matematici a volte non riescono a captarne l’intensità al suolo. Al suolo, quindi, potrebbe fare più freddo rispetto a quanto prospettano le previsioni dei modelli matematici, dai quali si attingono poi le previsioni per le singole località: in sostanza, potrebbe fare più freddo rispetto a ciò che si legge nei bollettini meteo, soprattutto sulle regioni settentrionali e in quelle centrali del versante adriatico. Il Sud Italia sembrerebbe esserne interessato più marginalmente.

      Ovviamente il gran freddo proveniente da est arriverà sull’Italia tutto ridotto come intensità, anche perché ormai, con il prevalere di queste fasi calde e miti, si stanno riscaldando sia le terre emerse sia il mare; poi, con la radiazione solare più intensa rispetto ai paesi nordici, l’aria che giunge viene mitigata. Tuttavia farà abbastanza freddo per il periodo, e si potrebbero avere gelate notturne persino in Pianura Padana, nel periodo che va dal 10 al 12-13 aprile.

      L’aria fredda siberiana che si sta per dirigere verso Italia, da est. Fine del caldo.

      Modelli a confronto: ECMWF e GFS discordanti sulle precipitazioni

      Va detto che i modelli matematici su questo non sono molto concordi. L’ECMWF, ad esempio, è molto scettico sul rischio di piogge sulle regioni del Nord Italia: prevede un po’ di neve sulle Alpi, ma in Pianura Padana ben poca cosa. Decisamente più significativo il peggioramento prospettato dal modello americano GFS del NOAA, che invece prevede precipitazioni anche in Pianura Padana – niente di eccezionale, ma almeno un evento atmosferico più rilevante. In ogni caso, per quanto riguarda le precipitazioni, ci spostiamo verso la metà del mese, mentre il calo delle temperature è confermato già prima del 10 aprile.

      Per quanto riguarda le precipitazioni, come anticipato, non sembrano previste grandi cose, se non qualcosa di modesto; e peraltro non sono attese precipitazioni abbondanti neanche sul resto d’Italia durante questa settimana.

       

      La DANA spagnola e il rischio piogge abbondanti a metà mese

      Il tempo potrebbe invece cambiare nella settimana successiva, quando da ovest arriverà un disturbo che prenderà avvio in Spagna con il fenomeno noto come DANA. Si tratterà di un sistema addirittura invernale: sono previste nevicate sui rilievi spagnoli e anche sulle montagne del Marocco e dell’Algeria. Si formerà poi una bassa pressione nel Mar di Alboran, quel bacino a ovest delle Isole Baleari, nel Mar Mediterraneo. Quella bassa pressione lambirà le coste mediterranee a partire dal Marocco, per portarsi poi sull’Algeria, interessando il Canale di Sardegna, la Tunisia, la Sicilia e il Sud Italia.

      Viste a distanza, trattandosi di una previsione a lungo termine – siamo nel pieno della metà del mese – queste sembrano zone di bassa pressione abbastanza innocue; al contrario, sappiamo che tali fenomeni possono essere localmente forieri di precipitazioni molto abbondanti, poiché le correnti orientali incontrano i rilievi affacciati sull’Italia lungo lo Ionio e il Mar Tirreno, come accade per la Sardegna, la Sicilia e il Sud Italia, dove possono provocare precipitazioni molto abbondanti, localmente anche di carattere alluvionale. Ovviamente non è possibile fare previsioni a così lungo termine su eventi di questa portata; tuttavia, questo cambiamento meteo fa parte di uno schema atmosferico che sa molto di inverno e poco di primavera, perché non stiamo parlando dell’alta pressione delle Azzorre.

       

      Europa divisa: caldo record al Medio Oriente, freddo artico a nord

      Stiamo parlando di una nuova area di bassa pressione, dopo aver descritto un impulso di aria fredda che interesserà l’Italia. Per quanto riguarda il caldo, esso sarà richiamato da questa bassa pressione verso il Medio Oriente e il Mediterraneo orientale: più precisamente, la Grecia, il Mar Egeo, la penisola turca e parte del Mar Nero saranno invasi da aria molto calda risalente dall’Egitto, con temperature anche sopra i 30°C, mentre in Europa dilagherà l’influenza delle correnti artiche settentrionali, con temperature nella parte settentrionale del continente anche al di sotto della media.

      In Italia le temperature resteranno primaverili dove ci sarà il sole, soprattutto sulle regioni settentrionali, ma sia di giorno sia di notte farà piuttosto fresco, soprattutto perché saremo reduci dall’intrusione di aria fredda dei giorni precedenti. Si tratta, insomma, di condizioni meteo che nulla hanno a che fare con il vero tempo primaverile.

       

      Il clima è cambiato: 25°C ad aprile non fa più notizia

      In realtà, anche l’ondata di caldo che stiamo vivendo in Italia non è definibile come meteo primaverile, dato che a partire da Pasquetta si registreranno picchi termici ben superiori ai 25°C. Ormai ci siamo abituati a parlare di stagioni estive con temperature molto al di sopra dei 30°C: fino a trent’anni fa, l’estate con 30°C diventava calda, molto calda – oggi è normalità.

      Possiamo quindi dire che le temperature di questi giorni hanno quasi sapore d’estate, perché 25-26°C erano valori tipici del mese di giugno di un tempo, ma ormai a giugno si registrano valori ben più elevati. Il meteo è cambiato e ci siamo ormai abituati a percepirlo in modo diverso: parlare di 28°C o 26°C ad aprile in varie località, anche del Nord Italia, non suscita più lo stesso effetto di trent’anni fa.

      Oggi non ci spaventa il caldo come in passato; ci allarmano piuttosto le previsioni quando si parla del rischio di picchi di 40°C, ma in quel caso parliamo di picchi, non di temperature diffuse – come invece talvolta viene interpretato, in maniera piuttosto errata.

      Questa è dunque la linea di tendenza per le prossime due settimane, nelle quali entreremo poi nel dettaglio previsionale per capire meglio cosa ci attende nel meteo dei giorni a venire.

       

      Credit:

      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • NOAA – National Centers for Environmental Prediction (NCEP)
      • Copernicus Climate Change Service – Seasonal Forecasts
      • Met Office – UK National Weather Service
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