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Repentino cambiamento meteo

Primavera 2026, un’altalena senza fine: dal gelo all’anticiclone africano, fino all’estate di El Niño

Europa in balia del meteo estremo: quello che sta succedendo non è normale

Diciamolo pure: quasi non ci si rende conto di quello che sta succedendo in Europa. Ormai ci siamo abituati a una situazione atmosferica – soprattutto nelle aree prive della catena alpina e appenninica, che blocca le masse d’aria, come la Pianura Padana e gran parte del Nord Italia – a cambiamenti meteo estremamente repentini, accentuati peraltro dalla transizione stagionale. Una transizione che è divenuta estrema.

Effettivamente, questo sta accadendo con rapidità crescente nel corso degli anni, e quest’anno si sta mostrando con un’acutezza davvero più marcata rispetto ad altri, evidenziando – a livello generale, perché è necessario osservare la situazione in una visione d’insieme – uno scenario europeo e nordafricano del tutto insolito.

 

Dal maltempo in Adriatico alla neve record a Capracotta

In queste ore, una forte area di maltempo ha portato precipitazioni torrenziali sulle coste e le colline di AbruzzoMolise e alcune aree della Puglia. Tra Molise e Abruzzo le dighe sono state aperte e le paratie rilasciano enormi quantità d’acqua a causa delle piogge torrenziali cadute in pochissime ore. In montagna, oltre i 1000 metri, le precipitazioni sono state nevose con fortissima intensità, continue e accompagnate da un vento tumultuoso di tempesta – un vero e proprio blizzard – tanto che, come abbiamo raccontato, a Capracotta la quantità di neve supera ormai abbondantemente i 2 metri di spessore e ancora nevicherà.

 

Pasqua sotto l’anticiclone africano: fino a 25°C in pianura

Il tempo è però destinato a un fortissimo miglioramento nel fine settimana di Pasqua, quando l’anticiclone africano esploderà con tutta la sua forza verso nord, portando un aumento delle temperature ben più esteso rispetto a quanto pareva in principio. Non sarà coinvolta solo l’Italia, ma anche la Spagna, la Francia e parte dell’Europa centrale, oltre al sud delle Isole Britanniche. In alcune località tra Spagna e Francia si toccheranno valori anche superiori ai 30°C, grazie a un anticiclone che andrà a comprimere l’aria nei bassi strati. In Italia le temperature saliranno con picchi fino a 25°C in alcune località della Pianura Padana e in diverse zone interne del Centro e del Sud.

È un’anteprima di un clima estremamente mite che innalzerà i termometri di ben oltre 10°C rispetto alla media del periodo pasquale. Dopo questo improvviso calore, però, il tempo cambierà nuovamente: si annunciano masse d’aria fredda provenienti da nord, associate a veloci perturbazioni in rotta verso il Mediterraneo centrale. Qui sta il punto cruciale: queste perturbazioni hanno ancora una traiettoria incerta, e i modelli matematici non riescono a inquadrare con precisione chirurgica il meteo della settimana successiva a quella di Pasqua. Prima di allora, però, ci troveremo in una situazione meteorologica quasi paradisiaca – ideale per le gite fuori porta, per trascorrere qualche ora al mare, e persino, qua e là, dove non soffia il vento, per un primo bagno, riservato ai meno freddolosi.

 

Primavera bizzarra: i colpi di coda dell’inverno non sono finiti

Stiamo uscendo dalla stagione invernale e ci avviamo verso la vera primavera, eppure attenzione: questa stagione nasconde molte insidie, destinate ad aumentare di intensità man mano che andrà avanti. Colpi di coda di freddo invernale sono all’orizzonte, non solo associati a perturbazioni da nord verso sud.

Questo tempo così bizzarro, del resto, non sta colpendo solo l’Italia – o meglio, solo una parte di essa. In Islanda, dove per quasi tutto l’inverno non si erano avute nevicate significative, da circa una decina di giorni si stanno abbattendo blizzard terrificanti che riducono la visibilità e bloccano persino il traffico. Nelle Isole Canarie, dopo temporalinubifragi e alluvioni improvvise, è arrivata la Calima: aria che trasporta un’elevatissima quantità di polvere del deserto del Sahara. L’aria fredda presente qualche giorno fa sull’Italia si è portata sul Sahara e ha poi spinto verso i grandi deserti una tempesta lunga 1300 chilometri, che ha innalzato la sabbia in alta quota per poi trascinarla sulle Isole Canarie e lambire persino Madeira – spingendo in pieno oceano Atlantico una colonna di sabbia che nei prossimi giorni raggiungerà i Caraibi.

Questo concetto illustra quanto siamo connessi al meteo che si produce anche a migliaia di chilometri di distanza, e quanto possa essere esplosivo un cambiamento meteorologico. Ne è esempio eloquente il fortissimo miglioramento e il sensibile aumento delle temperature atteso per Pasqua, e la stessa incisività potrebbe tornare con un’irruzione di aria fredda tardiva fino alla seconda decade di maggio.

 

Aprile pazzo: il rischio di gelate tardive e neve fuori stagione

Aprile è ormai, negli ultimi anni, un mese molto incerto, che ha mostrato ondate di freddo improvvise ed estremamente violente, tradendo quella che era la sua natura originaria: un mese primaverile piuttosto stabile, piovoso sulle regioni settentrionali ma intervallato da fasi di bel tempo, con una progressiva riduzione delle precipitazioni al centro-sud. Oggi osserviamo invece grandi precipitazioni sul settore adriatico come se fossimo in pieno inverno, e tempeste di neve sull’Appennino che non si vedevano nell’intera stagione fredda appena conclusa.

Di questo parliamo da giorni: le condizioni meteorologiche così estreme possono verificarsi nelle stagioni di mezzo, proprio quando meno ce lo aspettiamo. In questo periodo, gli appassionati di meteo tendono ad abbassare la guardia, ritenendo archiviate sia la neve sia il maltempo estremo; invece è proprio questo il culmine dell’estremo. È vero che probabilmente non vedremo la neve in pianura – anche se la storia ci ricorda che è caduta anche in aprile, e che in pieno aprile si sono verificate tempeste di neve sulle colline. Maggio 2019, dal punto di vista meteorologico appena ieri, lo dimostra chiaramente: fu freddo, poi improvvisamente in pochissimi giorni portò un grande caldo africano che nel mese di giugno divenne asfissiante, con temperature che in alcune località della Pianura Padana raggiunsero i 40°C, con un tasso di umidità in sensibile aumento.

Questo è il problema: il meteo estremo, l’esasperazione degli sbalzi atmosferici, che si presentano violenti, improvvisi, repentini. Anche sull’inverno bisognerebbe aprire una brevissima parentesi: negli ultimi anni abbiamo vissuto situazioni di quasi non-inverno in Italia. Quest’anno il freddo si è fatto sentire nel centro-Nord Europa, abbiamo rischiato date di gelo importanti – rischiato, appunto, perché non ci sono state. A febbraio è esploso quell’anticiclone africano che ha allontanato il grande gelo, innescando poi la serie di anomalie meteorologiche gravi che abbiamo vissuto in marzo e che stanno proseguendo in aprile.

 

Estate 2026: El Niño, ondate di calore e temporali violenti al Nord

C’è da chiedersi come sarà l’estate. Una stagione che si annuncia caldissima: El Niño farà la sua comparsa, e tutta una serie di condizioni atmosferiche a livello globale segnalano temperature superiori alla media. Già nel Mediterraneo le temperature sono mediamente sopra la norma, e su questo sfondo termico più caldo il rischio di ondate di calore estremo è notevole. È quello che potrebbe succedere soprattutto all’inizio della stagione: giugno 2026luglio 2026, e poi occhio ad agosto: potrebbe essere estremamente caldo, anche perché in quel periodo El Niño sarà già vitale e potrà influenzare, pur da migliaia di chilometri di distanza, anche il meteo europeo. Ben poco basta al suo intervento per sganciare bolle d’aria rovente dal Nordafrica verso l’Europa, le quali si combineranno con i potenti anticicloni che comprimono l’aria nei bassi strati atmosferici, aumentandone ulteriormente le temperature. Questo è il rischio della stagione estiva, come confermano più analisi sulle proiezioni per l’estate 2026.

Per concludere: da una primavera bizzarra e imprevedibile, in cui passeremo da temperature mitissime a fasi improvvisamente fredde – un freddo fuori stagione che potrà coglierci impreparati, e per il quale conviene tenere ancora a portata di mano giubbotti, abbigliamento pesante e magari una sciarpa – ci proietteremo verso la stagione estiva e il suo calore asfissiante.

Attenzione, però, a un altro aspetto: i temporali. La stagione estiva li porterà soprattutto sulle regioni settentrionali e, col mix di aria calda e aria fredda, in particolare nel mese di giugno il rischio che questi fenomeni siano violentissimi è concreto. Non si possono fare previsioni precise al momento, solo stime: i contrasti termici generano fenomeni meteorologici di forte intensità – grandinatenubifragitempeste elettricheGiugno è il mese più esposto a questo tipo di eventi sulle regioni settentrionali, ma staremo a vedere cosa succederà, perché le conseguenze potrebbero ripercuotersi anche su luglio. Questo è il meteo che ci aspetta ormai più o meno ogni anno, sempre accompagnato da ondate di calore anomale nella stagione estiva, dalle quali c’è veramente poco scampo. I periodi di refrigerio saranno quelli con le temperature che, un tempo, erano semplicemente nella media.

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