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Freddo dalla Russia a più riprese in questo Aprile

Federico De Michelis di Federico De Michelis
04 Apr 2026 - 18:15
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Non trascurabile freddo dalla Russia verso l’Europa e parte d’Italia in questo Aprile.

 

Aprile a due velocità: alta pressione africana e aria fredda dalla Russia, l’Italia nel mezzo

Il grande caos di aprile: caldo africano e freddo russo

(METEOGIORNALE.IT) In tutto questo contesto di caos meteorologico, in cui avremo un’alta pressione africana che toccherà l’Italia, si sta risvegliando nuovamente il grande freddo nel nord Europa, soprattutto a partire dalla Russia. I modelli matematici tracciano linee di tendenza che saranno certamente rimodellate nel tempo, ma è davvero molto interessante osservare queste fortissime differenze di temperatura tra il nord e il sud del continente.

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Innanzitutto, nel sud dell’Europa, a partire dalla Penisola Iberica, l’Anticiclone Africano tenderà a spingersi anche verso l’Italia, sia pur con intensità minore rispetto a quanto accadrà in Iberia. Lì, subito dopo, giungerà aria fredda con precipitazioni nevose anche a quote medio-basse – pensate un po’. Nel frattempo, vediamo un’istantanea offertaci dai modelli matematici, in particolare dal centro meteo americano, che prospetta un propagarsi sorprendente di aria gelida fino alla Polonia e alla Repubblica Ceca, spinto da un anticiclone che si posizionerà sulla Scandinavia e associato a una bassa pressione con il proprio centro ben a sud-est di Mosca, verso i Monti Urali.

 

Il freddo di origine continentale verso l’Italia: 10-11 aprile nel mirino

Questo scenario andrà a spingere aria fredda nuovamente verso l’Italia – parliamo di aria fredda di origine continentale proveniente da est – presumibilmente attorno al 10-11 aprile, portando un fortissimo abbassamento delle temperature. E probabilmente, poiché questa massa d’aria fredda arriverà da est, la temperatura crollerà verticalmente soprattutto al Nord Italia, dato che stavolta non dovrà scavalcare l’arco alpino, perlomeno nella prima fase. Brusco abbassamento delle temperature, dunque, nella prima fase – parliamo del 10-11 aprile – e poi aria fredda in discesa dalla Valle del Rodano verso la Sardegna.

Tuttavia, questo nuovo evento freddo non sembra diretto verso il Centro-Sud Italia, che tra l’altro non sembra destinato a essere protagonista nemmeno del transito di intense perturbazioni atmosferiche o di profonde depressioni. Una situazione di relativo stallo, se vogliamo, per essere aprile: un mese in cui dovremmo avere precipitazioni, che però latitano sulle regioni tirreniche e sulla Sardegna.

Va detto che le precipitazioni abbondanti dovrebbero cadere sul Nord Italia: ad aprile si registra storicamente una ripresa della piovosità su questa area, con un picco massimo durante la stagione primaverile e anche un risveglio dei temporali. Questo fenomeno del calo delle temperature per correnti orientali è dunque fuori stagione e potrebbe portare le temperature nelle vallate alpine temporaneamente su valori prossimi allo 0°C – già visti in Pianura Padana qualche giorno fa – seguiti poi da repentini rialzi.

 

Fine della seconda decade di aprile: nuovi impulsi freddi dall’Artico

C’è da aggiungere che, mentre nel nord-est dell’Europa, anche verso la fine della seconda decade del mese – parliamo del 17-18 aprile – si attendono impulsi di aria molto fredda di origine artica dal Mar Glaciale Artico russo, che conserva ancora la sua banchisa polare, si osservano risalite di aria calda verso la Penisola Iberica. Insomma, una nuova fase calda che probabilmente finirà per interessare le regioni più meridionali italiane, mentre il freddo sembra nuovamente in rotta verso quelle settentrionali, anche se non con la stessa incisività del 10-11 aprile. Siamo però ancora molto lontani come orizzonte previsionale e la traiettoria di queste masse d’aria sarà da definire successivamente.

Ci troviamo di fronte a repentini cambiamenti meteorologici, a metamorfosi delle stagioni che non hanno più l’aspetto di un tempo, ma che portano tracce di altre epoche: tracce d’inverno e tracce quasi estive, dato che con le ondate di caldo la temperatura sale anche oltre i 25°C su molte aree italiane. Stavolta, io, Del Rio, rivolgo uno sguardo molto attento alle masse d’aria fredda che si sposteranno dalla Russia verso ovest, perché queste, molto repentinamente, possono giungere in Italia e portare colpi di coda invernali in piena primavera.

 

Una primavera cambiata: la stagione che non somiglia più a sé stessa

La primavera è cambiata rispetto al passato ed è divenuta sempre più vittima di bruschi cambiamenti termici e atmosferici. Un aprile e un maggio, almeno nella prima parte, che somigliano a quello che un tempo era l’inizio di marzo. Questa è la linea di tendenza – attenzione, però, perché include anche fasi di grande tepore che fanno quasi sembrare di essere nel mese di giugno, un elemento tutt’altro che trascurabile, che ci avvisa come la stagione estiva sia ormai dietro l’angolo. Con giugno, generalmente, abbiamo l’avvio del clima estivo con repentini sbalzi di temperatura verso l’alto – anche se dipende dall’annata, perché in alcune circostanze si verificano numerose fasi temporalesche sulle regioni settentrionali, che vengono in qualche modo risparmiate dalle ondate di calore più intense. Non sempre, però.

 

Il deficit pluviometrico al Nord e lo spettro dell’estate rovente

Al momento abbiamo una situazione di grave deficit pluviometrico al Nord Italia, iniziato in autunno, proseguito in inverno e ancora in corso in questa fase primaverile. Vedremo se questa è una linea di tendenza di cui tener conto anche per i prossimi mesi estivi; qualora ciò dovesse verificarsi, il Nord Italia potrebbe vivere una stagione estiva estremamente rovente, non attutita dalle fasi temporalesche che, come sappiamo, comportano anche periodi di refrigerio.

Per quanto riguarda il resto d’Italia, la situazione è abbastanza incerta, ma è anche normale: con aprile si registra una riduzione della piovosità sul Centro e, soprattutto, sul Sud Italia, sulla Sardegna e sulla Sicilia. Un crollo delle precipitazioni avviene soprattutto poi a maggio al Sud, dove il clima mediterraneo fa il suo dovere, aprendo la via verso la siccità estiva.

 

Credit: (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • Copernicus Climate Change Service
  • National Weather Service – NOAA
  • American Meteorological Society
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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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