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Home A La notizia del giorno

Nuovo tentativo di azione fredda sull’Italia. Ecco quando in questo aprile

Antonio Iannella di Antonio Iannella
03 Apr 2026 - 12:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) L’Italia, proprio in questi giorni ha vissuto una delle azioni perturbate più cruenti dell’intero semestre freddo. Al di là delle cadenze stagionali, queste palesemente stravolte dai cambiamenti climatici, il semestre freddo (o sarebbe più corretto fresco di questi tempi) in Italia comprende, convenzionalmente, i mesi da Novembre ad Aprile, dunque l’azione perturbata ultima e di stampo invernale, di cui si stanno avendo gli strascichi ancora in queste ore, è accorsa proprio nell’ultima fase del semestre freddo.

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L’azione perturbata è stata possente, benchè circoscritta solo ad alcuni settori italiani, con il medio Adriatico, area più colpita, devastato dalle piogge alluvionali e il tutto in un contesto termico decisamente sotto media e piuttosto freddo, relativamente al periodo: sui monti del Centro Appennino ci sono stati accumuli di 1 metro e mezzo di neve dai 1.400 m, ma molti cm fino a 1.000/1.200 m e, temporaneamente a inizio evento, anche sotto i 1.000 m o localmente in collina.

 

Insomma, azione invernale a tutti gli effetti, un po’ tardiva, ma di grosso impatto. Essa, tuttavia, come già anticipato, è stata un’azione possente, ma circoscritta alle aree adriatiche e meridionali, la gran parte delle aree settentrionali non se ne è proprio accorta del maltempo, salvo una moderata incidenza su Emilia Romagna e altri minimi fastidi isolati; fuori dall’instabilità anche buona parte delle aree del medio e alto Tirreno, salvo influenze sotto l’aspetto termico, con fresco e ventilazione settentrionale diffusi.

Questa manovra depressionaria è oramai all’epilogo salvo, ancora oggi, ultimi addensamenti sul medio Adriatico e al Sud, Sicilia con ultimi rovesci, qualcuno residuo domani tra Sud Calabria e Sud Sicilia, ma già l’alta pressione da Ovest, entro domani, conquisterebbe tutto il Centro Nord Italia e diffusamente il Sud, apportando ampio soleggiamento.

 

Le prospettive, a seguire, sarebbero per alta pressione e bel tempo per Pasqua e Pasquetta con temperature già miti al Nord e su aree tirreniche centrali, ma che diverrebbero miti anche sul medio e basso Adriatico e al Sud, con valori spesso sui 20° e oltre in pianura, specie verso Pasquetta.

 

Ma quanto durerebbe il bel tempo anticiclonico?

 

Stando agli ultimi dati sul medio-lungo termine, l’alta pressione, il tempo asciutto e soleggiato e anche un campo termico mite e piacevole, persisterebbero fino all’8/9 aprile e un po’ su tutto il territorio nazionale.

Dal 9/10 del mese, l’alta pressione potrebbe iniziare a cedere in corrispondenza del Mediterraneo centrale e, dunque, potrebbe farsi strada una circolazione mista tra moderate correnti instabili nordatlantiche e altre più freddine nordorientali con aumento di nubi e prime piogge deboli-moderate verso metà settimana prossima, piogge che inizierebbero dai settori alpini, poi settentrionali e in espansione verso le aree Adriatiche, appenniniche centrali e meridionali entro il 10; tempo magari ancora discreto fino a questa data sulle aree tirreniche centrali, specie costiere, sulla Sardegna e su Centro Ovest Sicilia, salvo fastidi deboli e localizzati su questi ultimi settori.

 

A seguire, più nello specifico tra l’11 e il 15 Aprile, il centro di calcolo europeo, prospetta un possibile moderato inasprimento dell’azione depressionaria, con maggiore convergenza di flussi umidi nordatlantici e aria anche relativamente fredda orientale proprio verso l’Italia.

Dunque, con l’avvento della seconda decade, su buona parte del paese potrebbero tornare correnti instabili, piogge più organizzate e diffuse da Nord a Sud, magari non maltempo importante, anche se a questa distanza non va escluso, e il tutto in un contesto termico che potrebbe tornare a essere sotto media e abbastanza freddo per il periodo.

 

Ci sarebbero, a ora, indicazioni anche per possibile ritorno della neve intorno ai 1000 m sul Centro Sud Appennino e anche sotto su Alpi, ma non sarebbero escluse fioccate anche appenniniche, specie sull’Appennino centro settentrionale,  sotto i 1000 m. Insomma, prospettiva di azione simil invernale verso metà mese su cui, però, necessitano conferme.

Questa redazione seguirà costantemente l’evoluzione, apportando quotidiani aggiornamenti. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)

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