
L’Italia è in fase di meteo estremo. E’ un argomento prevalente di questo periodo, soprattutto per l’assenza di precipitazioni e caldo. Il Nord vive una delle maggiori siccità degli ultimi secoli. Fare paragoni con il passato, confrontando le condizioni di oggi e ieri, può non fornire termini di comparazione determinabili correttamente. Anche altre regioni d’Italia soffrono per la siccità, soprattutto molte del settore tirrenico. Sono state emesse numerose ordinanze per risparmiare acqua ovunque. Seguirà in ampi territori lo stato di calamità, ma ad evento concluso.
Come spesso si dice, l’Italia dispone di notevoli risorse idriche, però queste non sono infinite, specie quando se ne fa un utilizzo dispersivo. Si veda la perdita d’acqua nelle condotte idriche, ma questo è solo l’aspetto più noto.
Di acqua ne abbiamo in eccesso, per molti anni, compresa l’estate, al Nord Italia abbiamo avuto eccessi d’acqua come avveniva appena un anno fa, quando piogge esagerate cadevano soprattutto sulle Alpi e Prealpi, con alluvioni in Lombardia.
A Giugno si diceva che quella in atto è la peggiore siccità degli ultimi 70 anni, ma ormai i termini di paragone si sono abbandonati, perché questa è forse peggiore.
Fare confronti con il passato non è pensabile, in quanto in 70 anni l’Italia è profondamente cambiata, e così verso tempi più distanti.
Si pensi che a quella che oggi è l’area più densamente coltivata e abitata d’Italia, “la Valle Padana” che sino alla fine del 1700 era disseminata di boschi, aveva una popolazione di circa 1/10 di quella attuale, non c’erano le condotte idriche che portavano l’acqua casa per casa con le varie perdite. Allora non c’era l’agricoltura intensiva, non c’erano le fabbriche. Entrambi i settori consumano enormi quantità d’acqua.
I densi boschi rallentano il decorso dell’acqua e ne favorivano l’assorbimento nel terreno. La temperatura era inferiore a quella attuale, ma ciò non vuol dire che non ci fossero ondate di calore.
Abbiamo avuto siccità gravissime nel passato, citiamo quella nota come la maggiore che avvenne quella dal 1539 al 1540. Un’altra siccità storica si ebbe nel 1616. Entrambe si dice avvennero con alte temperature e scarse precipitazioni invernali soprattutto nel Nord Italia. Si dice che quella del 1540 prosciugò quasi del tutto il fiume Po. Nel 1540, a causa della siccità, vari fiumi europei raggiunsero livelli così bassi mai più toccati. In Europa si ebbero gravissime carestie dovute alla scarsità di cibo.
Ma adesso siamo nel 2022, e la domanda frequente è quando pioverà? Non abbiamo la sfera di cristallo per dirlo con certezza, ci rivolgiamo ai modelli matematici che sono l’ausilio tra i principali per fare previsioni meteo.
Ebbene, la previsione meteo a una settimana indica che non ci saranno piogge su ampi territori, soprattutto laddove dovrebbe piovere, eccetto eventi di instabilità atmosferica, per altro anche con discrete piogge come quelle tra Trentino e Veneto, che sotto forma di temporali, si sono avute a macchia di leopardo tra venerdì e stanotte.
Entro due settimane si potrebbe attivare una fase ideale per temporali come quelli avvenuti a giugno su gran parte del Nord Italia, con il rischio però che interessino soprattutto le aree a nord del fiume Po. Ma avere questo evento meteo sarebbe qualcosa dopo la fortissima ondata di calore iniziata, e che persisterà per oltre una settimana.
Più avanti percorriamo una via previsionale che traccia linee di tendenza climatiche. E i modelli matematici, tra cui il Centro Meteo Europeo, ci mostrano piogge più decise verso le regioni settentrionali, anche se probabilmente sino a Ferragosto sarà molto vivace l’anticiclone africano con ulteriori spinte verso nord di caldo africano.
Ma in Oceano Atlantico incalzerà il meteo autunnale con un abbassamento progressivo delle correnti perturbate oceaniche ed un rinforzo delle basse pressioni. Gioco forza questa novità potrebbe favorire un’intensificazione della spinta di masse d’aria nuvolose con piogge verso il Nord Italia.
Infatti, si intravvede nel dopo Ferragosto la Rottura dell’Estate sull’Italia con piogge nella media ovunque, quindi pioverebbe. L’estate non finirà, ma inizieranno le piogge, fenomeno meteo tipico di quel periodo. C’è da augurarsi che non vengano poi interrotte.
L’inizio dell’autunno meteorologico, a detta delle proiezioni del Centro Meteo Europeo appare con possibile modesta ripresa delle precipitazioni. Infatti, si intravede ancora un periodo con deficit pluviometrico per settembre, che però rientrerebbe verso la norma, anche con eccessi di pioggia in ottobre, novembre e dicembre.
Una possibile sovrapposizione alla piovosità del periodo, potrebbe derivare da La Nina, ma questa seppur ancora presente, inizierà a perdere forza, e consentire condizioni meteo più prossime alla norma italiana. La temperatura è attesa anche per settembre sopra la media.
Inoltre, le caldissime acque del Mediterraneo avranno un ruolo enorme nelle precipitazioni del prossimo Autunno, e già si intravede la possibilità di piogge sopra la media. E a questo punto anche il rischio di avere meteo estremo, con le alluvioni lampo dell’Autunno. Ed ecco lo stop definitivo alla siccità in Italia.
Ma la siccità da noi deve terminare con piogge costanti, e non con alluvioni, nubifragi, e altro meteo estremo che servirebbe a incrementare gli effetti dannosi dei cambiamenti del clima.