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Siamo sicuri che molti di voi si chiedano quando ci sarà la prima vera nevicata sulle Alpi. È vero che siamo solo nei primissimi giorni di ottobre e che non è anomalo avere le montagne spoglie fino a oltre tremila metri, ma quest’anno non c’è stata nemmeno la minima traccia dell’autunno. Qualcosa di interessante, però, emerge dalle tendenze meteo. L’ingresso di aria più fredda, associato a una probabile perturbazione che dovrebbe arrivare tra l’8 e il 10 ottobre, potrebbe infatti favorire le prime nevicate della stagione.

Vediamola positivamente

Si tratterebbe di un passaggio estremamente importante anche per i ghiacciai alpini, che potrebbero beneficiare del primo vero contributo nevoso dopo la lunga fase di ablazione estiva (fusione del ghiaccio ed erosione). Una prima generosa imbiancata alle quote più elevate, diciamo dai 2.000-2.500 metri in su, sarebbe una vera e propria boccata di ossigeno. Certo, la situazione di lungo periodo non cambierebbe: oramai i ghiacciai sono in estrema sofferenza durante la stagione estiva. Ciò non toglie che, oltre al lato estetico, servono anche precipitazioni diffuse, perché la situazione idrica di quasi tutto il nostro Paese non è certamente delle migliori.

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Correnti meridionali ricche di umidità tra l’8 e il 9 ottobre sulle Alpi? è una tendenza…

Sorge però un problema

Resta ovviamente molto elevata l’incertezza sulla distribuzione delle precipitazioni. I modelli meteo, infatti, faticano a individuare con precisione la traiettoria e la posizione esatta del vortice depressionario. Ricordiamo che, se quest’ultimo è troppo occidentale, risale aria calda e quindi nevica poco e a quote altissime; se invece è troppo orientale, le nevicate interessano le Alpi di confine, mentre nelle zone meridionali c’è il favonio.

Decisivi i prossimi aggiornamenti

Ci fermiamo qui e, naturalmente, non diamo ulteriori dettagli. Sarebbe una buona notizia se arrivasse finalmente un’abbondante imbiancata, ma attenzione a una cosa: stiamo parlando di tendenze meteo a 7-10 giorni, con una goccia fredda di piccole dimensioni che potrebbe modificare molto la propria traiettoria. Ne consegue che saranno essenziali gli aggiornamenti dei prossimi giorni per definire con maggiore precisione quantità e distribuzione degli accumuli nevosi, oltre, ovviamente, alla quota neve.

 

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