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Situazione nell’Oceano Pacifico dove ci sono 3 uragani: Nolo, Odalys e il super uragano Polo.

Stiamo osservando una delle tempeste più estreme di sempre nell’emisfero occidentale. L’uragano Polo è passato, e sta passando adesso, alla sua massima potenza, al largo nell’oceano Pacifico, lontano dalle coste del Messico. Era sceso in categoria 4, ma il carburante che trova in un mare caldissimo lo ha riportato in categoria 5. E che categoria 5.

Polo è un mostro vero. Cattiveria pura, con convezione esplosiva in tutte le direzioni – cioè nubi temporalesche che salgono violente attorno all’occhio. Se un giorno la scala Saffir-Simpson venisse estesa fino a una categoria 6, Polo ne sarebbe l’esempio lampante, come Melissa sulla Giamaica lo scorso anno. Polo frantumerà il libro dei record.

Nessun media nazionale in Italia ne parla. Quello che accade nel Pacifico sembra non riguardarci, a parte El Niño, che vista la forza prevista è forse uno dei fenomeni più inquietanti degli ultimi decenni (qui gli effetti su Italia ed Europa). E Polo, con buona probabilità, ne è figlio.

 

I numeri misurati dentro l’occhio

I cacciatori di uragani della NOAA hanno appena registrato raffiche di 265 chilometri orari in quota. Dentro la parete dell’occhio, la corona di nubi che circonda il centro, hanno misurato anche una raffica in superficie di circa 305 chilometri orari. Un drone che volava a 500 metri sopra il livello del mare ha rilevato venti superiori a 370 chilometri orari.

Sabato 26 settembre 2026 Polo resta di categoria 5, al largo della costa sud-occidentale del Messico. Secondo il National Hurricane Center, il centro si trova intorno a 17,6°N e 111,0°W. Sono circa 600 chilometri a sud di Cabo San Lucas e 640 chilometri a ovest-sudovest di Cabo Corrientes. Si sposta verso ovest-nordovest a circa 15 chilometri orari.

I venti sostenuti oscillano tra 265 e 280 chilometri orari, con raffiche più forti. La pressione centrale si aggira fra 911 e 917 ettopascal. L’occhio è piccolo e ben definito (come funziona l’occhio del ciclone). I venti da uragano restano concentrati entro 55 chilometri dal centro, mentre quelli da tempesta tropicale arrivano fino a 220 chilometri.

Nella stagione 2026 del Pacifico orientale è il 18° sistema con nome, il 7° uragano, il 5° uragano maggiore e il 3° di categoria 5. Evidenzio come nell’area tropicale dell’Atlantico, di uragano non se ne sia formato nemmeno uno.

 

Un’intensificazione fuori scala

Polo nasce il 20 settembre. In circa 40 ore passa da depressione tropicale a categoria 5, e lo stesso NHC definisce l’intensificazione “truly remarkable”, davvero straordinaria. Al picco gli Hurricane Hunters hanno misurato venti di circa 290 chilometri orari e una pressione di 892 ettopascal. Per pressione è il secondo uragano più intenso del Pacifico orientale, dopo Patricia del 2015, e per vento è fra i più forti.

Ha toccato la categoria 5 tre volte, il 22 settembre e poi di nuovo tra il 24 e il 25 settembre, cosa mai vista in questo bacino. Dietro c’è un El Niño molto forte. Le acque al largo del Messico sono eccezionalmente calde e forniscono energia a ogni ciclone di passaggio (il rafforzamento di El Niño da agosto).

Il satellite mostra Polo vicino al Messico insieme ad altri due uragani nello stesso oceano, Odalys e Nolo. All’infrarosso l’occhio appare compatto, quasi disegnato col compasso.

 

Traiettoria e rischi per la Baja California

Finora il nucleo più violento è rimasto in mare. Sulle coste di Guerrero, Michoacán e Colima Polo ha portato piogge forti, mareggiate e rischio frane, ma il centro non ha causato danni diretti rilevanti.

Oggi e domani proseguirà verso ovest-nordovest, poi piegherà a nord. Lunedì 28 settembre dovrebbe avvicinarsi alla Baja California Sur. Sarà ancora un uragano potente, in indebolimento ma temibile. Potrebbe poi attraversare la penisola e il Golfo di California verso il Messico nord-occidentale, per dissolversi entro fine mese.

È attivo un Hurricane Watch fra Punta Eugenia e Santa Fe. Sulla penisola sono attesi da 100 a 250 millimetri di pioggia, localmente di più. Si temono alluvioni, frane, mareggiate e storm surge, cioè il mare spinto dal vento sopra la costa. La California meridionale vedrà soprattutto mare agitato e correnti di risacca, non l’uragano vero e proprio.

 

Polo non è una voce da social ma  un uragano storico, ha sfiorato il Messico sud-occidentale e a inizio settimana punta la Baja California. La fonte ufficiale da seguire resta il National Hurricane Center.

 

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