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      Home » Sino 40°C, poi sfuriata di supercelle. Grandine grossa il 6-7
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      Sino 40°C, poi sfuriata di supercelle. Grandine grossa il 6-7

      L'anticiclone subtropicale tiene ancora in pugno la Penisola, ma il suo bordo settentrionale comincia a incrinarsi: ecco dove e quando l'atmosfera passerà al contrattacco.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 06/08/2026
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      13 Min Lettura
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      Contents
        • Un promontorio subtropicale che non arretra
        • Le crepe nell’anticiclone: dove nasce l’instabilità
        • Un’onda di calore con punte di 38-40°C
        • Mercoledì 5 agosto, rovesci confinati ai monti
      • Supercelle, grandine e downburst tra oggi, giovedì  6 e venerdì 7
        • Venerdì 7 agosto, il giorno della svolta al Nord
        • Il weekend dell’8 e 9 Agosto
        • Lunedì 10 e martedì 11 agosto, l’instabilità scivola al centro
        • Che cosa aspettarsi dopo la metà del mese

      Un promontorio subtropicale che non arretra

      Sullo scenario euro-atlantico il flusso perturbato principale scende dal Canada fino al medio Atlantico, poi scorre quasi zonale attorno al 40° parallelo e risale ondulato fino alla Scandinavia, attraversando le Isole Britanniche. Il risultato è un’ampia depressione alimentata da aria polare, distesa tra l’Islanda e il Mare di Barents e articolata in diversi minimi. Tutto questo, però, resta confinato alle latitudini settentrionali.

      Sul Mediterraneo, al contrario, persiste un robusto promontorio di matrice subtropicale continentale, inclinato verso nord-est, che guadagna latitudine sull’Europa orientale fino a lambire l’Ucraina. Più a est il geopotenziale si mantiene alto e livellato grazie a un secondo promontorio che si allunga dal Medio Oriente. In un contesto simile l’Italia finisce schiacciata sotto una cupola di alta pressione che garantisce stabilità quasi ovunque, la stessa che nei giorni scorsi ha spinto il termometro oltre i 40-41°C in diverse regioni.

       

      Le crepe nell’anticiclone: dove nasce l’instabilità

      Un anticiclone così esteso non è però un muro impenetrabile. In seno al promontorio si insinuano deboli infiltrazioni di aria atlantica più fresca, capaci di generare un minimo chiuso in quota con annessa area di instabilità, che tende a scorrere lungo il Mar Tirreno. Contemporaneamente l’Egeo e il Mar Nero vengono interessati da un debole cavo d’onda.

      Sono proprio questi dettagli a fare la differenza sul piano pratico. Il minimo in quota sul Tirreno innesca condizioni di instabilità sui rilievi della Sardegna e sull’Appennino centro-meridionale, mentre a nord correnti più fresche alimentano una moderata attività termoconvettiva pomeridiana sul settore alpino e prealpino. È il meccanismo classico dell’estate italiana, quello che rende i temporali di montagna quasi impossibili da prevedere per le applicazioni con qualche giorno di anticipo.

      Va sottolineato un punto che spesso viene frainteso: non sono in arrivo vere rinfrescate, cioè perturbazioni organizzate provenienti dal nord Atlantico o dal nord Europa. Si tratta soltanto di piccole infiltrazioni qua e là, che però produrranno turbolenze violente proprio perché entreranno in contrasto con l’enorme quantità di calore accumulata sul bacino e sulla Penisola. Il quadro coincide con quanto già anticipato a proposito dei nubifragi e della grandine grossa in vista del fine estate.

       

      Un’onda di calore con punte di 38-40°C

      L’avvezione calda nei bassi strati resta il tratto dominante: la temperatura alla quota di 850 hPa raggiunge valori fino a +22°C sulla Penisola e sulla Sicilia, un dato che al suolo si traduce in un’onda di calore piena. Le aree più esposte sono le pianure del nord, le zone interne del centro-sud e quelle siciliane.

      Oggi, mercoledì 5 agosto, i picchi massimi arrivano fino a 38-40°C sulle pianure settentrionali e sulle aree interne di Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata e Sicilia. Valori comunque elevati, fino a 36-38°C, riguardano Sardegna, Marche, Abruzzo, Molise, l’entroterra campano e quello calabrese. Chi desidera farsi un’idea locale può consultare le previsioni per Milano, Firenze, Roma o Palermo, tutte città in prima linea in questa fase rovente. Nelle grandi aree urbane il fenomeno si amplifica ulteriormente, come mostra il caso di un termometro schermato nel centro del capoluogo lombardo, dove le minime notturne faticano a scendere.

       

      Mercoledì 5 agosto, rovesci confinati ai monti

      La giornata odierna vede rovesci e locali temporali sui rilievi alpini, prealpini e appenninici, in particolare quelli centro-meridionali, oltre che sulla Sardegna orientale. I fenomeni tendono a esaurirsi in serata, salvo locali persistenze sul settore alpino tra Valle d’Aosta, Lombardia e Alto Adige, dove il cielo può restare carico anche dopo il tramonto. Altrove prevalgono condizioni stabili con ampio soleggiamento.

       

       

      Supercelle, grandine e downburst tra oggi, giovedì  6 e venerdì 7

      Con giovedì 6 agosto la risalita del geopotenziale a centro-sud rafforza ulteriormente il campo anticiclonico, mentre al nord correnti occidentali fresche legate a una debole difluenza in quota accendono l’instabilità sui settori alpini e prealpini, soprattutto quelli orientali.

      Al mattino il cielo si presenta sereno, salvo addensamenti sui settori alpini centro-orientali che dalle ore centrali coinvolgono parte della Lombardia e gran parte del Triveneto, con rovesci e temporali localmente anche intensi. In serata l’instabilità permane tra Trentino e Friuli, in assorbimento altrove: chi si trova a Bolzano o a Trieste farà bene a tenere d’occhio il cielo nel pomeriggio.

      Il capitolo più delicato riguarda però la sera, quando il rischio si sposta sulla Val Padana orientale, ovvero il settore che negli ultimi giorni sta soffrendo maggiormente la calura. Tra Veneto ed Emilia-Romagna possono svilupparsi temporali improvvisi e violenti, anche supercelle, in grado di produrre chicchi di grandine di grosse dimensioni e fortissime raffiche di vento da downburst, localmente oltre i 100 km/h. Le aree indiziate sono il Ferrarese, il Rodigino, il Padovano, il Veneziano e il Ravennate, mentre le province limitrofe corrono rischi minori. Resta il carattere isolato e imprevedibile del fenomeno temporalesco, che rende impossibile puntare il dito su un singolo comune con ore di anticipo: la mappa completa di questa fase è quella già descritta parlando della sfuriata di temporali attesa tra il 6 e il 10 agosto.

      Sul centro e sulla Sardegna il cielo resta per lo più sgombro da nubi, con addensamenti pomeridiani lungo l’Appennino e sulle zone interne toscane e laziali, in dissolvimento a fine giornata. Al sud e sulla Sicilia la nuvolosità risulta irregolare sulle regioni tirreniche, con rovesci e isolati temporali estesi a gran parte del settore, a eccezione del versante adriatico pugliese, dove il bel tempo non viene messo in discussione. Le minime calano lievemente su Sardegna, Sicilia, Calabria e Basilicata; le massime scendono su Sardegna meridionale, Sicilia, Calabria e Puglia salentina, mentre restano stazionarie al nord. I venti sono deboli e variabili, a regime di brezza lungo le coste, con locali rinforzi nelle zone temporalesche. Mossi il Mare e il Canale di Sardegna e lo Stretto di Sicilia, da poco mossi a mossi il Mar Ligure e il Mar Tirreno, calmo l’Adriatico.

       

      Venerdì 7 agosto, il giorno della svolta al Nord

      Venerdì 7 agosto rappresenta il primo vero punto di rottura. Già nella notte rovesci e qualche temporale, localmente violento, interessano il Friuli-Venezia Giulia e l’alto Veneto, poi dalla tarda mattinata la nuvolosità si estende ai rimanenti rilievi alpini e prealpini e, nelle ore centrali, a gran parte del settore settentrionale. Su Friuli, Trentino e alto Veneto i fenomeni risultano particolarmente intensi, con coinvolgimenti pomeridiani e serali anche delle pianure centro-occidentali, tra Lombardia e Piemonte. Nel pomeriggio la convezione si accende pure sull’Appennino peninsulare, sulle zone interne delle Isole Maggiori e sulla Sicilia.

      Anche in questo caso il ventaglio dei fenomeni attesi è quello tipico delle situazioni ad altissimo contenuto energetico: grandine di grosse dimensioni, raffiche da downburst oltre i 100 km/h, nubifragi e intensa attività elettrica. Sulla Val Padana occidentale non si esclude lo sviluppo di supercelle, perché al suolo e nei bassi strati dell’atmosfera saranno presenti quantità di energia davvero esorbitanti, favorevoli a fenomeni localmente estremi.

      Al centro il peggioramento è temporaneo ma marcato sulle aree interne, con rovesci e temporali diffusi tra Marche, Abruzzo e basso Lazio, mentre la Sardegna resta soleggiata e Cagliari vede anzi le massime crescere in modo più deciso. Le temperature al nord iniziano a calare, pur restando generalmente superiori ai 35°C sulle pianure, mentre le aree interne di Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata e Sicilia conservano picchi di 38-39°C. Sulla Sardegna occidentale i venti ruotano da nord-ovest con intensità da debole a moderata nelle ore pomeridiane, e non mancano raffiche improvvise sotto i temporali. È esattamente lo scenario che aveva fatto parlare di un caldo in attenuazione da venerdì, ma solo su una parte del Paese.

       

      Il weekend dell’8 e 9 Agosto

      Sabato 8 agosto il tempo si fa instabile con cielo nuvoloso sulle regioni nord-orientali e su quelle meridionali tirreniche, e con rovesci e isolati temporali che nelle ore centrali raggiungono anche il centro. In serata i fenomeni si esauriscono gradualmente.

      Domenica 9 agosto si riparte da un cielo sereno, ma l’instabilità pomeridiana torna a farsi sentire fino a sera, con rovesci o temporali al nord e fenomeni meno intensi sull’Appennino centro-meridionale e sulle Isole Maggiori. In tarda serata il cielo torna privo di nubi. Il bilancio complessivo del fine settimana resta quello di sole e caldo protagonisti, con i temporali nel ruolo di ospiti scomodi.

       

      Lunedì 10 e martedì 11 agosto, l’instabilità scivola al centro

      Lunedì 10 agosto il maltempo insiste al nord, sulla Toscana, sulle Marche e sui settori tirrenici centro-meridionali, Sicilia compresa. Martedì 11 agosto i rovesci e gli isolati temporali si concentrano invece sulle regioni centrali, tra Toscana, Lazio e Appennino abruzzese, con fenomeni più isolati su Sicilia e Sardegna orientale.

       

      Che cosa aspettarsi dopo la metà del mese

      La direzione è chiara: non siamo davanti a una perturbazione atlantica in piena regola, ma a un logoramento progressivo del promontorio subtropicale, che apre varchi sempre più larghi all’aria umida in quota. Il Mediterraneo eccezionalmente caldo fornisce il carburante, e questo significa fenomeni brevi ma violenti, spesso grandigeni, più che piogge distese e uniformi. È la stessa lettura che emergeva dall’analisi sugli accumuli attesi nelle prossime due settimane, con la Pianura Padana probabilmente sottostimata dai modelli.

      Oltre la metà del mese le proiezioni divergono. Una parte degli scenari propone un arretramento verso sud del caldo estremo e una circolazione più occidentale, un’altra insiste sul ritorno dell’alta pressione. La terza via, forse la più realistica, è quella di una rottura estiva vera, con temporali di forte intensità ma senza crolli termici degni di questo nome: un’ipotesi che si allinea sia alla possibile formazione di cicloni mediterranei dopo Ferragosto, sia alle proiezioni che descrivono una stagione avviata verso un declino piuttosto brusco.

      Per ora la certezza è una sola: fino a venerdì il caldo resta padrone, e i temporali continueranno a essere ospiti di montagna, salvo le puntate serali in pianura che tra giovedì e venerdì meritano la massima attenzione.

       

      Credit

      • ECMWF – monitoraggio delle ondate di calore europee
      • European Severe Storms Laboratory
      • NOAA Climate Prediction Center – ENSO Diagnostic Discussion
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      TAG:Prima pagina
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