Seguici su Google

Ci siamo lasciati ormai alle spalle una prima decade di settembre caratterizzata da temperature ampiamente superiori alle medie stagionali. Dopodiché, il quadro meteo-climatico ha cominciato a cambiare registro

 

Un cambiamento che evidentemente è frutto dell’avanzamento della stagione autunnale a partire dall’Europa settentrionale, laddove le depressioni nord-atlantiche hanno ormai preso il sopravvento.

 

Alle nostre latitudini abbiamo avuto inizialmente una gran bella rinfrescata, anche se, considerando il ritorno alla normalità termica, definirla tale può sembrare eccessivo. In virtù di quanto successo nel corso di un’intera estate, ovvero un clima letteralmente rovente per tre mesi, già parlare di normalità termica è comunque una grande notizia.

 

Anche perché, nonostante il ritorno dell’alta pressione negli ultimi giorni, non abbiamo avuto nuove escalation di temperatura tali da far gridare allo scandalo. Finalmente stiamo apprezzando un quadro climatico certamente più consono al periodo, un periodo durante il quale dovrebbero intervenire in modo più convincente i primi segnali del passaggio di testimone tra l’estate e l’autunno.

 

Ormai siamo giunti a ridosso anche della data astronomica ufficiale, quindi tra non molto si potrà parlare ufficialmente di autunno 2026. Ciò che conta, comunque, è che le proiezioni mensili ancora una volta si sono rivelate corrette. Avevamo inquadrato infatti la seconda metà di settembre come un periodo decisamente più dinamico, dove per dinamico intendiamo una crescente variabilità atmosferica.

 

Qualcuno potrebbe obiettare che, rispetto al passato, non stiamo avendo quell’accelerazione atlantica tipica della transizione stagionale. Tuttavia, è giusto evidenziare che negli ultimi decenni il canonico flusso perturbato oceanico è venuto meno, o comunque non è più quello di un tempo.

 

Come detto, il vero cambiamento lo stiamo osservando a latitudini settentrionali e sarà comunque da monitorare per tutta l’ultima decade di settembre. Infatti, i modelli matematici continuano a proporci interessantissime soluzioni per la prossima settimana.

 

Il quadro evolutivo sarà trattato con dovizia di particolari in un altro approfondimento. In questa sede vogliamo soffermarci un attimo su quanto sta per accadere, perché nel corso del weekend infiltrazioni di aria fresca innescheranno nuova instabilità atmosferica. Ciò significa che già a partire dalle prossime ore i temporali risulteranno ben più frequenti, temporali che localmente potrebbero risultare di forte intensità e quindi associati, come spesso capita nell’ultimo periodo, a nubifragi, grandinate e colpi di vento.

 

Le proiezioni modellistiche a più alta risoluzione ci dicono che i fenomeni più diffusi e consistenti dovrebbero focalizzarsi progressivamente tra il Centro-Sud e le due isole maggiori. Tuttavia, almeno in un primo momento, anche il Nord Italia avrà la sua razione di precipitazioni sparse.

 

Si tratterà, come detto, di fenomeni distribuiti irregolarmente e, trattandosi di temporali, sarà necessario aggiornare la previsione step by step, perché in tal senso saranno fondamentali strumenti di rilevazione in real time, come ad esempio le immagini radar e quelle satellitari. Concludiamo confermando un quadro termico grosso modo in linea con le medie stagionali. Non che faccia fresco, ma, come detto in apertura, non fa nemmeno più quel caldo atroce che abbiamo vissuto per troppo tempo.

 

Un quadro termico che, tra l’altro, ce lo dicono le proiezioni, da qui a fine mese non dovrebbe subire picchi verso l’alto, ma piuttosto potrebbero addirittura realizzarsi le condizioni ideali per una discesa ancora più marcata. Vedremo in seguito per quale motivo.

Seguici su Google